Cultura, turismo e pesca ridisegnano l’economia del mare delle Egadi
Economia del mare - 01/10/2026
di Luisa Cassarà
Le isole Egadi hanno chiuso la stagione turistica estiva con numeri di arrivi in crescita, non solo nella quantità ma anche nella qualità del turista che le sceglie. A raccontarlo, in occasione del talk di Connessioni Digitali “S3 Sicilia – Storie di Innovazione“, è il sindaco di Favignana Giuseppe Pagoto, che individua più fattori dietro questa crescita: l’arcipelago è una destinazione turistica conosciuta e ricercata, la vicinanza dei due aeroporti di Trapani e Palermo ha reso l’accesso più semplice, la stagione climatica resta favorevole. A questo si è aggiunta una notorietà internazionale più ampia, grazie al successo del film “Odissea“.
L’effetto si è fatto sentire anche sui mercati esteri: “Abbiamo gruppi e tour operator stranieri da tantissime nazioni, che vogliono venire anche per la prima volta non soltanto a Favignana, ma in tutta la Sicilia”, racconta il sindaco. I turisti provenienti da ogni parte del mondo si stanno già organizzando, alcuni per l’autunno, altri in vista del 2027. “È un dato importante”, sottolinea Pagoto, che porta con sé anche una responsabilità: “Dobbiamo farci trovare pronti, stiamo cercando di ampliare relazioni e informazioni, perché è ciò che ci chiedono.”
Innovare con la conoscenza: sviluppo coerente con la sostenibilità
Per Pagoto, l’appuntamento di Connessioni Digitali a Favignana è servito proprio ad approfondire dei temi centrali: “Innovare con la conoscenza, l’esperienza dei luoghi, ciò che è successo negli ultimi anni, dove si vuole arrivare, le norme, le aspettative e anche gli investimenti.” L’obiettivo, spiega, è capire come continuare a vivere il mare “non soltanto in un’ottica di salvaguardia, ma anche di sviluppo coerente con la sostenibilità“, per preservare la natura, l’ambiente e la bellezza del territorio così come sono oggi.
Oltre agosto: la sfida della destagionalizzazione
Il nodo più concreto resta la concentrazione dei flussi turistici in un’unica finestra. Il vero problema, per un’isola come Favignana, è durante i mesi di maggiore afflusso, quelli estivi. Negli anni, sottolinea Pagoto, l’amministrazione ha lavorato per prolungare la durata della stagione, in collaborazione con strutture ricettive, attività e trasporti, portando i flussi fino a ottobre e oltre: tra le tre isole dell’arcipelago, c’è chi sceglie per esempio il trekking a Marettimo come alternativa a Favignana e Levanzo nei mesi più freddi.
Il lavoro, spiega il sindaco, passa anche da un’attività di programmazione che si traduce in manifestazioni ed eventi, ma soprattutto nella gestione quotidiana delle isole. Una gestione che passa da servizi di accoglienza, pulizia e quant’altro possa essere a disposizione dei visitatori.
Tonnara, pesca e Stabilimento Florio: il mare come economia e identità
Tra i temi più sentiti resta quello legato alla tonnara e alla pesca del tonno. Pagoto osserva che, anche non avendo una tonnara attiva, “abbiamo chiesto di avere delle quote tonno, per esempio, per i nostri pescatori”. Un sostegno che il sindaco vuole estendere a tutte le attività legate al mare: i giri dell’isola, le attività di diving, lo studio e la promozione dei beni culturali.
Su quest’ultimo fronte, Favignana può contare su strutture che generano già un indotto significativo: l’Ex Stabilimento Florio, ricorda Pagoto, “fa decine di migliaia di visitatori l’anno” e crea lavoro attorno a sé. “È un ragionamento generale che dobbiamo fare”, conclude il sindaco, “per abbracciare tutto quello che il mare può darci in termini di occupazione e di sviluppo sostenibile.”
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