Ibridare per crescere: il dialogo tra Palermo e Milano per le competenze e l’innovazione

Il rapporto sinergico tra Palermo e Milano, il ruolo strategico del Mediterraneo e la centralità assoluta del capitale umano: sono questi i pilastri della visione delineata da Roberto Lagalla, sindaco di Palermo, durante la sua partecipazione al Fuori Premio Innovazione Sicilia.

Il primo cittadino del capoluogo siciliano, intervenuto in apertura del Fuori PIS, offre nella nostra intervista una lettura profonda in cui sviluppo urbano, innovazione tecnologica e politiche per i giovani si intrecciano per creare nuove opportunità.

Due realtà, un modello di sviluppo condiviso

Milano e Palermo rappresentano due facce complementari di un percorso di crescita. Sebbene abbiano “dimensioni e caratteristiche assolutamente diverse”, si tratta di due realtà profondamente connesse: l’una saldamente immersa nelle dinamiche europee, l’altra porta naturale e strategica sull’area Euromediterranea. Questa complementarità non si traduce in una relazione gerarchica, ma in un vero e proprio scambio operativo. L’obiettivo, come sottolineato da Lagalla, è quello di esportare e condividere i modelli vincenti, specialmente nel campo dell’innovazione e delle tecnologie digitali.

A rendere possibile questa sinergia è anche la straordinaria potenza dell’infrastrutturazione digitale della Sicilia occidentale, che funge da hub cruciale per il trasferimento dei dati e dei segnali dall’Europa verso la riva sud del Mediterraneo e il Medio Oriente.

In questo scenario, Palermo si sta trasformando rapidamente. Seguendo l’esempio del capoluogo lombardo, l’amministrazione palermitana è al lavoro per realizzare un grande Innovation Hub, un ecosistema capace di “chiamare a raccolta i giovani talenti e coloro i quali puntano sulle startup e sulla innovazione”.

In questa nuova visione, la provenienza geografica diventa un fattore secondario: ciò che conta è creare un modello unico e omogeneo per la valorizzazione del capitale umano e la capacità di scambio.

La libertà di scegliere e la sfida dei NEET

Il cuore dell’intervento di Lagalla tocca però la sfida più grande per il Sud Italia: il futuro dei suoi giovani. “Noi vogliamo costruire le condizioni affinché i giovani siciliani scelgano di andar fuori, e non siano costretti”. È un cambio di paradigma fondamentale: non si tratta semplicemente di trattenere i talenti a ogni costo, ma di offrire loro l’opportunità reale di poter restare.

Se da un lato la qualità della formazione non manca e i giovani dimostrano di reggere perfettamente gli standard di competitività globale, dall’altro esiste una forte criticità legata al divario di competenze in specifiche fasce sociali. Lagalla ha posto l’accento sul fenomeno dei NEET (i giovani che non studiano e non lavorano), definendoli il “frutto di una analfabetizzazione competitiva” rispetto alle esigenze sempre più elevate richieste oggi per entrare con qualità nel mondo del lavoro.

Per vincere questa sfida, l’innovazione tecnologica da sola non basta. È necessario un impegno massiccio che guardi “alla rigenerazione urbana e sociale, alla formazione professionale, al trasferimento di competenze”.

Ibridare per crescere: il dialogo che unisce

Il percorso descritto dal sindaco di Palermo non è un’iniziativa estemporanea, ma un tassello di un mosaico più grande avviato lo scorso anno con il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. L’obiettivoe lavorare per “trasferire e ibridare comportamenti, modelli e iniziative”.

Le riflessioni di Roberto Lagalla si inseriscono perfettamente nello spirito del Fuori PIS. Il rapporto tra Palermo e Milano diviene un caso concreto di come la connessione tra territori e il dialogo tra modelli diversi, se messi a sistema, possano generare nuove e straordinarie prospettive di sviluppo per l’intero Paese.

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