Blue Innovation MED, dalla Sicilia strategie e nuove tecnologie per il mare e la sostenibilità
Economia del mare - 15/12/2025
di Romina Ferrante
Nel Mediterraneo si gioca una delle sfide più importanti del nostro tempo: rendere il mare un motore di innovazione, sostenibilità e sviluppo economico. Ed è proprio con questa ambizione che il 13 dicembre, si è svolta a Palermo, nella suggestiva cornice di Palazzo Steri, la prima edizione di Blue Innovation MED – Tecnologie per il Mediterraneo, un evento che ha messo al centro le tecnologie avanzate per il mare e la cooperazione tra ricerca, imprese e istituzioni.
Organizzato da Fidelio Cultura Integrata e promosso dal Centro di Competenza ARTES 4.0, con il patrocinio del Comune di Palermo, Blue Innovation MED ha trasformato per una giornata il capoluogo siciliano in un vero e proprio laboratorio di innovazione blu. Un luogo d’incontro per visioni, idee e progetti che puntano a fare del Mediterraneo non solo un crocevia geografico, ma un punto di riferimento globale per la transizione ecologica marittima.
Un Mediterraneo strategico per innovazione e sostenibilità
Fin dalle prime battute, l’evento, moderato da Enza Spadoni, coordinatrice di ARTES 4.0 Sicilia, ha messo al centro una missione precisa: favorire l’adozione e la diffusione di tecnologie avanzate per l’ambiente marino, trasformando il Mediterraneo in un ecosistema vivo di sperimentazione e progresso. Un mare che va oltre il suo valore culturale e paesaggistico, per affermarsi come leva strategica di sviluppo, da tutelare e innovare con approcci sostenibili e integrati.
L’iniziativa ha confermato l’urgenza di costruire una Cabina di Regia sul Mediterraneo capace di integrare discipline diverse: robotica marina, sensoristica, intelligenza artificiale, energie rinnovabili, economia circolare.

A Blue Innovation MED si sono incontrati ricercatori, imprese e stakeholder. Insieme hanno esplorato le frontiere della blue economy, discutendo soluzioni per migliorare la gestione delle risorse marine, difendere gli ecosistemi e creare modelli economici orientati alla crescita responsabile.
Le sessioni scientifiche, i confronti istituzionali e le presentazioni di casi industriali hanno favorito un dialogo concreto tra mondi che spesso procedono separati. Il messaggio è stato forte: l’interazione tra ricerca e impresa è la chiave per generare sviluppo, lavoro qualificato e opportunità per i giovani.
Tra i momenti più significativi della giornata l’intervento di Biagio Semilia, CEO Digitrend e founder Innovation Island, incentrato sulla “Strategia di Specializzazione Intelligente nell’Economia del Mare”, con focus sui risultati emersi dal Premio Innovazione Sicilia“.
Palermo ha ritrovato il suo mare grazie alla rigenerazione urbana
Durante l’inaugurazione, è intervenuto il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, che ha sottolineato come la città stia riconquistando il proprio rapporto con il mare: “Palermo ha ritrovato il suo mare, l’ha fatto attraverso una serie di riqualificazioni dei servizi e delle strutture della portualità, l’ha fatto attraverso la rigenerazione urbana in corso del suo waterfront e il recupero dell’area di S. Erasmo e soprattutto i progetti PNRR che guardano alla riqualificazione della ‘costa sud’ e del suo mare. Perché quest’area, stravolta ai tempi del ‘sacco di Palermo’, possa recuperare la sua vivibilità e la sua balneabilità”.

La rigenerazione urbana legata ai fondi del PNRR si intreccia così con la trasformazione digitale ed ecologica del settore marittimo, offrendo alla città una nuova prospettiva di sviluppo che parte proprio dall’acqua.
Un ecosistema che unisce ricerca, industria e ambiente
Protagonista dell’evento è stato anche ARTES 4.0, uno degli otto Centri di Competenza nazionali nati per facilitare l’adozione di tecnologie 4.0 nel tessuto imprenditoriale italiano. Il suo direttore scientifico, Paolo Dario, ha voluto ribadire il valore strategico della Sicilia all’interno di questa missione: “Abbiamo creduto nella Sicilia fin dall’avvio delle attività di ARTES 4.0 perché ne abbiamo riconosciuto da subito il potenziale. La nostra volontà è costruire collaborazioni strutturate e durature con il tessuto imprenditoriale locale, con le università, con gli enti pubblici e con tutti quei soggetti che vogliono investire nel finanziamento dell’innovazione”.

Secondo Dario, innovare non significa solo crescere economicamente, ma anche creare lavoro qualificato, offrire opportunità concrete ai giovani e frenare la fuga di talenti che affligge il Sud. E proprio la Sicilia, con il suo capitale umano straordinario e le sue competenze scientifiche in crescita, può diventare un punto di riferimento per l’innovazione blu nel Mediterraneo.

Il cuore del Blue Innovation MED è stato proprio questo: costruire un ecosistema dell’innovazione capace di trasformare le sfide ambientali in opportunità economiche. Dall’uso di tecnologie robotiche per il monitoraggio degli ecosistemi marini, fino alla gestione intelligente delle risorse idriche e delle attività portuali, sono stati presentati progetti concreti, pronti a essere adottati e replicati.
Questa prima edizione ha posto le basi per una piattaforma permanente di dialogo e cooperazione, utile per rafforzare il ruolo dell’Italia e della Sicilia all’interno della strategia europea per l’economia blu sostenibile.