Digital & Business Hub pronto all’avvio: focus su open innovation, competenze e reti

Hub tecnologici, alleanze tra imprese e capitale umano. A Catania prende forma un nuovo tassello dell’ecosistema dell’innovazione che guarda al Mezzogiorno come piattaforma di sviluppo strutturato.

Hub per l’innovazione aperta nel cuore di Catania

Catania punta a consolidare il proprio ruolo nel dibattito sull’innovazione come leva di sviluppo economico e sociale. Il confronto, adesso, si sposta su un disegno più ampio, fondato su hub tecnologici, laboratori condivisi e piattaforme collaborative. Una visione collaborativa che supera quella delle iniziative isolate.

È in questo contesto che nasce il Digital & Business Hub (DBHub), ecosistema fisico e culturale dedicato all’open innovation, promosso da Netith, il gruppo guidato da Franz Di Bella. Come raccontato sulle pagine del quotidiano La Sicilia, il DBHub è pronto per la fase operativa e punta a mettere in rete imprese, startup, università, istituzioni e mondo finanziario, superando il modello dell’impresa autosufficiente.

Dall’impresa all’ecosistema

Il progetto si inserisce in una traiettoria che Innovation Island ha raccontato in questo recente approfondimento, in cui si analizza come la competizione non si giochi più tra singole aziende, ma tra ecosistemi capaci di integrare competenze, capitale umano, tecnologia e visione strategica.
DBHub si muove in direzione analoga: non un singolo investimento, ma una infrastruttura di relazioni, pensata per rendere l’innovazione un processo continuo e non episodico. Nasce grazie a una rete di collaborazioni che coinvolge aziende nazionali ed estere attive in diversi settori dell’economia.

L’iniziativa è sostenuta anche dalla collaborazione con la famiglia Gozzi, che ha in Wylab un esempio consolidato di incubatore specializzato. Sono in corso diversi gentleman agreement con partner strategici, segnale di un interesse che supera i confini regionali e guarda alla competitività nazionale e internazionale.

La visione di Franz Di Bella

«L’ambizione è alta, ma concreta», spiega Franz Di Bella, fondatore e CEO di Netith e vicepresidente vicario di Confindustria Catania. «Vogliamo fare del DBHub un modello di riferimento per lo sviluppo dell’innovazione nel Mezzogiorno. Un luogo riconosciuto per la qualità delle idee, dei progetti, dei contenuti e delle relazioni».

Gli obiettivi sono molteplici: generare occupazione qualificata, favorire la nascita di nuove imprese e attrarre investimenti, mantenendo un legame forte con Catania e con la Sicilia. «È una scommessa sul futuro, ma soprattutto sulle persone».

Negli ultimi anni, la crescita di talento e competenze non sempre ha sempre trovato nei territori del Sud strutture in grado di accompagnarne lo sviluppo. L’hub intende colmare questo gap, non solo in termini di spazi, ma di modello di sviluppo, per generare contaminazione, collaborazione e crescita sostenibile. Il DBHub sorgerà all’interno del Palazzo delle Poste di via Etnea, un luogo simbolico che verrà restituito alla comunità con una nuova funzione: generare futuro.

Si svilupperà su oltre 1.000 metri quadrati. Ospiterà auditorium, uffici, sale riunioni, spazi per startup e PMI, aree comuni e ambienti dedicati a formazione e networking. L’obiettivo è costruire uno spazio vivo, attraversato quotidianamente da imprenditori, studenti, innovatori e investitori.

Questa visione si inserisce in una riflessione più ampia che attraversa la Sicilia e dialoga in sintonia con con quanto emerso anche nel dibattito promosso da Innovation Island: creare opportunità qualificate significa offrire contesti professionali stimolanti e ambienti capaci di trattenere e attrarre talenti.

Tra open innovation e cultura

«Parliamo di Open Innovation», spiega Di Bella. Attraverso programmi di incubazione, mentorship e formazione, l’hub accompagnerà team e giovani imprenditori nello sviluppo delle loro idee, trasformandole in imprese strutturate.

Il DBHub nasce anche come piattaforma editoriale e culturale. «Oggi non basta fare innovazione», sottolinea Di Bella. «Bisogna saperla raccontare, interpretare e condividere».

Un approccio che anche in tal senso richiama il modello promosso da Innovation Island, inteso non come hub tradizionale ma come dispositivo di connessione tra informazione, formazione, networking e co-progettazione.

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