Apeforest, HydroAiMesh e Longeviva: leggere il presente per costruire soluzioni

I pitch della categoria Early Stage raccontano quella fare dell’innovazione in cui le idee sono chiare, ma ancora giovani. Non soluzioni del tutto rifinite, dunque, ma strutturate: nascono dall’osservazione di criticità profonde – ambientali, infrastrutturali e sociali – e provano a trasformarle in modelli sostenibili e scalabili.

Sul palco del Premio Innovazione Sicilia 2025 sono saliti i primi tre classificati per questa categoria, ovvero Apeforest, HydroAiMesh e Longeviva, con tre progetti lungo un filo comune: intervenire proprio dove i sistemi attuali mostrano limiti evidenti.

Apeforest: riportare la biodiversità al centro

A presentare Apeforest, classificatasi terza, è stato Nicolas Nardi. Il punto di partenza è una crisi che non riguarda solo il clima, ma l’equilibrio stesso degli ecosistemi. La deforestazione ha causato un declino del 73% delle popolazioni animali selvatiche monitorate a livello globale e, tra il 2000 e il 2020, sono stati persi circa 100 milioni di ettari di foresta. Secondo i report del 2024, questo fenomeno contribuisce a circa il 10% delle emissioni di gas serra di origine antropica.

Apeforest, HydroAiMesh e Longeviva: leggere il presente per costruire soluzioni

Apeforest mette in discussione un approccio ormai dominante: l’ossessione per il “Net Zero”, che rischia di ridurre la natura a una semplice leva di compensazione delle emissioni di CO₂. L’idea è ribaltare la prospettiva, adottando un modello “Nature positive”, in cui la biodiversità diventa un valore reale e misurabile.

La startup ha sviluppato una piattaforma digitale SaaS che connette aziende e agricoltori in progetti di riforestazione tracciabile. Ogni azienda dispone di una pagina pubblica dedicata, con report generati tramite AI sul contributo alla biodiversità, sugli alberi piantati e sull’impatto complessivo del progetto. Un sistema che punta alla trasparenza e alla misurabilità.

Un altro elemento centrale è l’investimento diretto nelle comunità indigene e locali. Apeforest finanzia progetti guidati da piccoli agricoltori e comunità con conoscenze ecologiche tradizionali, spesso escluse dai circuiti di investimento. Il progetto pilota è già attivo in Brasile, a Tekoà Kuaray Rese, con l’obiettivo di realizzare una foresta frangivento per proteggere le colture e aumentare la resilienza climatica. La piattaforma è pronta, le partnership sono confermate: la sfida ora è reperire i fondi per crescere.

HydroAiMesh: rendere visibile ciò che oggi è invisibile

Il secondo posto nella categoria Early Stage è andato a HydroAiMesh, presentata da Gerlando Maggio. Il progetto nasce da una criticità particolarmente evidente in Sicilia: la crisi idrica, aggravata da reti di distribuzione obsolete e difficili da gestire.

Gerlando Maggio e Sebastiano Bavetta

Le infrastrutture idriche tradizionali soffrono di una vera e propria cecità operativa. Non esiste una visione in tempo reale dello stato delle condotte, le perdite sono spesso invisibili e non monitorate, il controllo è frammentato e manca uno storico dei dati su cui basare decisioni efficaci.

HydroAiMesh risponde a questo scenario con una rete di piccoli HydroNode non invasivi, installabili in prossimità di vasche e condotte. I nodi comunicano tra loro in tempo reale, creando una rete resiliente e distribuita. Ogni componente gestisce la propria porzione di sistema, mentre i dati vengono memorizzati e analizzati nel tempo.

Alla base del progetto ci sono algoritmi predittivi, un sistema ibrido che combina AI e supervisione umana e una logica di monitoraggio continuo. Un progetto pilota è già attivo, dimostrando come sia possibile passare da una gestione reattiva a una gestione consapevole delle risorse idriche.

Longeviva: rendere scalabile l’expertise della longevità

A conquistare il primo posto nella categoria Early Stage è stata Longeviva, presentata da Paolo Ferone. Il progetto parte da un’esigenza sempre più diffusa: il desiderio di stare bene nel lungo periodo. Nutrizione, attività fisica e benessere psicologico richiedono il supporto di professionisti, ma questi si scontrano con limiti strutturali.

Nutrizionisti, psicologi e trainer possono seguire solo un numero limitato di persone e dedicano tra il 30 e il 50% del loro tempo ad attività non fatturabili, come la gestione amministrativa. Questo riduce sia l’impatto che la sostenibilità economica del loro lavoro.

Paolo Ferone e Danilo Mazzara

Longeviva propone una piattaforma che rende scalabile il metodo del professionista, trasformandolo in un percorso digitale personalizzato e acquistabile. Il professionista crea il percorso, mentre l’intelligenza artificiale gestisce il follow-up quotidiano, la motivazione e il monitoraggio dei progressi.

Al centro del sistema ci sono strumenti come il Composer, che consente di strutturare percorsi digitali scalabili, e il Longeviva Link, che apre l’accesso ai metodi, ai contenuti e alla presenza dei professionisti. Un modello che punta a moltiplicare l’impatto dell’expertise senza snaturarla.

L’Early Stage come laboratorio di visioni

Apeforest, HydroAiMesh e Longeviva mostrano come l’Early Stage non sia una fase di approssimazione, ma un laboratorio in cui problemi complessi vengono messi a fuoco con grande precisione. Biodiversità, acqua e benessere emergono come ambiti critici, affrontati con approcci diversi ma con una stessa attenzione alla sostenibilità, alla scalabilità e all’impatto reale.

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