Al Nomad Fest l’alleanza tra Regione e Palermo per i nomadi digitali

A Palermo al via Italia Nomad Fest, una settimana di incontri e convegni per mettere a confronto la comunità locale con il mondo dei nomadi digitali.

Regione Siciliana, Comune di Palermo e associazioni di categoria sanciscono l’alleanza per sostenere l’incoming turistico creati dai nomadi digitali. Palermo è una delle mete preferite al mondo, la prima in Italia, e si punta a rafforzare la presenza di ragazzi e ragazze provenienti da tutto il mondo nel nome dell’innovazione. Punto d’incontro per fare sistema su questo mondo è il Nomad Fest, che per una settimana si tiene a Palermo per creare un raccordo tra la comunità locale e i workers digitali.

La prima edizione ha preso il via a Villa Niscemi e per una settimana Palermo ospita professionisti del digitale, imprenditori, freelance e creativi provenienti da diversi Paesi, chiamati a confrontarsi su mobilità internazionale, innovazione e nuovi modelli di vita urbana. Conferenze, workshop e attività diffuse in città accompagneranno l’evento fino al 15 marzo, trasformando Palermo in un laboratorio di dialogo tra territori e nuove comunità professionali globali. nomad fest

«Il fatto che Palermo ospiti la prima edizione di Italia Nomad Fest – dice il sindaco Roberto Lagalla – rappresenta una conferma di un percorso che la città ha intrapreso con convinzione negli ultimi anni. Palermo è ormai riconosciuta come una delle capitali dei nomadi digitali e i dati lo dimostrano: siamo tra le prime destinazioni al mondo e la prima in Italia per chi sceglie di lavorare da remoto vivendo per periodi medio-lunghi in una città. Questo significa attrarre talenti, professionalità e nuove energie che contribuiscono alla vitalità economica, culturale e sociale del territorio».

«La presenza in città di centinaia di professionisti provenienti da diversi Paesi – prosegue il sindaco – conferma che Palermo possiede caratteristiche molto competitive: patrimonio culturale, clima, costo della vita sostenibile e una crescente infrastruttura digitale. Da tempo sosteniamo che i nomadi digitali non sono semplicemente turisti, ma veri e propri cittadini temporanei che vivono la città, frequentano i quartieri, utilizzano servizi e costruiscono relazioni. Per questo guardiamo a questo fenomeno come a una grande opportunità di sviluppo e di internazionalizzazione».

Secondo l’amministrazione comunale, l’attrattività crescente di Palermo comporta anche nuove responsabilità in termini di pianificazione urbana e servizi. L’obiettivo è adeguare l’ecosistema cittadino a questi nuovi abitanti temporanei, creando spazi di lavoro adeguati e modelli abitativi flessibili. In questa direzione si inseriscono progetti come l’innovation hub ai Cantieri culturali alla Zisa, oltre a iniziative di cohousing e nuovi modelli di condivisione degli spazi.

Il fenomeno interessa anche il settore turistico. Il nomadismo digitale favorisce infatti una forma di turismo più stabile e meno legata alla stagionalità, capace di generare ricadute economiche diffuse sul territorio. Per questo Confcommercio offrirà ai nuovi arrivati una carta dedicata con sconti e tariffe agevolate per servizi e attività locali.

A sostenere questo flusso sarà anche la Regione Siciliana, che ha previsto specifiche misure fiscali. L’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino ha ricordato i provvedimenti inseriti nella Legge di stabilità, tra cui il pay cut, un taglio del 50 per cento delle imposte per tre anni, fino al 2028, pensato per incentivare la permanenza di lavoratori da remoto e professionisti internazionali sul territorio.

Durante la settimana del festival si susseguiranno panel, workshop e incontri con speaker internazionali, oltre a esperienze diffuse tra Villa Niscemi e altri luoghi della città. L’obiettivo è costruire un confronto concreto tra istituzioni, imprese e comunità dei nomadi digitali per immaginare nuove politiche urbane e nuovi modelli di sviluppo.

«La conclamata attrattività di Palermo per i nomadi digitali – osserva l’assessore alla Rigenerazione urbana Maurizio Carta – è un primato che genera diverse responsabilità che come amministrazione intendiamo affrontare con lungimiranza. Da un lato dotando la città di luoghi del lavoro adeguati, come sta avvenendo ai Cantieri culturali alla Zisa ex Officine Ducrot con l’innovation hub, dall’altro lato adeguando l’intero ecosistema urbano a questi nuovi abitanti temporanei e alle loro peculiari esigenze».

«Io li chiamo abitanti modulari – continua Carta – perché per le loro caratteristiche non chiedono l’organizzazione tradizionale dei servizi di mobilità, cultura, salute e socialità, e nemmeno il loro stile di abitare è convenzionale. Il loro nomadismo è anche interno alla città e compongono il loro vivere in maniera modulare a seconda delle esigenze. Per questo stiamo pensando a un’idea urbanistica della città come servizio dove ognuno possa comporre la risposta più adeguata alle proprie esigenze, sempre più spesso condividendo gli spazi. Anche sulle politiche della casa stiamo attivando progetti di cohousing che vanno in questa direzione».

Palermo si propone così come uno dei principali hub mediterranei del lavoro remoto, un luogo dove turismo, innovazione e trasformazioni urbane iniziano a dialogare sempre più strettamente. In questo scenario, il nomadismo digitale non è soltanto una tendenza globale, ma una leva concreta per ripensare il futuro economico e sociale della città.

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