Non solo incentivi: AI e sviluppo globale al centro della strategia della Regione Siciliana
News - 20/02/2026
di Redazione
La Regione Siciliana punta su intelligenza artificiale, digitalizzazione e fondi FESR per rafforzare il sistema produttivo, sostenere le PMI e contrastare lo spopolamento. L’assessore Edy Tamajo illustra una strategia che lega innovazione, lavoro e sviluppo territoriale.
Una strategia per attrarre competenze e investimenti
Bandi e competenze per un ecosistema che innova, Tamajo: “La Sicilia cresce, se fa sistema”
“Per attrarre competenze e creare sviluppo non bastano incentivi: servono progetti concreti, visione e investimenti sull’innovazione”. Lo dichiara l’assessore alle Attività produttive della Regione Siciliana, Edy Tamajo.
L’obiettivo dell’esecutivo regionale è costruire un quadro stabile che favorisca crescita strutturale, occupazione qualificata e competitività. In questo scenario, l’innovazione tecnologica non rappresenta un settore tra gli altri, ma il motore della trasformazione economica.
Intelligenza artificiale e nuova territorialità
“L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie stanno cambiando il concetto stesso di territorialità. Oggi si può lavorare da Palermo per aziende di Milano, degli Stati Uniti o di qualsiasi altra parte del mondo. La Sicilia può competere senza più limiti geografici”.
Il riferimento è alla progressiva ridefinizione dei confini produttivi. La diffusione del lavoro da remoto e delle piattaforme digitali consente alle imprese e ai professionisti di operare su scala globale. Questo passaggio riduce il peso della distanza geografica e valorizza competenze, infrastrutture digitali e capacità di innovare.
Per un territorio come la Sicilia, storicamente segnato da divari infrastrutturali e fuga di cervelli, la transizione digitale può rappresentare un cambio di paradigma.
Fondi FESR e risorse già operative
È su questa trasformazione che la Regione ha scelto di intervenire con strumenti finanziari mirati. “Abbiamo attivato strumenti concreti, a partire dagli investimenti sull’innovazione finanziati con il programma FESR, che mobilitano centinaia di milioni di euro per sostenere progetti ad alto contenuto tecnologico, dalla digitalizzazione delle imprese all’intelligenza artificiale. Non è un annuncio: sono risorse già messe a terra per accompagnare le imprese nella transizione digitale”.
Il riferimento è ai fondi europei del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), destinati a rafforzare la competitività e a sostenere la trasformazione tecnologica. Le risorse puntano su progetti innovativi, sull’adozione di sistemi intelligenti e sulla modernizzazione dei processi produttivi.
PMI al centro
Un capitolo centrale riguarda le piccole e medie imprese, che costituiscono l’ossatura dell’economia regionale. “Stiamo lavorando per portare l’innovazione dentro le PMI, riducendo le distanze tra chi sviluppa tecnologia e chi la utilizza. I bandi sulla digitalizzazione e sul trasferimento tecnologico vanno proprio in questa direzione: rendere accessibili anche alle imprese più piccole strumenti avanzati, dall’automazione ai sistemi intelligenti”.
Il nodo è l’accesso. Molte PMI incontrano difficoltà nell’adottare soluzioni avanzate per ragioni economiche, organizzative o culturali. L’azione regionale mira a colmare questo divario, favorendo il trasferimento tecnologico e l’integrazione di strumenti digitali nei processi aziendali. Digitalizzazione, automazione e utilizzo dell’intelligenza artificiale diventano così leve per aumentare produttività, qualità e capacità di competere sui mercati nazionali e internazionali.
Ecosistema dell’innovazione e attrazione dei talenti
Parallelamente, la Regione sostiene la costruzione di un ecosistema dell’innovazione capace di generare opportunità stabili. “Con i programmi dedicati alla ricerca, alle start-up innovative e ai progetti industriali avanzati, vogliamo creare le condizioni perché i talenti possano scegliere la Sicilia. Non solo per vivere, ma per lavorare e fare impresa ad alto livello”.
L’obiettivo non si limita alla crescita economica. Riguarda la qualità del capitale umano. Investire in ricerca, start-up e progetti industriali significa rafforzare università, centri di competenza e imprese ad alto contenuto tecnologico, creando un ambiente favorevole alla permanenza dei giovani qualificati.
Innovazione come risposta allo spopolamento
Per l’assessore, le politiche in corso incidono anche sulla tenuta demografica dei territori. “La possibilità di lavorare da remoto e di partecipare ai processi globali dell’innovazione può diventare una risposta concreta allo spopolamento delle aree interne. Oggi i giovani possono restare o tornare, senza rinunciare alle proprie ambizioni. Stiamo costruendo una Sicilia più connessa, moderna e competitiva – conclude Tamajo – in cui innovazione, lavoro e qualità della vita possano crescere insieme”.
Il nesso tra lavoro digitale, infrastrutture e qualità della vita assume una dimensione strategica. La possibilità di operare per mercati globali senza lasciare il territorio apre scenari nuovi per comuni interni e aree meno urbanizzate. La sfida ora riguarda l’attuazione e la capacità di trasformare investimenti e bandi in risultati misurabili, in termini di occupazione qualificata, competitività e coesione territoriale.
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