Let’s talk code: la visione di Coderful, da evento a “boutique conference” dell’innovazione
News - 10/06/2026
di Luisa Cassarà
Mentre molte conferenze tecnologiche nascono e si evolvono con modalità simili, Coderful sceglie di percorrere una strada diversa. L’evento dedicato a sviluppo software e intelligenza artificiale, in programma il 12 giugno a Catania, rivendica infatti una dimensione indipendente e una forte attenzione all’esperienza dei partecipanti.
Per Claudio Cocuzza, co-founder di Coderful e founder di ADD Design, il progetto è ormai qualcosa di più di una semplice conferenza: «Per me che non sono un tecnico, come i colleghi di Devmy, questo evento oltre ad essere “indie tech” ha adesso un sapore di “boutique conference“. Un evento tagliato su misura di un gruppo di persone, professionisti e appassionati, che ha una dimensione umana e lascia ancora spazio all’esperienza e allo scambio. Una full day experience che ti fa entrare a mani vuote e ti fa tornare a casa con la borsa piena di contatti, formazione e… tantissimi gadget! Per questa edizione abbiamo lanciato una community Telegram che speriamo faccia la differenza».
Un concetto condiviso anche da Francesco Sciuti, CEO di Devmy e co-founder dell’iniziativa: «Girando per tantissimi anni per conferenze, come speaker principalmente, ho potuto raccogliere ciò che di bello (ed anche di brutto in realtà) possono offrire questi eventi. Sono dei momenti che possono arricchire in maniera davvero unica e proprio in Coderful, che riteniamo essere una boutique conference, stiamo provando a mettere tutto ciò che abbiamo raccolto nell’esperienza. Proviamo sempre a tenere fuori tutto ciò che possa inquinare questa esperienza e ci auguriamo che venga apprezzato».
Anche Andrea Ortis, CTO di Devmy e co-founder di Coderful, sottolinea la volontà di mantenere l’attenzione sui contenuti: «Personalmente preferisco i fatti alle parole, e Coderful è esattamente questo. Contenuti di alto livello per chi ci mette davvero le mani, tanto cibo e tanta bella gente! Volevamo un posto dove si parlasse di codice e di tech in modo concreto e con leggerezza».
Un’identità costruita attorno alla community
Dietro la crescita dell’evento c’è una precisa scelta di posizionamento. Per Emanuele Fontana, Creative Director di ADD Design e co-founder di Coderful, il valore dell’iniziativa non si misura soltanto attraverso il programma o gli speaker coinvolti.
«Per me Coderful è anche un progetto di identità. Non basta mettere insieme speaker forti, sponsor e una bella location: devi costruire un mondo riconoscibile, un tono, un’esperienza che le persone sentano vera dal primo momento. Abbiamo sempre cercato di non sembrare una fiera, un evento istituzionale o una vetrina commerciale. Coderful deve restare una cosa viva, fatta da persone vere, con contenuti solidi e un modo tutto suo di stare al mondo».
Una visione che si riflette anche nella scelta di coinvolgere relatori autorevoli provenienti da aziende e realtà internazionali, mantenendo però un’atmosfera informale e aperta al confronto tra professionisti, studenti e appassionati.
Da conferenza a ecosistema di eventi
Negli anni Coderful ha ampliato progressivamente il proprio raggio d’azione. Nato come evento dedicato alla community degli sviluppatori, oggi è diventato un progetto che accompagna i partecipanti durante tutto l’anno.
«Abbiamo dato il via ad un concetto chiamato YEAR-ROUND TOGETHER per far diventare gli sponsor protagonisti di attività ed eventi per tutto l’anno. Consiste in un ciclo di Workshop e Meet Up organizzati insieme per portare l’esperienza di Coderful oltre la conferenza e la location di Catania», spiega Cocuzza.
Per Fontana la sfida principale è stata quella di crescere senza perdere la propria identità: «Coderful è cresciuto, ma la parte più delicata è farlo crescere senza snaturarlo. La sfida, dal mio punto di vista, è sempre stata tenere insieme autorevolezza e leggerezza: essere credibili nei contenuti, ma accessibili nel modo in cui ci raccontiamo. Oggi non è più solo una conferenza, sta diventando un ecosistema di incontri, workshop e relazioni, ma deve continuare ad avere quella stessa energia iniziale: quella di un progetto indipendente, curato, umano».
Anche Sciuti evidenzia l’evoluzione del progetto: «Coderful è partito (ancor prima dell’era Covid) come un esperimento per portare un’esperienza ricca e di valore anche al Sud e siamo felici che, pian piano, da singolo evento sia diventato un viaggio che dura tutto l’anno, che mette in contatto le persone, il mondo didattico e le aziende nelle quali lavorano. L’obiettivo è sempre lo stesso: provare a portare valore dove arriviamo, con dei temi trattati come si dovrebbe, senza un approccio commerciale, istituzionale o poco concreto… il motto è chiaro: let’s talk code!».
La formazione come motore della crescita
Oltre alla conferenza annuale, il progetto ha sviluppato negli anni una dimensione fortemente formativa. Workshop, meetup e iniziative come Road to Coderful e il Workshop Tour for Students hanno trasformato l’evento in una piattaforma di incontro tra professionisti, aziende e mondo accademico.
