Data center, Mediterra investe oltre 20 milioni su Carini: la Sicilia candidata a gateway digitale del Mediterraneo
News - 25/09/2026
di Redazione
Oltre 20 milioni di euro entro la fine del 2026 sul data center di Carini. È l’investimento con cui Mediterra DataCenters punta a fare della Sicilia uno dei principali snodi digitali del Mediterraneo. Il piano è stato presentato durante la tappa inaugurale del primo roadshow della società, che proseguirà a Bologna e Roma, dedicato al modello dei data center regionali per il Sud Europa.
Su cosa vanno i 20 milioni
L’investimento riguarda il sito PMO01, l’ex Open Hub Med acquisito pochi mesi fa, ospitato nel campus tecnologico Italtel “Marisa Bellisario” di Palermo e situato a Carini. Si tratta dell’unico data center carrier-neutral dell’isola, cioè aperto a più operatori di connettività senza vincoli di fornitore, e di un punto di interconnessione tra Europa, Africa, Medio Oriente e Asia, oltre che hub per i principali cavi sottomarini.
I fondi serviranno all’acquisizione degli asset presenti sul territorio, al potenziamento delle infrastrutture esistenti e all’ampliamento della capacità attuale del data center. A questi si aggiunge un programma di investimenti operativi e industriali di lungo periodo, destinato nei prossimi decenni a sostenere funzionamento, manutenzione, aggiornamento tecnologico, sviluppo delle competenze e occupazione qualificata.
Perché un’infrastruttura del genere conta per l’ecosistema
Il valore di un data center regionale non sta solo nei metri quadri o nei megawatt. La logica dichiarata da Mediterra è avvicinare la capacità di calcolo agli utenti che ne hanno bisogno ma non si trovano nelle grandi città dove oggi si concentrano le infrastrutture, le cosiddette FLAP (Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi) e Dublino.
Portare cloud e potenza di calcolo più vicino al territorio significa ridurre la latenza, cioè il tempo di risposta dei servizi digitali. È la condizione tecnica su cui si costruiscono le applicazioni che oggi trainano l’innovazione, dall’intelligenza artificiale ai servizi cloud avanzati, e su cui un ecosistema locale di imprese e sviluppatori può appoggiarsi senza dipendere da infrastrutture lontane. Per un territorio come la Sicilia, tradizionalmente periferico rispetto alle grandi direttrici digitali, è un fattore che può abbassare la barriera d’ingresso a chi vuole costruire prodotti tecnologici.
Chi c’è dietro Mediterra
Mediterra DataCenters progetta, costruisce e gestisce data center regionali nelle città digitalmente strategiche del Sud Europa. La piattaforma è sostenuta da PEIF III (Pan-European Infrastructure III), fondo infrastrutturale controllato da DWS Infrastructure, che ne detiene il 100 per cento. In Italia la società ha investito anche a Roma, con il sito ROM01 certificato al livello di disponibilità più alto, e ha stabilito a Milano la sede di rappresentanza. Il team conta 39 persone distribuite tra Italia, Spagna e Lussemburgo. Mediterra non è quotata in Borsa.
Cosa ha detto il Ceo
All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle imprese e delle istituzioni, tra cui Alessandra Polizzi della Casa del Made in Italy di Palermo, in rappresentanza del Mimit, e la sindaca di Carini Rossella Covello.
“Siamo davvero orgogliosi di essere qui oggi, a Palermo, nel cuore di un territorio che sta assumendo un ruolo sempre più strategico fra le grandi direttrici economiche e digitali del futuro”, ha commentato Emmanuel Becker, Ceo di Mediterra DataCenters. “Connettività, innovazione, e investimenti stanno imprimendo un nuovo impulso alla digitalizzazione della Sicilia, come punto di incontro fra Europa, Africa e Medio Oriente, generando valore attraverso i data center regionali. Vogliamo contribuire a questa visione creando un ecosistema capace di moltiplicare le opportunità per imprese, istituzioni e cittadini ed intensificare la collaborazione fra pubblico e privato”.
Il Patto per la Connettività del Mediterraneo
L’evento si è chiuso con la presentazione del Patto per la Connettività del Mediterraneo. L’iniziativa, in linea con le priorità del Piano Mattei, punta a rafforzare il ruolo di Italia e Sicilia come ponte tra Europa, Mediterraneo e Africa, promuovendo infrastrutture digitali ed energetiche, competenze e partenariati pubblico-privati.