Energie connesse: la Sicilia che costruisce il suo ecosistema
Premio Innovazione Sicilia - 21/11/2025
di Romina Ferrante
Cosa serve per trasformare la Sicilia in un territorio competitivo, sostenibile e connesso? Una visione comune e una strategia che diventi pratica. Da qui è partito oggi, 21 novembre 2025, il panel “Energie Connesse – La sfida S3 per una Sicilia dell’innovazione che fa sistema”, all’interno del Premio Innovazione Sicilia.
La giornata si è aperta con “Voci che costruiscono”, dove Elita Schillaci, Emanuele Spampinato e Vincenzo Tanania hanno messo a fuoco un punto decisivo: il talento e la conoscenza sono il motore dell’innovazione, ma senza fiducia e collaborazione restano frammenti isolati. L’intelligenza collettiva nasce quando le persone si incontrano, condividono metodi e costruiscono legami solidi.
È proprio su questo che si innesta il secondo panel, “Energie Connesse”. Se il primo ha definito il valore delle relazioni, il secondo mette a tema il modo in cui la Strategia S3 Sicilia può trasformare questi legami in un sistema vero, capace di dare direzione, continuità e mercato all’innovazione siciliana.
Il panel “Energie Connesse – La sfida S3 per una Sicilia dell’innovazione che fa sistema” moderato da Gianni Dominici, Amministratore Delegato di FPA – Gruppo Digital360, ha aperto i lavori puntando l’attenzione su tre fattori chiave dell’innovazione: competenze, connessione e collaborazione. Al centro del dibattito diversi attori del capitale umano, capitale intellettuale, capitale produttivo, capitale istituzionale e finanziario.
Tra gli speaker Enzo Bivona, dell’Università di Palermo, che ha parlato della rilevanza del PNRR e dei nuovi programmi di ricerca che consentono ai giovani di acquisire sempre più competenze e strumenti come il corso di imprenditorialità del Prof. Marco Ruisi.
Imprese in prima linea: visione, credito e nuova mentalità
Dal mondo imprenditoriale è arrivato un messaggio chiaro. Fabrizio Bignardelli, presidente della Piccola Industria di Sicindustria, ha parlato del Piano Florio che punta a creare un percorso basato su semplificazione amministrativa, infrastrutture competitive, uso efficace dei fondi europei, politica industriale moderna e capitale umano. Ha poi sottolineato l’importanza di innovare affinché si crei ricchezza e dei risultati oggi raggiunti grazie a due misure strategiche: ZES e Decontribuzione Sud.
Vincenzo Evola di Unicredit ha evidenziato il ruolo svolto in questi anni da Unicredit Start Lab, un programma che sostiene l’imprenditorialità offrendo servizi mirati, accesso al credito, connessioni tra imprese e investitori e supporto ai bisogni tecnologici attraverso nuove partnership
Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo, ha richiamato la necessità di una “nuova mentalità che superi le resistenze della ‘rana bollita’, contrasti la desertificazione e ricostruisca un senso di comunità nelle città, portando innovazione e tecnologia anche nei settori più tradizionali”.
Finanza come motore e alleato dell’innovazione
Amedeo Giurazza, CEO Vertis SGR, ha evidenziato come la Sicilia sia ancora indietro per il venture capital rispetto alle altre regioni italiane, ma come siano diverse le opportunità per i giovani come un nuovo fondo da 60 milioni per i giovani.
È poi intervenuto Giulio Guagliano, di IRFIS FinSicilia, che ha sottolineato, che sebbene l’impresa siciliana sconti ancora il ritardo del venture capital, siano tanti i risultati positivi e le nuove opportunità come il fondo da 12 milioni per le aggregazioni di micro, piccole e medie imprese.

A chiudere i lavori è stato Edy Tamajo, assessore regionale alle Attività Produttive, che ha ricordato come l’innovazione funzioni solo quando è condivisa. Mettere insieme pubblica amministrazione, imprese e finanza è la sfida che la Sicilia deve vincere.
Tamajo ha richiamato il miliardo di euro del Fesr da portare a termine e il lavoro in corso su digitalizzazione, rafforzamento del capitale umano e sostegno alle startup, con particolare attenzione alle tecnologie critiche. Ha sottolineato il confronto costante con le associazioni di categoria e ribadito che le risorse ci sono: ora vanno messe a terra in modo efficace, soprattutto per offrire ai giovani opportunità reali.
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