GAL Pesca Trapanese, prosegue il capacity building tra formazione e nuove opportunità

Formazione gratuita, diversificazione economica e sostenibilità: il piano di Capacity Building del GAL Pesca Trapanese, in collaborazione con Accademia Eraclitea, coinvolge circa 160 pescatori delle marinerie della provincia, puntando su pescaturismo, ittiturismo e valorizzazione del territorio.

Formazione leva per il futuro della pesca trapanese

Dopo le tappe di Mazara del Vallo e Marsala, il piano di Capacity Building promosso dal GAL Pesca Trapanese ha raggiunto Trapani, negli spazi del Lazzaretto, e San Vito lo Capo, al Teatro Comunale. Un percorso che conferma una partecipazione ampia e trasversale: sono circa 160 i pescatori coinvolti nelle quattro marinerie della provincia, a testimonianza di un interesse concreto verso nuove competenze e modelli di sviluppo.

Un’adesione che nasce da un bisogno reale

Francesco La Sala, presidente del GAL Pesca Trapanese e sindaco di San Vito lo Capo, ha spiegato:
«C’è grande interesse perché si ritiene che questi percorsi possano essere di grande aiuto per integrare un’attività che purtroppo oggi non è più soddisfacente». La formazione diventa così uno strumento per affrontare le difficoltà strutturali del settore, offrendo alternative sostenibili e compatibili con la tradizione marinara.

Trapani e le opportunità della diversificazione economica

Durante la tappa trapanese, il consigliere comunale Vincenzo Guaiana ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, sottolineando la portata strategica dell’iniziativa: «È un’opportunità per ampliare il raggio d’azione anche sul piano economico, aprendo nuovi sviluppi sull’ittiturismo, sul pescaturismo e sulla sostenibilità». Un messaggio che lega la formazione a una visione più ampia di sviluppo locale, capace di incidere sull’economia e sull’attrattività del territorio.

Le criticità storiche e il ruolo dei corsi

Sul tema è intervenuto anche Giuseppe Marino della Cooperativa Sant’Alberto, evidenziando come, nel capoluogo, alcune potenzialità non siano ancora state pienamente espresse: «Su Trapani il pescaturismo non è mai decollato, così come l’ittiturismo. I corsi potranno, nel futuro immediato, grazie anche ai bandi del Dipartimento Pesca, far sì che gli operatori del settore possano diversificare l’attività e migliorare la loro vita quotidiana». Un passaggio che collega direttamente la formazione alle opportunità offerte dai bandi pubblici, rendendo il percorso immediatamente spendibile.

Infrastrutture e servizi a supporto della pesca

Accanto alla formazione, emergono anche interventi concreti sul fronte dei servizi. Salvatore Braschi, consigliere del CdA del GAL Pesca Trapanese, ha anticipato un progetto in fase di definizione: «Molti pescatori fanno vendita diretta del pescato a bordo e hanno bisogno di un percorso igienico-sanitario a norma di legge. Stiamo lavorando per individuare una location vicino all’ex mercato del pesce dove installare contenitori di acqua potabile collegati alla rete urbana, a servizio esclusivo del mondo della pesca». Un’iniziativa che punta a migliorare le condizioni operative quotidiane e a garantire il rispetto delle normative.

San Vito lo Capo tra esperienza e identità marinara

A San Vito lo Capo, dove operano circa 50-60 pescatori e 6-7 imbarcazioni praticano già il pescaturismo da diversi anni, il valore della formazione assume un significato ulteriore. Giacomo Pappalardo, presidente della Cooperativa San Vito Pesca, ha rimarcato l’obiettivo culturale del percorso: «L’obiettivo è trasmettere un modello di pesca sostenibile che unisce tradizione, turismo e valorizzazione del territorio, mantenendo l’identità e la cultura marinara che caratterizza la nostra città».

Struttura e contenuti del programma formativo

Il piano di Capacity Building prevede 28 corsi, articolati in 6 moduli per ciascuna marineria, per un totale di 480 ore di formazione. I moduli affrontano temi centrali per l’evoluzione del settore: dall’iter amministrativo per ittiturismo e pescaturismo, alle modalità di adesione al marchio territoriale Network Mare Nostro, con l’utilizzo della relativa App di tracciabilità, fino alle normative sul Marine Litter.

Accanto ai contenuti, è previsto anche un sostegno economico diretto. Per ogni modulo frequentato con almeno l’80% di presenze, è riconosciuto un contributo di 260 euro, per un ristoro complessivo che può arrivare fino a circa 1.500 euro a partecipante. Un incentivo pensato per rendere la formazione accessibile e sostenibile anche dal punto di vista economico.

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