Economia rigenerativa, le cooperative siciliane partono dall’innovazione sociale per governare l’AI
News - 01/10/2026
di Redazione
Una giornata di lavoro per comprendere quali competenze serviranno alle cooperative siciliane nei prossimi anni e dove conviene investire in formazione. È accaduto mercoledì 30 settembre al Museo delle Città del Mondo di Palermo, con «Scenari e competenze per l’innovazione. Verso un modello di economia generativa». Al tavolo c’erano Foncoop, il Competence Center BI-REX, Speha Fresia e un gruppo di imprese cooperative arrivate da diverse province dell’isola.
I temi erano due: l’intelligenza artificiale e l’innovazione sociale. La domanda di fondo era come gestire i cambiamenti tecnologici e organizzativi continuando a produrre valore economico, sociale e relazionale.
Laboratori su economia sociale e AI agentica
La mattinata è stata dedicata ai laboratori. Il primo filone riguardava l’economia sociale. Il secondo riguardava la digitalizzazione dei processi gestionali, con un approfondimento sull’intelligenza artificiale agentica e sui suoi effetti sociali. Su questo tema è intervenuto anche Fabio Massimo Lo Verde, docente di Sociologia all’Università di Palermo.
Analisi SWOT e instant paper: come sono emerse le priorità
I protagonisti dei laboratori sono state le risorse umane delle cooperative. Hanno indicato le competenze che considerano più strategiche e ne hanno discusso con i principali interlocutori del sistema. Con un’analisi SWOT hanno esaminato punti di forza e di debolezza, opportunità e minacce. Da qui sono uscite le priorità formative e organizzative e i gap da colmare.
I risultati sono stati raccolti in un instant paper condiviso. Il documento indica l’innovazione sociale come punto di partenza dei progetti di economia rigenerativa.
«Abbiamo scelto di partire direttamente dalle imprese, chiedendo a chi vi lavora di individuare le competenze che considera decisive per affrontare i prossimi cambiamenti. L’obiettivo non era costruire un elenco teorico, ma capire dove siamo oggi, quali gap esistono e su quali priorità concentrare formazione e organizzazione», spiega Marcello Di Vita, project manager di Speha Fresia società cooperativa impresa sociale.
Il ruolo di Foncoop nella formazione cooperativa
Foncoop è il fondo interprofessionale della cooperazione e dell’economia sociale. Finanzia la formazione delle imprese che vi aderiscono. Con questo sistema un soggetto attuatore come Speha Fresia può costruire percorsi formativi sui bisogni reali delle cooperative e degli enti del Terzo settore, attingendo alle linee di finanziamento del Fondo.
«Per Foncoop è fondamentale attivare momenti di ascolto della propria base associativa quindi imprese aderenti ma anche enti di formazione che li accompagnano nel cogliere le opportunità che il fondo mette a disposizione. Da questi momenti nascono nuove idee per sperimentare nuovi percorsi di attività di formazione e investimento nelle competenze», afferma Gianfranco De Simone, direttore generale di Foncoop.
Le cooperative al tavolo: dal reinserimento lavorativo ai beni confiscati
Le cooperative presenti lavorano in settori molto diversi:
- Rigenerazioni si occupa di reinserimento lavorativo di persone fragili.
- Addiopizzo Travel lavora nel turismo responsabile.
- Passwork è un’impresa sociale di servizi di assistenza.
- I Locandieri gestisce a Castelvetrano beni confiscati alla mafia e li restituisce alla comunità.
Innovazione digitale e sociale, un percorso unico
Per i promotori la tecnologia e l’impatto sociale vanno trattati insieme, non come due capitoli separati.
«Innovazione sociale e digitale non sono due percorsi separati: entrambe richiedono competenze e capacità di adattamento. L’economia diventa realmente generativa quando l’innovazione produce non soltanto efficienza, ma nuove opportunità per le persone, le imprese e i territori», sostiene Felice Lombardi, presidente di Speha Fresia.
Domenico Guida di BI-REX guarda alla ricaduta concreta: «L’innovazione sociale è un ambito in cui l’innovazione ha una forte caduta diretta sui cittadini e sulla operatività delle imprese. Le nuove tecnologie possono e devono essere uno strumento a supporto di questo processo venendo incontro alle esigenze delle aziende».
Il programma e la scelta del Museo delle Città del Mondo
Ad aprire i lavori sono stati Arcangelo Li Calzi, project manager di Speha Fresia, e Fabio Massimo Lo Verde. Sono seguiti la visita guidata al museo e i laboratori. Marcello Di Vita ha presentato i risultati. Le conclusioni sono toccate a Gianfranco De Simone e Felice Lombardi.
Anche il luogo è stato scelto per il suo significato. «Abbiamo voluto riunire gli attori di questa giornata in uno spazio iconico come quello del Museo delle Città del Mondo», spiega Li Calzi, «proprio perché rappresenta un esempio concreto di innovazione sociale e rigenerazione urbana, che sono i pilastri del nostro percorso».