Sfida digitale e partecipazione, la comunicazione pubblica punta su sinergie e governance

Canali digitali, social media e strumenti sempre più tecnologici stanno stanno trasformando profondamente la comunicazione istituzionale. In un contesto che si evolve di continuo, emerge sempre di più l’importanza di un racconto della Pubblica Amministrazione efficace, per rendere comprensibili scelte, risultati e opportunità.

È su questi temi che si è sviluppato “Comunicare per raccontare”, l’appuntamento promosso e organizzato da ANCI Sicilia in collaborazione con UNA – Aziende della Comunicazione Unite e patrocinato dal Comune di Palermo, che ha riunito istituzioni, addetti stampa, responsabili della comunicazione, operatori dei social media, funzionari e dirigenti degli uffici gare e affidamenti.

Con Innovation Island abbiamo seguito l’iniziativa in qualità di media partner e pubblicheremo a partire da oggi e nei prossimi giorni interviste e approfondimenti, per restituire in modo completo tutto ciò che è emerso in questa “giornata importante“, come l’ha definita Alberto Gange, Consigliere UNA con delega al Sud.

“Il primo messaggio – ha detto Gange – quello fondamentale per tutti noi, è aver dimostrato di saper fare sistema, con l’obiettivo comune di generare un miglioramento per il sistema della comunicazione, a partire dagli enti locali e dalle iniziative territoriali come questa”.

Comunicazione pubblica e innovazione

Al centro dell’incontro, il ruolo della comunicazione pubblica come leva strategica per valorizzare l’attività della Pubblica Amministrazione, rafforzare la trasparenza e consolidare il rapporto tra istituzioni, cittadini e territori. Se, da un lato, cambia il modo in cui i Comuni raccontano le proprie attività, dall’altro è necessario avere competenze aggiornate, modelli organizzativi integrati e una maggiore attenzione anche ai processi di gara e affidamento.

“Fare sistema” per migliorare il settore

Gange ha sottolineato la necessità di un confronto permanente tra istituzioni, industria della comunicazione e mondo accademico. Il riferimento è anche al lavoro avviato sul tema delle gare pubbliche, oggetto di analisi attraverso il Libro Verde UNA, e alla volontà di individuare punti di contatto migliorativi tra domanda pubblica e offerta professionale.

In un contesto segnato da un’accelerazione costante – in particolare sul fronte dell’intelligenza artificiale – la priorità, secondo Gange, resta la governance: strumenti innovativi sì, ma inseriti in un sistema di regole e best practice. La comunicazione deve essere veloce e tecnologicamente evoluta, ma soprattutto efficace.

Per i Comuni, soprattutto nel Mezzogiorno, questo significa anche valorizzare asset strategici come il marketing territoriale, i borghi e le nuove dinamiche legate al lavoro e all’attrattività. In tutto questo, resta centrale il ruolo della cittadinanza, che richiede chiarezza. “Ci sono – ha concluso Gange – tutti gli elementi per creare una sinergia comune e soprattutto lavorare insieme per il bene della collettività, ma soprattutto per gli operatori e per i professionisti del mondo della comunicazione”.

Politica e comunicazione: un rapporto da rafforzare

L’evento è stato declinato in diversi momenti. Dopo i saluti istituzionali di Gaetano Galvagno, Giampiero Cannella, Marcantonio Ruisi, Paolo Amenta e Davide Arduini, si è svolta la tavola rotonda dedicata al ruolo strategico della comunicazione istituzionale, con Andrea Cornelli, Mario Emanuele Alvano, Giampiero Cannella e Rossella Sucato. Subito dopo, focus sulla presentazione del Libro Verde di UNA, con Massimo Romano, Omer Pignatti, Edoardo Cazzato e Daniele Ricciardi. Gli interventi sono stati moderati da Antonio Giordano, direttore di Innovation Island e a concludere è stato Gange.

All’apertura dei lavori, il presidente dell’ARS Galvagno ha evidenziato come oggi esista spesso una distanza tra ciò che viene realizzato e ciò che viene percepito. In un’epoca in cui le notizie circolano in pochi secondi e le fake news possono distorcere la realtà, comprendere e utilizzare correttamente i nuovi strumenti diventa un’esigenza anche per chi svolge funzioni politiche.

Sul piano organizzativo Amenta, presidente di ANCI Sicilia, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di ripensare i modelli territoriali della comunicazione. L’evoluzione degli ultimi vent’anni impone un sistema più strutturato, capace di declinare in modo efficace i messaggi ai cittadini.

Un dialogo strutturato tra enti e industria

Davide Arduini, presidente di UNA, ha definito l’incontro un passaggio significativo nel rapporto tra associazione e sistema delle autonomie locali, ricordando come in molti Paesi europei lo Stato rappresenti il primo committente dell’industria della comunicazione, a differenza di quanto accade ancora in Italia.

Il vicesindaco di Palermo, Giampiero Cannella, ha posto l’accento sulla comunicazione come strumento bidirezionale: non solo narrazione dell’attività amministrativa, ma anche ascolto e raccolta delle esigenze del territorio.

Una prospettiva rafforzata dall’intervento di Marcantonio Ruisi, delegato del rettore dell’Università di Palermo alla promozione di startup innovative e spin-off, che ha ribadito la necessità di superare una comunicazione “one way” in favore di un modello partecipativo, capace di integrare il feedback degli utenti nei processi decisionali.