Il mare siciliano è una risorsa che vive di racconto, ospitalità e relazioni

Per tre giorni, a Favignana Fishtuna ha letto il mare siciliano come memoria, risorsa economica e prospettiva di futuro, mettendo accanto pesca, enogastronomia e innovazione e musica. In occasione di questa settima edizione, svoltasi dall’11 al 13 settembre, tre voci hanno parlato di informazione, enoturismo e ospitalità: sono Roberto Gueli, Giulia Triani e Niki Spatoliatore. Le loro interviste, ascoltate una dopo l’altra, descrivono lo stesso modo di pensare una destinazione: una rete di relazioni tra chi la racconta, chi la studia e chi la accoglie.

Informazione di prossimità: raccontare il territorio a chi lo vive

Per Roberto Gueli, Vicedirettore nazionale TgrRai, pesca, turismo legato alla pesca, tonno e isole sono temi «fondamentali soprattutto per la comunicazione». Il motivo riguarda il pubblico: l’informazione di prossimità, spiega, «serve al cittadino» e a chi segue la testata attraverso il web, il giornale radio e il telegiornale.

Da qui l’impegno a continuare. «Ne continueremo a parlare», dice Gueli, perché «il nostro obiettivo è la prossimità, quindi il territorio, il turismo del territorio». E aggiunge: «La Sicilia ne offre tanto e quindi siamo qui per questo».

Contaminazione: l’enoturismo come progetto di cooperazione

Giulia Triani è a Fishtuna per parlare di comunicazione ed enoturismo. Sta frequentando un master internazionale tra Tarragona, Bordeaux e Porto e racconta che «la cooperazione, la comunicazione sono al centro di questo progetto che è anche contaminazione».

È la parola che ha guidato anche Insolito Marsala, l’evento dedicato a vino, ospitalità e territori. L’idea è mettere insieme «varie prospettive che sono locali ma anche internazionali». Fishtuna, nella sua lettura, funziona allo stesso modo: un luogo di incontro tra «diverse competenze, diversi ambienti che si parlano».

Ospitalità: chiedere al cliente come si sta trovando

Niki Spatoliatore è titolare della Dispensa Sicana, un ristorante nato «per far vivere un concetto di ospitalità al turista che sceglie la Sicilia e soprattutto Favignana». Da ex direttore alberghiero, racconta, ha «sempre vissuto il turismo sotto l’aspetto dell’ospitalità».

Per questo la Dispensa Sicana vuole comunicare la tradizione siciliana nel cibo, «ma soprattutto l’ospitalità». La scelta pratica è semplice: «per noi è molto più importante chiedere ad un cliente come si sta trovando in Sicilia, come si sta trovando a Favignana e cosa possiamo fare per rendere la sua vacanza migliore».

Una linea che dialoga con quanto emerso al festival: ristorazione e artigianato locale sono stati indicati come leve strategiche per la crescita dell’economia egadina, in un turismo che cerca esperienze capaci di raccontare comunità, produzioni e saperi. Da qui la necessità di una rete stabile tra pesca, ospitalità, ristorazione, attività produttive e promozione culturale, anche per la destagionalizzazione.

Progetto cofinanziato dalla Regione Siciliana, Assessorato per le Attività Produttive, iniziativa “Sicilia che piace” – Capitolo di Bilancio 342525.