Talent in Motion: il Fuori PIS e la visione di un’innovazione che connette sistemi
News - 17/03/2026
di Luisa Cassarà
Non è stato un evento isolato, ma un passaggio dentro un percorso più ampio. Il 16 marzo, allo SmartCityLab Milano, il Fuori Premio Innovazione Sicilia si è inserito in una traiettoria precisa: portare l’innovazione fuori dai confini dei singoli contesti e metterla in relazione con altri nodi strategici del sistema nazionale.
Il punto di partenza è chiaro. L’Italia produce innovazione in modo diffuso, ma fatica ancora a trasformare questa energia in un sistema pienamente connesso. È su questo scarto che si colloca da sempre l’azione di Innovation Island e del Premio Innovazione Sicilia, che negli anni hanno lavorato per intercettare e valorizzare progettualità emergenti, costruendo una community capace di mettere in dialogo università, imprese, istituzioni e nuove iniziative imprenditoriali.

Portare questo patrimonio a Milano non significa spostarlo, ma metterlo in relazione. Ampliarne la prospettiva. Oggi partiamo da questo racconto, ma nei prossimi giorni pubblicheremo interviste, contenuti extra e approfondimenti sulla giornata.
Dalla dimensione locale alla connessione nazionale
Il Fuori PIS è nato seguendo questa logica: non una estensione geografica del Premio, ma un’evoluzione del suo ruolo. Se il Premio ha costruito nel tempo una base solida in Sicilia, il passaggio successivo è attivare connessioni operative con altri contesti, in grado di amplificare opportunità e traiettorie di crescita.

SmartCityLab Milano, incubatore del Comune di Milano dedicato all’imprenditorialità e all’innovazione nell’ambito Smart City, e la stessa città di Milano, in tal senso, non solo solo una sede ospitante, ma un nodo strategico. Mettere in relazione questa dimensione con quella siciliana significa lavorare sulla complementarità, non sulla gerarchia.
Il confronto tra Palermo e Milano come punto di partenza
La giornata si è aperta con il Tech Aggregator – Startup Guided Tour, momento pensato per dare spazio alle startup e creare un contatto diretto con chi lavora su tecnologia e mercato. Le 8 startup protagoniste sono state selezionate da Innovation Island e dal network di SmartCityLab Milano.

