Premio GammaDonna 2026: dalla salute digitale all’economia circolare, chi sono le 6 finaliste
News - 09/10/2026
di Redazione
Un dispositivo portatile che rileva il glutine nei piatti, un materiale per l’arredo ricavato dagli scarti della moda, una piattaforma di intelligenza artificiale che aiuta i medici a scegliere le terapie. Sono alcuni dei progetti con cui 6i imprenditrici si contenderanno il Premio GammaDonna 2026, nella Finale in programma il 5 novembre all’Unione Industriali di Torino.
Il Premio GammaDonna è dedicato all’imprenditoria femminile innovativa ed è arrivato alla 22ª edizione. In palio c’è il titolo di imprenditrice innovativa dell’anno. Le sei finaliste arrivano da settori molto diversi: sanità, scienze della vita, sicurezza alimentare, economia circolare, welfare aziendale e cultura per le famiglie.
Salute e scienze della vita: clinica, IA e sicurezza alimentare
Paola Campanaro è founder e CEO del Centro Clinico La Quercia di Vicenza, un ecosistema sanitario con 5 sedi e circa 70 professionisti. Il Centro Clinico La Quercia riunisce attività clinica, formazione e ricerca, come la Longevity Unit, con un modello organizzativo certificato ISO 9001. Tra i progetti ci sono il programma “La Patente del Cellulare”, dedicato alle dipendenze digitali, e spazi clinici ispirati al modello olivettiano, dove l’ambiente stesso fa parte della terapia.
Simona Ester Rombo, professoressa ordinaria di Informatica all’Università di Palermo, guida lo spin-off accademico Kazaam Lab. La piattaforma di Kazaam Lab combina intelligenza artificiale e Network Medicine e, grazie a una tecnologia brevettata, integra ed elabora Big Data clinici. L’obiettivo è offrire ai medici un supporto alle decisioni terapeutiche e aprire la strada a percorsi di medicina di precisione costruiti sul singolo paziente.
Chiara Di Lorenzo, professoressa associata di Chimica degli Alimenti all’Università degli Studi di Milano, è founder e CSO di Glutensens. La startup ha brevettato un dispositivo portatile che rileva rapidamente il glutine nei cibi, direttamente nei luoghi di consumo. È uno strumento pensato per le persone celiache, per affrontare con più autonomia i pasti fuori casa e la vita di tutti i giorni.
Economia circolare, welfare e cultura
Giulia De Rossi ha fondato a Vicenza la startup Nazena, che ha brevettato un processo per trasformare gli scarti tessili in un materiale rigido destinato ad arredo e design. Nazena lavora con brand di moda internazionali su progetti di filiera chiusa e dal 2026 si occupa anche di gestione autorizzata dei rifiuti.
Chiara Montaldi, avvocata con oltre dieci anni di esperienza in ambito legale e societario, è founder e CEO della startup innovativa romana Working Mom. Working Mom ha costruito un modello che integra lavoro, educazione e cura dentro aziende e coworking, basato su un metodo pedagogico che la startup indica come validato scientificamente. A questo si aggiunge una piattaforma digitale per la gestione della genitorialità in azienda che, secondo Working Mom, riduce dell’80% i costi tradizionali.
Marianna Vianello ha fondato a Venezia Kid Pass, Società Benefit che lavora su editoria digitale, e-learning, turismo per famiglie e grandi eventi. Kid Pass fa parte della rete europea Hands On! Children in Museums e misura la fruizione culturale in termini di impatto sociale ed ESG. Con la piattaforma Kid Pass Tourism punta ora sui mercati esteri.
La Finale di Torino e i due premi speciali
Oltre al titolo principale, durante la Finale saranno assegnati il Women Startup Award e il Giuliana Bertin Communication Award. Il Giuliana Bertin Communication Award è promosso da Valentina Communication e va all’imprenditrice che si è distinta nella comunicazione.
Il premio è promosso dall’associazione no-profit GammaDonna, attiva dal 2004 per rafforzare il ruolo delle donne nell’impresa e ridurre il gender gap socioeconomico. L’edizione 2026 ha il patrocinio della Commissione europea.
Un percorso per arrivare a capitali e investitori
Gli organizzatori legano il premio al dibattito europeo sulla crescita delle imprese tecnologiche, in cui si inserisce il nuovo Scaleup Europe Fund. Secondo GammaDonna, il talento femminile resta poco valorizzato soprattutto nell’accesso a capitale, reti e opportunità di scala.
Per questo la Finale è anche una tappa di un percorso di crescita riservato alle sei finaliste. Il percorso prevede:
- un video documentario sulla storia imprenditoriale di ciascuna;
- incontri formativi con MIPU e ISTUD Business School, e formazione su venture capital e innovazione con Italian Tech Alliance;
- la possibilità di essere selezionate per uno screening di Angels4Women, finalizzato a un eventuale investimento tra 100 e 500 mila euro;
- formazione imprenditoriale con InnovUp e l’accesso a un Investor Day del Club degli Investitori;
- 1 milione di mail sulla piattaforma Positive e le Business Class sulla finanza di GammaDonna.
Tutte le informazioni e le modalità per partecipare alla finale del 5 novembre sono disponibili sul sito del Premio GammaDonna.
Questo contenuto è stato scritto da un utente della Community. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore.