Federico Papa nell’AI Act Advisory Forum dell’Unione Europea

C’è anche la prospettiva dell’ecosistema dell’innovazione tra le voci chiamate a contribuire all’attuazione dell’AI Act, il regolamento europeo che disciplina lo sviluppo e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Federico Papa, esperto in diritto digitale e co-fondatore di Ludwig, è stato nominato membro dell’AI Act Advisory Forum, l’organismo istituito dalla Commissione Europea per fornire supporto tecnico e consulenza nell’applicazione della nuova normativa comunitaria sull’intelligenza artificiale.

L’Advisory Forum rappresenta uno dei pilastri della governance prevista dall’AI Act. Riunisce esponenti del mondo dell’impresa, delle startup, delle PMI, dell’accademia e della società civile con il compito di formulare raccomandazioni e contributi utili alla Commissione Europea e all’European AI Board nella fase di implementazione delle regole.

Ad annunciare la nomina è stato lo stesso Papa attraverso un messaggio sui social postato sulla bacheca della Comunità Palermo Mediterranea. «Cercherò di portare all’interno del Forum anche la prospettiva delle startup, delle imprese innovative e, più in generale, di chi ogni giorno si confronta con le opportunità e le complessità dell’adozione dell’intelligenza artificiale», ha scritto.

Un approccio che punta a trasformare l’incarico in un’occasione di rappresentanza per l’intero ecosistema. «Vorrei considerare questa nomina non come un riconoscimento personale, ma come un’opportunità per dare voce a istanze, criticità e proposte provenienti dal nostro ecosistema imprenditoriale», ha aggiunto.

L’AI Act, primo quadro normativo organico al mondo dedicato all’intelligenza artificiale, introduce un sistema di regole basato sul livello di rischio delle applicazioni AI e avrà un impatto significativo sulle imprese europee, chiamate a confrontarsi con nuovi obblighi di trasparenza, sicurezza e conformità. Proprio per questo Papa ha lanciato un appello al confronto aperto con imprenditori, startup e operatori del settore. «Che si tratti di questioni legate alla compliance, alle difficoltà applicative, ai rischi o alle opportunità dell’AI Act, sarò felice di ascoltare osservazioni e raccogliere spunti che possano contribuire al dibattito».

L’obiettivo è costruire un canale diretto tra chi sviluppa e utilizza quotidianamente soluzioni di intelligenza artificiale e le istituzioni europee impegnate a definirne il quadro regolatorio.