L’obiettivo è stato duplice: offrire un’esperienza concreta prima del confronto pubblico e mostrare, fin dall’inizio, la complementarità tra ecosistemi Palermo-Milano, attivando relazioni operative con investitori, corporate e istituzioni.
In apertura, il Sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha sottolineato il valore delle connessioni tra territori e l’importanza di rafforzare il legame tra il capoluogo siciliano e Milano: due città diverse, ma complementari nel segno dell’innovazione.
Il panel “Palermo-Milano: costruire una connessione sul modello dello SmartCityLab Milano”, introdotto dai saluti istituzionali di Vincenzo Tanania (Partner PwC Italia, Digital Innovation e Coordinatore dell’RTI di SmartCityLab Milano) e sviluppato attraverso un confronto moderato da Antonio Giordano, con Biagio Semilia (Innovation Island) e Domenico Agnello (direttore scientifico Advisory Board SmartCityLab Milano), ha declinato ulteriormente la visione del Fuori PIS.
Il dialogo ha messo a fuoco un punto centrale: la possibilità di costruire un asse stabile tra contesti diversi, prendendo come riferimento modelli come lo SmartCityLab Milano, inteso come piattaforma replicabile di collaborazione tra innovazione, industria e istituzioni.
“Milano e Palermo – ha dichiarato Tanania – rappresentano due ecosistemi dinamici e ricchi di competenze, accomunati da energia, talento e capacità di innovazione. Le tecnologie e le competenze che nascono in contesti diversi costituiscono un patrimonio prezioso per il sistema nazionale e, quando messi in relazione, possono generare valore e nuove opportunità. La sfida oggi è rafforzare connessioni stabili tra ecosistemi, industria e istituzioni”.
A questa prospettiva si affianca quella di Innovation Island, che trova nel Fuori PIS una sua espressione operativa: “Fuori PIS nasce da un’idea semplice: l’innovazione non cresce nei territori chiusi, ma nelle connessioni tra stakeholder ed ecosistemi diversi – ha detto Biagio Semilia -. Portare il Premio Innovazione Sicilia a Milano significa creare un ponte concreto tra chi genera innovazione in Sicilia e chi opera nei grandi hub tecnologici e industriali del Paese. Non si tratta solo di raccontare startup o progetti, ma di costruire relazioni durature tra talenti, università, imprese e istituzioni. Se vogliamo che l’Italia sia davvero competitiva nell’economia dell’innovazione, dobbiamo mettere in movimento i nostri ecosistemi e farli dialogare tra loro. È esattamente ciò che Innovation Island prova a fare, partendo dalla Sicilia”.
Infrastrutture, conoscenza e mobilità dei talenti
Subito dopo, il panel “Città, Università, Innovazione: infrastrutture per lo sviluppo”, moderato da Nino Amadore, ha riunito Layla Pavone (Coordinatrice Board di Innovazione Comune di Milano), Monica Diluca (Prorettrice alla Ricerca e Trasferimento Tecnologico presso l’Università degli studi di Milano -La Statale), Maria Chiara Carrozza (Professoressa Ordinaria Università Milano-Bicocca) ed Elita Schillaci (Consigliera Delegata dell’Open Innovation Università degli Studi di Catania).
Il confronto, in cui si è aggiunto anche il contributo di Maurizio Carta, assessore alla Rigenerazione urbana del Comune di Palermo, ha evidenziato il ruolo delle città come piattaforme abilitanti, le università come infrastrutture produttive e la necessità di mobilità dei talenti e di cooperazione strutturata, con spunti concreti per integrare ricerca, impresa e capitale.
Qui è emerso un nodo strategico: senza connessioni tra ricerca, formazione e applicazione industriale, l’innovazione rischia di restare incompleta.
Dall’innovazione al mercato: il passaggio decisivo
A questo livello si è collegato il panel “Dall’innovazione al mercato: industria, capitale e mercati digitali”, che ha portato al centro il tema della trasformazione delle idee in imprese strutturate.
Gli interventi di Antonio Perdichizzi (presidente Isola Catania e Fondazione Marea), Alessio Cantarella (CTO di Flazio) e Ugo Parodi Giusino (founder di Magnisi Venture) hanno restituito una prospettiva concreta sul tema dello scaling: il passaggio dalla tecnologia al mercato richiede non solo competenze tecniche, ma accesso a risorse per lo sviluppo, modelli organizzativi solidi e capacità di posizionamento.
Non è un passaggio automatico. È il punto in cui molte progettualità si fermano. Ed è proprio su questo snodo che il dialogo tra contesti diversi può fare la differenza.
Le startup come punto di convergenza
In seguito, la Conversational Pitch Session, moderata da Danilo Mazzara (CEO e founder SkillforEquity), ha reso visibile questo passaggio. Protagoniste 6 startup selezionate dall’ecosistema Innovation Island e Premio Innovazione Sicilia, in una dinamica che ha trasformato il pitch in una conversazione dedicata all’imprenditorialità innovativa.

Non una semplice presentazione, ma un laboratorio pubblico in cui sono emersi temi concreti: validazione dei mercati, scalabilità, fabbisogni di risorse per lo sviluppo. Le startup sono diventate così il punto di convergenza tra i livelli affrontati durante la giornata: ricerca, infrastrutture, impresa, mercato.
Oltre la giornata: verso una rete stabile
Il Fuori Premio Innovazione Sicilia non si è esaurito nella giornata milanese. Il confronto avviato tra Innovation Island e SmartCityLab Milano apre alla costruzione di un dialogo continuativo, con l’obiettivo di rendere strutturale la connessione tra contesti diversi.
Il tema non è la centralità di una città, ma la capacità del sistema italiano di funzionare come rete.
In questa prospettiva, Talent in Motion non è stato solo un claim. È stato – ed è – una direzione operativa: mettere in movimento competenze, idee e relazioni per trasformare la frammentazione in collaborazione strutturata. È su questo terreno che si gioca la competitività dell’innovazione italiana.
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