Isola Catania tra i modelli europei di impresa a impatto: la Commissione UE valorizza l’esperienza guidata da Antonio Perdichizzi

La Sicilia entra tra le esperienze europee di riferimento per l’innovazione sociale e l’imprenditoria a impatto. Isola Catania, l’hub di innovazione sociale guidato da Antonio Perdichizzi, è stato inserito tra i casi esemplificativi nel rapporto Impact-driven businesses in the EU: State of play and future prospects, realizzato da WYG per la Direzione generale Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI (DG GROW) della Commissione europea. Il documento, pubblicato l’11 settembre 2026, analizza lo stato dell’imprenditoria orientata all’impatto nell’Unione europea e le prospettive di sviluppo di un modello economico nel quale la capacità di generare valore sociale e ambientale diventa parte integrante dell’attività d’impresa. Isola Catania è l’unica impresa italiana e dell’Europa meridionale inclusa tra gli esempi aziendali evidenziati nel rapporto, accanto a realtà internazionali come Fairphone, Tony’s Chocolonely e Triodos Bank, tutte dei Paesi Bassi. Un risultato significativo non soltanto per l’organizzazione catanese, ma per un ecosistema territoriale che sta dimostrando come l’innovazione possa nascere dalla capacità di costruire relazioni, aggregare competenze e trasformare le risorse locali in opportunità concrete.

Il modello Isola: lo spazio fisico diventa infrastruttura sociale

Alle pagine 74 e 75 del rapporto europeo viene descritta l’esperienza di Isola Catania Impresa Sociale, definita un Impact Community Hub: un modello che combina spazi multifunzionali e una comunità di persone impegnate nell’attivazione di processi collaborativi e progetti capaci di generare opportunità per i giovani siciliani. L’elemento distintivo non è semplicemente la disponibilità di spazi per coworking, formazione ed eventi. È soprattutto il modo in cui questi luoghi vengono utilizzati per favorire la collaborazione tra imprese, professionisti, organizzazioni della società civile e nuove generazioni. Il rapporto evidenzia una rete di oltre 100 organizzazioni, tra startup, piccole e medie imprese, fondazioni, realtà del Terzo settore e gruppi informali, che collaborano e investono insieme su obiettivi condivisi di impatto sociale. Il modello affronta alcune delle principali criticità strutturali del territorio: l’emigrazione giovanile, il disallineamento tra competenze e domanda di lavoro e la difficoltà di accesso alle opportunità. La risposta proposta da Isola non consiste in singoli interventi isolati, ma nella costruzione di un’infrastruttura di relazioni capace di produrre progettualità condivisa. È proprio questa dimensione a essere valorizzata nel documento europeo: lo spazio fisico non rappresenta soltanto un bene da mettere a reddito, ma uno strumento strategico per generare impatto sociale, culturale e ambientale.

Imprese a impatto, l’Europa cerca un linguaggio comune

Il riconoscimento a Isola Catania si inserisce in una riflessione più ampia sul futuro dell’economia europea. Il rapporto della DG GROW, elaborato attraverso 242 risposte a una consultazione, 57 interviste e un workshop, evidenzia la necessità di individuare criteri comuni per riconoscere le imprese che integrano obiettivi economici e finalità sociali o ambientali. Oggi cooperative, società benefit, imprese sociali e aziende tecnologiche orientate alla sostenibilità operano attraverso forme giuridiche e normative differenti. Secondo il 76% degli interpellati, la soluzione non dovrebbe essere l’introduzione di un’unica forma giuridica obbligatoria, ma la definizione di un quadro comune, flessibile e non vincolante. Cinque i criteri individuati: svolgere un’attività economica sul mercato, dichiarare esplicitamente l’intenzione di generare impatto, integrare questo obiettivo nel modello di business, mitigare gli effetti negativi delle proprie attività e misurare i risultati in modo proporzionato. È una prospettiva nella quale la sostenibilità economica non si contrappone alla responsabilità sociale, ma ne diventa una condizione di continuità e crescita.

Una conferma per l’ecosistema siciliano dell’innovazione

Il risultato di Isola Catania assume un significato particolare anche per la Fondazione di partecipazione Innovation Island ETS, di cui l’organizzazione guidata da Antonio Perdichizzi è partner nella costruzione di connessioni tra imprese, innovatori, istituzioni e comunità territoriali. Le due esperienze condividono una convinzione: l’innovazione non può essere misurata esclusivamente attraverso le tecnologie sviluppate, i capitali raccolti o il numero di startup create. Occorre considerare anche la capacità di generare nuove opportunità, rafforzare il capitale umano e rendere più competitivo e inclusivo il territorio. Il riconoscimento europeo dimostra che anche dalla Sicilia possono emergere modelli organizzativi di interesse internazionale, senza necessariamente riprodurre esperienze nate in contesti economici e sociali differenti. È una questione che riguarda l’intero sistema regionale dell’innovazione: superare la frammentazione delle iniziative, mettere in relazione competenze e risorse, costruire comunità capaci di collaborare stabilmente. Il valore di un ecosistema, infatti, non coincide con la semplice somma delle organizzazioni che ne fanno parte, ma con la qualità delle relazioni che riescono a sviluppare e con i risultati che queste producono.

Dalla buona pratica alla capacità di generare sviluppo

Il riconoscimento della Commissione europea rappresenta per Isola Catania un’importante opportunità di posizionamento internazionale, ma pone anche una sfida: consolidare il modello, misurarne gli effetti e renderne leggibili i risultati nel tempo. Il rapporto europeo sottolinea infatti l’importanza di una misurazione dell’impatto proporzionata alle caratteristiche delle imprese, capace di documentare non soltanto le attività realizzate, ma anche i cambiamenti effettivamente prodotti. È su questo terreno che si gioca una parte importante del futuro dell’innovazione sociale. Per la Sicilia, il caso Isola suggerisce una prospettiva precisa: il territorio non deve essere considerato soltanto un luogo nel quale attrarre investimenti, ma un sistema di conoscenze, relazioni e capacità imprenditoriali da attivare. L’esperienza catanese dimostra che costruire comunità, favorire la collaborazione e investire sulle nuove generazioni può diventare parte integrante di un modello d’impresa economicamente sostenibile. Ed è forse questo il significato più interessante del risultato ottenuto da Isola Catania: non soltanto vedere un’organizzazione siciliana citata in un rapporto europeo, ma riconoscere che anche dalla Sicilia possono arrivare modelli capaci di contribuire al dibattito sul futuro dell’economia europea.

Antonio Perdichizzi: “Un riconoscimento che appartiene a tutta la comunità di Isola”

A sottolineare il valore collettivo del risultato è Antonio Perdichizzi, alla guida di Isola Catania, che interpreta il riconoscimento europeo non come un punto di arrivo, ma come una responsabilità verso il territorio e le nuove generazioni. “Questo riconoscimento appartiene alla comunità di Isola: le persone del team e le oltre cento organizzazioni che ogni giorno scelgono di collaborare e investire insieme. L’Europa cerca un linguaggio comune per le imprese a impatto, e la Sicilia può esserne un laboratorio. Ne parleremo il 17 novembre al Forum dell’economia sociale e delle nuove imprese a impatto, per trasformare questo riconoscimento in un impegno condiviso: misurare con rigore ciò che generiamo e abilitare il potenziale delle nuove generazioni”.