Open Innovation Sicilia entra nel vivo, ecco i 16 nuovi acceleratori per le startup dell’isola

La Sicilia conosce finalmente i protagonisti della prossima fase della propria politica per l’innovazione. Con il decreto del Dipartimento regionale delle Attività Produttive che approva l’elenco delle istanze ammissibili alla successiva fase di valutazione tecnico-finanziaria dell’avviso “Open Innovation Sicilia”, emerge la mappa dei soggetti che aspirano a gestire programmi di incubazione, accelerazione e accompagnamento per startup e imprese innovative siciliane. Non si tratta ancora della graduatoria definitiva dei finanziati. Il decreto precisa infatti che l’ammissione non costituisce concessione del contributo, che resta subordinata alle successive valutazioni di merito e alla disponibilità delle risorse. Tuttavia, l’elenco offre già una fotografia interessante dell’ecosistema che si sta candidando a svolgere un ruolo centrale nello sviluppo delle startup siciliane nei prossimi anni.

Chi sono i candidati a diventare i nuovi poli dell’innovazione

Tra i soggetti ammessi figurano alcuni dei principali operatori nazionali dell’innovazione, insieme a realtà siciliane che negli ultimi anni hanno contribuito alla crescita dell’ecosistema regionale.

L’elenco comprende:

  • Fondazione Emblema
  • BI-REX – Big Data Innovation & Research Excellence
  • Futurea
  • Hub Imprese
  • FabCube
  • Growix
  • ELIS Innovation Hub
  • Banca Agricola Popolare di Sicilia
  • Entopan Innovation
  • DB Investimenti
  • Isola Catania Impresa Sociale
  • Gate Real Estate Innovation Società Benefit
  • Onda
  • PwC Business Services
  • TQC
  • So.Ge.Pa.T. – Società di Gestione del Patto Territoriale Messina.

Un ecosistema che si allarga

La composizione dell’elenco racconta una strategia interessante. Accanto a grandi operatori nazionali dell’innovazione come ELIS Innovation Hub, BI-REX, PwC Business Services ed Entopan, compaiono soggetti fortemente radicati sul territorio siciliano come Isola Catania, Banca Agricola Popolare di Sicilia, Hub Imprese, Onda e So.Ge.Pa.T. Messina. La Regione sembra quindi puntare su una combinazione tra competenze maturate nei principali ecosistemi nazionali e capacità di presidio territoriale. Un equilibrio che potrebbe favorire sia il trasferimento di metodologie consolidate sia la costruzione di percorsi realmente aderenti alle esigenze delle startup siciliane.

Cosa succede adesso

La partita entra ora nella fase più importante. I sedici soggetti ammessi dovranno affrontare la valutazione tecnico-finanziaria prevista dall’avviso regionale, dalla quale emergeranno i progetti effettivamente finanziati e i programmi che verranno messi a disposizione di startup, spin-off universitari, ricercatori e aspiranti imprenditori. Per l’ecosistema dell’innovazione siciliano il passaggio è particolarmente significativo. L’obiettivo dell’iniziativa non è infatti sostenere singole startup attraverso contributi diretti, ma costruire una rete di soggetti specializzati capaci di accompagnare le imprese innovative lungo il percorso di crescita, validazione del mercato e accesso agli investimenti.

La sfida dei prossimi anni

L’efficacia dell’intervento non dipenderà soltanto dalle risorse disponibili ma dalla capacità di questi operatori di generare connessioni tra startup, università, centri di ricerca, imprese e investitori. È su questo terreno che si misurerà il successo di Open Innovation Sicilia: trasformare una misura pubblica in un’infrastruttura permanente dell’innovazione regionale, capace di trattenere talenti, accelerare la crescita delle imprese e rafforzare la competitività del sistema produttivo siciliano. Nelle prossime settimane sarà possibile comprendere quali programmi verranno finanziati e quali attori saranno chiamati concretamente a guidare la nuova stagione dell’innovazione in Sicilia.