Dallo scarto all’upcycling alimentare, così NutriUp crea nuovi ingredienti premium

Ridurre lo spreco alimentare non significa solo recuperare ciò che andrebbe perso, ma restituire valore a filiere che oggi lo disperdono. NutriUp nasce con questo obiettivo: trasformare invenduti ortofrutticoli e residui di lavorazione in ingredienti premium, sotto forma di polveri funzionali destinate al mercato alimentare.

A raccontare il progetto è Ilenia Tinebra (CEO), nell’intervista realizzata in occasione dell’Investor Day del Biodiversity Gateway dell’Università degli Studi di Palermo, che ha segnato una tappa centrale nel percorso di sviluppo imprenditoriale della startup. A comporre il team, insieme a Tinebra, ci sono Alfonso Collura (CTO) e gli Advisor Vittorio Farina e Giovanni Marsella.

Una ricerca che diventa impresa

NutriUp nasce da un’attività di ricerca portata avanti negli anni, focalizzata sulla valorizzazione delle matrici vegetali e sul recupero del loro potenziale nutrizionale. Il programma di Venture Building del Gateway UniPa ha rappresentato un passaggio chiave per tradurre questo lavoro scientifico in un progetto imprenditoriale strutturato.

Un percorso che ha permesso al team di confrontarsi con il mercato, comprenderne le esigenze e definire un modello di sviluppo concreto e sostenibile.

Dove la filiera perde valore

Il punto di partenza di NutriUp è una lettura sistemica dello spreco alimentare. Oggi, lungo la filiera agroalimentare, il valore si perde su almeno tre livelli distinti.

Da un lato, gli agricoltori producono alimenti di alta qualità nutrizionale che spesso non raggiungono la grande distribuzione, penalizzati da standard estetici che nulla hanno a che fare con il valore del prodotto. Dall’altro, le industrie agroalimentari gestiscono ingenti quantità di residui di lavorazione, che si traducono principalmente in costi di smaltimento. Infine, i consumatori seguono sempre più spesso diete povere di nutrienti, con conseguenti deficit nutrizionali.

Un sistema che spreca risorse su più fronti e che, secondo NutriUp, richiede un cambio di paradigma.

Dallo scarto alla risorsa: l’upcycling alimentare

NutriUp si inserisce in questo contesto proponendo un modello di upcycling alimentare: trasformare scarti e sottoprodotti in ingredienti funzionali caratterizzati scientificamente, capaci di rispondere alle esigenze dell’industria alimentare e nutraceutica.

Da scarto a risorsa: è questo il principio che guida il progetto.

Il processo è pensato per essere semplice e scalabile. NutriUp ritira i residui di lavorazione dalle industrie, acquista gli invenduti ortofrutticoli dagli agricoltori a prezzi equi, e li trasforma attraverso tecnologie sviluppate ad hoc, differenti in base alla matrice vegetale. Il risultato sono polveri funzionali pronte per essere immesse sul mercato.

Tecnologia e mercato

Uno degli elementi centrali del progetto è l’adattamento della tecnologia alle diverse materie prime. Ogni matrice vegetale richiede un processo specifico, in grado di preservare e valorizzare le caratteristiche nutrizionali degli ingredienti.

Questo approccio consente a NutriUp di rispondere a una domanda crescente di ingredienti funzionali, tracciabili e scientificamente validati, provenienti da filiere più sostenibili. Una soluzione che lavora su un problema strutturale del sistema alimentare, attraverso un approccio che unisce ricerca, innovazione tecnologica e attenzione alle dinamiche di mercato, con l’ambizione di ridurre lo spreco trasformandolo in valore.

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