Accordi per l’innovazione, via alle domande per gli incentivi da 731 mln: come accedere
News - 13/01/2026
di Redazione
Dal 14 gennaio 2026 si apre la finestra per accedere agli incentivi degli Accordi per l’innovazione: in gioco oltre 730 milioni di euro per progetti di ricerca e sviluppo ad alto impatto tecnologico, con una quota dedicata al Mezzogiorno e regole stringenti sul cumulo degli aiuti.
Innovazione, nuova tornata di incentivi
C’è una data che le imprese italiane hanno già segnato in agenda: 14 gennaio. Alle 10 del mattino, infatti, si aprirà ufficialmente lo sportello per presentare le domande di accesso alla nuova tornata di agevolazioni previste dagli Accordi per l’innovazione, una delle misure più attese nel 2026. La dotazione complessiva ammonta a 731 milioni di euro e la finestra resterà aperta fino alle 18 del 18 febbraio.
L’obiettivo è sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale capaci di generare un impatto tecnologico rilevante in settori strategici per la competitività del Paese, in una fase di transizione che precede l’operatività del piano Transizione 5.0.
Le risorse e i settori strategici
La parte più consistente dei fondi, 530 milioni di euro, è destinata ai progetti nei comparti automotive e trasporti, materiali avanzati, robotica e semiconduttori. Altri 161 milioni andranno a sostenere iniziative nelle tecnologie quantistiche, nelle reti tlc e nei cavi sottomarini, mentre 40 milioni sono riservati a progetti legati alla realtà virtuale e aumentata.
Una quota pari al 34% delle risorse complessive è riservata ai progetti realizzati nel Mezzogiorno. Se però questa dotazione non dovesse essere interamente utilizzata, potrà essere riassegnata a iniziative presentate in altre aree del Paese.
Chi può presentare domanda
La platea dei beneficiari è ampia. Possono accedere alle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione, comprese quelle artigiane, purché abbiano almeno due bilanci approvati al momento della domanda. Sono ammessi anche i Centri di ricerca e, limitatamente ad alcuni ambiti – quantum, tlc, cavi e realtà virtuale e aumentata – anche le imprese di servizi.
Rientrano tra i soggetti ammissibili anche le società di persone in contabilità ordinaria, sulla base dei dati delle ultime due dichiarazioni dei redditi presentate. È inoltre possibile presentare progetti congiunti, anche insieme a organismi di ricerca, con un massimo di cinque soggetti co-proponenti.
Come presentare la richiesta
Le domande devono essere presentate esclusivamente online, utilizzando la procedura disponibile sul sito del soggetto gestore, Mediocredito Centrale, all’indirizzo fondocrescitasostenibile.mcc.it. La documentazione allegata dovrà essere completa e conforme ai requisiti previsti dal bando.
In caso di esito positivo dell’istruttoria, si procederà alla definizione dell’Accordo per l’innovazione tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i soggetti proponenti e le eventuali amministrazioni pubbliche cofinanziatrici, come le Regioni.
Caratteristiche dei progetti finanziabili
I progetti ammessi devono riguardare attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con spese ammissibili comprese tra 5 e 40 milioni di euro. La durata deve essere compresa tra 18 e 36 mesi e l’avvio deve avvenire successivamente alla presentazione della domanda.
Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo diretto alla spesa e, su richiesta, di finanziamento agevolato, nel rispetto delle intensità massime di aiuto calcolate sui costi ammissibili. Le percentuali variano in base alla dimensione dell’impresa: 45% per le piccole, 35% per le medie, 25% per le grandi.
È prevista una maggiorazione del 15% se è soddisfatta almeno una delle seguenti condizioni: presenza di Pmi nel progetto, realizzazione integrale nel Mezzogiorno, coinvolgimento significativo di organismi di ricerca.
Faq e i vincoli sugli aiuti di Stato
Un chiarimento importante arriva dalle Faq pubblicate dal Mimit, che coordina la misura. Gli incentivi non sono cumulabili con altri aiuti di Stato, mentre il cumulo è consentito con agevolazioni che non rientrano in questa categoria, nel limite complessivo delle spese sostenute.
Ogni soggetto proponente non può essere capofila di più di un progetto, ma ciascuna impresa appartenente a un gruppo può presentare una propria domanda. Le aziende associate o collegate possono partecipare a un progetto congiunto, anche attraverso strumenti come associazioni temporanee di scopo o raggruppamenti temporanei di imprese.
Le Faq precisano inoltre che la data di avvio del progetto coincide con il primo impegno giuridicamente vincolante – come l’ordine di attrezzature – o con l’inizio dell’attività del personale interno, a seconda di quale evento si verifichi per primo. È possibile consultare tutte le Faq, cliccando qui.
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