Sicurezza digitale e difesa informatica: il ruolo di un Cyber Hub nazionale per l’Italia
News - 05/03/2026
di Redazione
L’Italia deve colmare il ritardo nella sicurezza digitale e rafforzare la protezione delle infrastrutture critiche. Durante l’evento Cybersec2026 alla Scuola Superiore di Polizia, Sielte ha ribadito la necessità di creare un Cyber Hub nazionale capace di integrare competenze, tecnologie e condivisione delle informazioni.
Cyber hub nazionale e sicurezza digitale
Nel contesto delle nuove sfide geopolitiche e tecnologiche, la cybersecurity assume un ruolo sempre più strategico per la sicurezza nazionale. L’Italia, tuttavia, deve ancora compiere passi significativi per dotarsi di un vero Cyber Hub nazionale, uno strumento in grado di coordinare competenze, infrastrutture e capacità di risposta alle minacce digitali.
Il tema è emerso nel corso dell’evento “Cybersec2026 – Cybercrime e Cyberwar: Norme, Geopolitica e Cybersecurity per una Difesa Comune”, ospitato presso la Scuola Superiore di Polizia. In questa occasione Sielte, azienda italiana con una lunga esperienza nei settori delle telecomunicazioni, dell’information technology e della sicurezza informatica, ha illustrato il proprio contributo potenziale alla costruzione di un ecosistema nazionale dedicato alla protezione delle infrastrutture critiche.
Secondo quanto emerso nel dibattito, il Paese sconta ancora un divario rispetto ad alcune realtà internazionali, in particolare Paesi del Nord Europa e Stati Uniti, che negli ultimi anni hanno sviluppato modelli avanzati di cooperazione tra istituzioni, imprese e centri di ricerca.
Il ruolo strategico di un cyber hub
La creazione di un Cyber Hub nazionale rappresenterebbe una leva decisiva per rafforzare la resilienza digitale del Paese. Un’infrastruttura di questo tipo consentirebbe di concentrare competenze tecniche, favorire la condivisione tempestiva delle informazioni sulle minacce informatiche e supportare imprese e pubbliche amministrazioni nella gestione della sicurezza digitale.
In uno scenario in cui le tensioni geopolitiche si manifestano sempre più anche sul piano informatico, la capacità di coordinare risorse e competenze diventa un elemento cruciale per la tutela delle infrastrutture critiche, dai sistemi energetici alle reti di telecomunicazioni.
Proprio in questa prospettiva Sielte si propone come partner tecnologico per lo sviluppo e l’integrazione di hub di cybersecurity su scala nazionale.
Le competenze nella cybersecurity
Durante l’evento, Luigi Piergiovanni, Direttore Tecnico-Commerciale di Sielte, ha evidenziato il patrimonio di competenze che l’azienda mette a disposizione del sistema Paese.
«Disponiamo di competenze ed esperienza lungo l’intera catena del valore, con una solida presenza territoriale, servizi di protezione delle infrastrutture, NOC e SOC attivi sul territorio nazionale e collaborazioni con enti di ricerca. Investiamo inoltre nella formazione continua delle risorse dedicate alla sicurezza dei dati».
Il riferimento ai Network Operation Center (NOC) e ai Security Operation Center (SOC) sottolinea la capacità di monitorare e gestire in tempo reale le reti e gli incidenti di sicurezza informatica, elementi sempre più centrali nella gestione delle infrastrutture digitali.
Data center e connettività sicura
Un altro elemento chiave riguarda la disponibilità di infrastrutture tecnologiche sicure e resilienti. In particolare, la presenza di data center proprietari e di reti di interconnessione protette rappresenta una condizione essenziale per garantire affidabilità e continuità operativa.
Come ha spiegato Piergiovanni: «La disponibilità di Data Center proprietari e di reti di interconnessione sicure rappresenta oggi un requisito imprescindibile. Da sempre ospitiamo e proteggiamo alcune delle infrastrutture più critiche del Paese. Grazie a connettività ultra-sicura e ridondata, siamo in grado di offrire canali di comunicazione criptati, resilienti e segregati (SD-WAN) per collegare in modo protetto tutti i membri dell’Hub (aziende, PA, università)».
L’integrazione tra reti sicure, data center e sistemi di monitoraggio costituirebbe dunque la base tecnologica di un futuro hub nazionale dedicato alla difesa informatica.
Verso un ecosistema nazionale per la sicurezza
L’obiettivo è mettere a disposizione soluzioni capaci di integrare infrastrutture, competenze e servizi avanzati, a supporto della sicurezza digitale del Paese.
La creazione di un Cyber Hub nazionale non rappresenta soltanto una risposta tecnica alle minacce informatiche. È anche una scelta strategica che riguarda la sovranità digitale, la protezione delle infrastrutture critiche e la capacità dell’Italia di competere in un contesto internazionale sempre più segnato dalla dimensione cyber.
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