Giornata del Made in Italy, in Sicilia settimana di eventi tra competenze e innovazione
Strategia S3 - 05/05/2026
di Redazione
Una settimana di eventi in tutta la Sicilia celebra il Made in Italy tra tradizione, innovazione e formazione. Al centro anche il ruolo strategico della meccatronica nello sviluppo industriale dell’Isola.
Una settimana per valorizzare il Made in Italy in Sicilia
Prende il via in tutta la Sicilia un fitto calendario di iniziative dedicate alla Giornata nazionale del Made in Italy, istituita nel 2023 dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e celebrata ufficialmente il 15 aprile. Per il 2026, le celebrazioni si estendono lungo tutto il mese di maggio, con una settimana interamente dedicata alla valorizzazione delle eccellenze produttive dell’Isola. L’iniziativa, promossa dalla Regione Siciliana, punta a mettere in connessione imprese, territori e cittadini. Un’occasione concreta per raccontare il valore del lavoro artigianale e industriale, ma anche per rafforzare il legame tra tradizione e innovazione.
Il ruolo della formazione e delle competenze
Al centro del programma c’è il progetto “Competenze e formazione come presente e futuro del Made in Italy in giro per la Sicilia“, approvato dal Ministero e sostenuto dall’Assessorato regionale alle Attività produttive.
«Abbiamo voluto cogliere in pieno questa opportunità – dice l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo – programmando una settimana interamente dedicata alla valorizzazione delle eccellenze siciliane. Il via libera del Ministero alla nostra iniziativa “Competenze e formazione come presente e futuro del Made in Italy in giro per la Sicilia”, conferma la qualità e la coerenza del percorso che abbiamo costruito».
La strategia è chiara: investire su formazione tecnica e competenze avanzate per sostenere la competitività del sistema produttivo locale.
Un viaggio tra eccellenze produttive e tradizioni locali
Il calendario degli eventi attraversa tutte le province siciliane. Le attività includono visite guidate, dimostrazioni e laboratori esperienziali, pensati per avvicinare il pubblico alle realtà produttive.
Nel Palermitano, visite al birrificio Bruno Ribadi di Terrasini; lavorazioni artigianali di gioielli a Palermo; presentazione delle attività e delle attrezzature del Cedifop al Molo Sammuzzo del porto; laboratorio sul cannolo siciliano a San Giuseppe Jato; produzione di biscotti a Castelbuono; dimostrazioni sulla pittura del carretto siciliano a Bagheria e Partinico; a Termini Imerese, il Polo Meccatronica Valley darà il proprio contributo per raccontare come l’innovazione meccatronica stia plasmando il futuro dell’isola, portando il saper fare siciliano verso nuovi traguardi internazionali. Anche a Partinico, riflettori accesi sul settore della meccatronica.
Nel Catanese, il distretto Vino di Sicilia propone la visita della cantina Terra Costantino di Viagrande; a Caltagirone sarà possibile assistere alla lavorazione della ceramica presso Ceramiche Ruscica; a Viagrande, presso Kea Atelier di Carmela Motta, dimostrazioni di lavorazione del tombolo; a Nicolosi la lavorazione della pietra lavica da Calareso Lavica; ad Acitrezza visita all’antico cantiere navale Rodolico.
Nel Messinese, a Santo Stefano di Camastra, il Distretto delle Ceramiche Made in Sicily propone visite e dimostrazioni presso Palazzo Trabia e Le Terrecotte del Sole. A Siracusa, dimostrazioni di lavorazione e riproduzione di monete antiche.
Nel Trapanese, visita all’impianto molitorio di Molini del Ponte di Castelvetrano. Nell’Ennese, a Leonforte, sarà possibile assistere alla lavorazione della carta presso la Crisa e ammirare le creazioni di gioielleria artigianale.
Un mosaico di esperienze che restituisce la complessità e la ricchezza del tessuto produttivo siciliano.
Imprese aperte e nuove generazioni
L’iniziativa punta anche a coinvolgere studenti e giovani professionisti. L’apertura delle imprese al pubblico consente di osservare da vicino processi produttivi e competenze specialistiche.
«La Sicilia – conclude Tamajo – è un laboratorio straordinario di saperi e tradizioni. Aprire le imprese al pubblico significa raccontare il lavoro che c’è dietro ogni prodotto e rafforzare il legame tra territori, imprese e nuove generazioni. È così che costruiamo il futuro del Made in Italy».
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