Apeforest, HydroAiMesh e Longeviva: leggere il presente per costruire soluzioni
Premio Innovazione Sicilia - 16/01/2026
di Luisa Cassarà
I pitch della categoria Early Stage raccontano quella fare dell’innovazione in cui le idee sono chiare, ma ancora giovani. Non soluzioni del tutto rifinite, dunque, ma strutturate: nascono dall’osservazione di criticità profonde – ambientali, infrastrutturali e sociali – e provano a trasformarle in modelli sostenibili e scalabili.
Sul palco del Premio Innovazione Sicilia 2025 sono saliti i primi tre classificati per questa categoria, ovvero Apeforest, HydroAiMesh e Longeviva, con tre progetti lungo un filo comune: intervenire proprio dove i sistemi attuali mostrano limiti evidenti.
Apeforest: riportare la biodiversità al centro
A presentare Apeforest, classificatasi terza, è stato Nicolas Nardi. Il punto di partenza è una crisi che non riguarda solo il clima, ma l’equilibrio stesso degli ecosistemi. La deforestazione ha causato un declino del 73% delle popolazioni animali selvatiche monitorate a livello globale e, tra il 2000 e il 2020, sono stati persi circa 100 milioni di ettari di foresta. Secondo i report del 2024, questo fenomeno contribuisce a circa il 10% delle emissioni di gas serra di origine antropica.

Apeforest mette in discussione un approccio ormai dominante: l’ossessione per il “Net Zero”, che rischia di ridurre la natura a una semplice leva di compensazione delle emissioni di CO₂. L’idea è ribaltare la prospettiva, adottando un modello “Nature positive”, in cui la biodiversità diventa un valore reale e misurabile.
La startup ha sviluppato una piattaforma digitale SaaS che connette aziende e agricoltori in progetti di riforestazione tracciabile. Ogni azienda dispone di una pagina pubblica dedicata, con report generati tramite AI sul contributo alla biodiversità, sugli alberi piantati e sull’impatto complessivo del progetto. Un sistema che punta alla trasparenza e alla misurabilità.
Un altro elemento centrale è l’investimento diretto nelle comunità indigene e locali. Apeforest finanzia progetti guidati da piccoli agricoltori e comunità con conoscenze ecologiche tradizionali, spesso escluse dai circuiti di investimento. Il progetto pilota è già attivo in Brasile, a Tekoà Kuaray Rese, con l’obiettivo di realizzare una foresta frangivento per proteggere le colture e aumentare la resilienza climatica. La piattaforma è pronta, le partnership sono confermate: la sfida ora è reperire i fondi per crescere.
HydroAiMesh: rendere visibile ciò che oggi è invisibile
Il secondo posto nella categoria Early Stage è andato a HydroAiMesh, presentata da Gerlando Maggio. Il progetto nasce da una criticità particolarmente evidente in Sicilia: la crisi idrica, aggravata da reti di distribuzione obsolete e difficili da gestire.

Le infrastrutture idriche tradizionali soffrono di una vera e propria cecità operativa. Non esiste una visione in tempo reale dello stato delle condotte, le perdite sono spesso invisibili e non monitorate, il controllo è frammentato e manca uno storico dei dati su cui basare decisioni efficaci.
HydroAiMesh risponde a questo scenario con una rete di piccoli HydroNode non invasivi, installabili in prossimità di vasche e condotte. I nodi comunicano tra loro in tempo reale, creando una rete resiliente e distribuita. Ogni componente gestisce la propria porzione di sistema, mentre i dati vengono memorizzati e analizzati nel tempo.
Alla base del progetto ci sono algoritmi predittivi, un sistema ibrido che combina AI e supervisione umana e una logica di monitoraggio continuo. Un progetto pilota è già attivo, dimostrando come sia possibile passare da una gestione reattiva a una gestione consapevole delle risorse idriche.
Longeviva: rendere scalabile l’expertise della longevità
A conquistare il primo posto nella categoria Early Stage è stata Longeviva, presentata da Paolo Ferone. Il progetto parte da un’esigenza sempre più diffusa: il desiderio di stare bene nel lungo periodo. Nutrizione, attività fisica e benessere psicologico richiedono il supporto di professionisti, ma questi si scontrano con limiti strutturali.
Nutrizionisti, psicologi e trainer possono seguire solo un numero limitato di persone e dedicano tra il 30 e il 50% del loro tempo ad attività non fatturabili, come la gestione amministrativa. Questo riduce sia l’impatto che la sostenibilità economica del loro lavoro.

Longeviva propone una piattaforma che rende scalabile il metodo del professionista, trasformandolo in un percorso digitale personalizzato e acquistabile. Il professionista crea il percorso, mentre l’intelligenza artificiale gestisce il follow-up quotidiano, la motivazione e il monitoraggio dei progressi.
Al centro del sistema ci sono strumenti come il Composer, che consente di strutturare percorsi digitali scalabili, e il Longeviva Link, che apre l’accesso ai metodi, ai contenuti e alla presenza dei professionisti. Un modello che punta a moltiplicare l’impatto dell’expertise senza snaturarla.
L’Early Stage come laboratorio di visioni
Apeforest, HydroAiMesh e Longeviva mostrano come l’Early Stage non sia una fase di approssimazione, ma un laboratorio in cui problemi complessi vengono messi a fuoco con grande precisione. Biodiversità, acqua e benessere emergono come ambiti critici, affrontati con approcci diversi ma con una stessa attenzione alla sostenibilità, alla scalabilità e all’impatto reale.
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