L’obiettivo è contribuire alla diffusione di competenze tecniche e favorire l’aggiornamento continuo in un settore in costante evoluzione come quello dello sviluppo software e dell’intelligenza artificiale. In questa prospettiva, il networking non viene considerato un elemento accessorio, ma parte integrante dell’esperienza.
Perché le relazioni contano ancora
In un settore sempre più digitale, gli organizzatori continuano a scommettere sul valore degli incontri dal vivo.
«Ora più che mai, le connessioni umane hanno un peso specifico e lasciano un segno indelebile. Perché privarcene? Poi troviamo che sia incredibile ricevere partecipanti da tutta Italia, oltre il 50% e alcune presenze che arrivano da paesi lontani, come Lituania o USA! Incredibile», osserva Cocuzza.
Una convinzione condivisa da Sciuti: «Siamo nati per stringere rapporti e vivere insieme, scambiando esperienze e stringendo relazioni ed oggi abbiamo chiaro quanto siano importanti. In un’era palesemente dominata da rapporti intangibili, è fondamentale vedersi negli occhi dal vivo (o come dico spesso in 3D!)».
Per Ortis, la capacità di creare relazioni è uno degli elementi distintivi della manifestazione: «A Coderful è facilissimo fare rete perché c’è un’atmosfera che ti trascina. Il calore del sud da noi non è solo una questione di meteo, è un’attitudine, è un modo di accogliere le persone e curare i dettagli. È un’energia contagiosa».
Catania come scelta strategica
Nonostante la crescita dell’evento e l’arrivo di partecipanti da tutta Italia, gli organizzatori non hanno mai preso in considerazione l’idea di spostare Coderful altrove.
«Catania è il nostro luogo del cuore, il centro del Mediterraneo dove lavoriamo ogni giorno. Abbiamo deciso di far convergere tutti qui, all’ombra del vulcano, per vivere un’esperienza diversa dal solito tran tran delle metropoli affollate», racconta Cocuzza.
Per Fontana si tratta di una scelta che va oltre il legame affettivo con il territorio: «Restare a Catania non è una scelta folkloristica. Non è solo sole, mare e bella atmosfera. È una scelta di progetto: dimostrare che una conferenza con ambizione nazionale può nascere anche fuori dai soliti circuiti, senza chiedere permesso. Per noi Catania non è una cartolina da usare come sfondo, è il punto da cui proviamo a costruire qualcosa che guarda molto più lontano».
Sciuti aggiunge: «Dico sempre: sei di Roma? Bene… ora hai la possibilità di scegliere se andare a fare esperienze simili a Milano o a Catania. Dipende solo dal desiderio di voler scendere o salire l’Italia!».
L’incontro tra due realtà complementari
Alla base di Coderful c’è la collaborazione tra due aziende con competenze differenti: Devmy, specializzata nello sviluppo software e nella formazione tecnica, e ADD Design, agenzia di comunicazione associata UNA.
Secondo Cocuzza, il successo della partnership deriva dalla capacità di valorizzare le rispettive competenze: «La sfida più grande che abbiamo raccolto è stata proprio quella di andare oltre l’amicizia tra noi e metterci in gioco su un progetto veramente tosto come una collaborazione continuativa. Un sodalizio che si è consolidato in tutti questi anni e ci ha lasciato lo spazio per esprimersi, ognuno con le sue peculiarità».
Sciuti sottolinea il valore umano del rapporto tra i team: «Coderful è possibile solo perché Devmy e ADD Design sono due realtà fatte da persone, per le persone. Nel mondo del lavoro è importante tenere lontano il concetto di famiglia, ma non quello dell’amicizia».
Per Ortis, il clima che si respira durante l’evento nasce proprio da questa sintonia: «Mettere insieme due aziende diverse per organizzare un evento del genere non è assolutamente una cosa scontata. La verità è che siamo uno staff molto coeso, dietro le quinte ci divertiamo. Credo che questa sia la nostra vera arma segreta».
Il sostegno delle aziende da tutta Italia
La crescita di Coderful è stata accompagnata anche da un crescente interesse da parte delle aziende del settore tecnologico, sia siciliane sia nazionali.
«Posso dire che siamo amati e cercati sia da aziende siciliane, grandi eccellenze di cui possiamo vantarci, che da nazionali che ci hanno rivolto il loro interesse. Succede che una piccola sponsorship l’anno dopo diventi una grande collaborazione e di questo ne siamo grati. Per noi è sinonimo di un lavoro di qualità che ci sta premiando, anno dopo anno», afferma Cocuzza.
Sciuti sintetizza così la risposta ricevuta dal mercato: «La risposta sino ad oggi è stata straordinaria».
Anche Ortis vede nel coinvolgimento degli sponsor un segnale della maturità raggiunta dal progetto: «Vedere aziende, sia del nostro territorio che del resto d’Italia, scommettere su di noi fa un certo effetto. Siamo cresciuti in dimensione senza però snaturarci o perdere quella dimensione informale che ci caratterizza».
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