Chella a Connessioni Digitali: “Se non riponiamo fiducia nei robot, ci perdiamo qualcosa”

Se non abbiamo fiducia nei robot, ci perdiamo qualcosa“. Lo ha detto Antonio Chella, prof. ordinario di Robotica all’Università degli Studi di Palermo, durante il secondo appuntamento di Connessioni Digitali, il ciclo di incontri dedicato alla diffusione della cultura dell’innovazione in Sicilia. Nel corso del suo intervento, il prof. Chella ha approfondito insieme ai professori di Unipa Sebastiano Bavetta e Carlo Amenta i temi dell’intelligenza artificiale e del rapporto tra esseri umani e robot, con uno sguardo attento al presente e proiettato verso il futuro.

Il RoboticsLab del dipartimento di Ingegneria dell’Università di Palermo, che dirige, ha dato vita nel 2020, al progetto “Alter Ego“, basato sull’idea di costruire un avatar che possa “sostituirci“, rispondendo a domande standard. Il primo prototipo è stato realizzato con il contributo di una mini-influencer, quindi se ne è realizzato un altro in collaborazione con la senatrice Elena Cattaneo. Si è lavorato con interviste, riprese e altri scritti della senatrice, dando così vita all’alter ego.

Un domani, in futuro tutti noi avremo un avatar, magari robotico“, ha detto il professor Chella, che ha sottolineato come il progetto sia utile per comprendere quale sia la parte importante di ognuno di noi.

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“La fiducia tra persone e robot deve essere reciproca”

Un tema sicuramente importante emerso dall’evento di Connessioni Digitali, è quello della fiducia che si ripone nei robot: ci si può fidare o prevale la paura di essere soppiantati? Su questo, il prof. Chella non ha dubbi: “Dobbiamo fidarci né troppo, né troppo poco, senza troppe aspettative“. Si può avere più fiducia, ad esempio attraverso la comprensione dei meccanismi e del loro modo di pensare: “Se il robot mi spiegasse perché compie determinate scelte, mi fiderei di più“. È anche emerso che, di fronte a robot con sembianze più umane, si tende ad avere maggiore fiducia.

La fiducia, però, deve essere reciproca e non bisogna dimenticare l’aspetto emozionale: “Se avessi una forma di empatia con il robot, mi fiderei di più“, ha sottolineato Chella. L’Università di Palermo lavora da sempre per alimentare questo rapporto di fiducia, cercando anche di “proteggere” i robot da eventuali inganni. Ciò che è certo, è che una maggiore fiducia ci spingerebbe verso cose utili e che, ad esempio, i robot potrebbero anche influenzarci positivamente.

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“È il momento di investire nella robotica umanoide”

In conclusione, non poteva mancare un riferimento al mondo dell’impresa: oggi il settore della Robotica è in un momento di fermento e i robot umanoidi sono sempre più una realtà consolidata. “È il momento degli unicorni nella robotica sociale, adesso possiamo avere le killer application, domani potrebbe essere troppo tardi. Questo è il momento per investire nella robotica umanoide”, è l’esortazione finale del professor Chella.

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