Cultura ambientale e biodiversità: la tutela del mare parte dalla consapevolezza

Plastica, reti da pesca, rumore sottomarino, collisioni con le grandi imbarcazioni. Sono le quattro minacce che i cetacei, considerati “le sentinelle del mare”, affrontano ogni giorno a causa dell’impatto dell’uomo. Per raccontarle, Manfredi Ziino a scelto una strada insolita: un piccolo poema epico in chiave moderna, ispirato alla grande tradizione classica. Si intitola Perseade.

Ziino ne ha parlato a Favignana, in occasione di “S3 Sicilia – Storie di Innovazione“, l’appuntamento di Connessioni Digitali dedicato alla blue economy.

Le minacce per le sentinelle del mare

Il libro mette a fuoco i problemi che i cetacei si trovano a contrastare loro malgrado. Il primo è l’inquinamento da plastica. Poi ci sono le catture accidentali nelle reti da pesca, il cosiddetto bycatch, l’inquinamento acustico e le collisioni con le grandi imbarcazioni.

L’idea dell’autore è rileggere “le quattro grandi minacce del mare come se fossero dei mostri mitologici da contrastare”. Nel libro compaiono così Plastis, la regina delle reti invisibili, e Tonos, il signore del tuono sommerso. A fronteggiarli c’è una confraternita di eroi, i Difensori del soffio.

Dagli avvistamenti al racconto

La Perseade nasce dall’esperienza diretta. Lo spunto sono gli avvistamenti e le attività di monitoraggio dei cetacei svolti a bordo della barca a vela Persea, da cui deriva anche il titolo. Le avventure dei protagonisti si sviluppano proprio attraverso le esperienze vissute a bordo.

Anche l’ambientazione dialoga con la tradizione: la storia si svolge nelle isole Egalos, un richiamo alle Egadi che rimanda all’Odissea, fonte d’ispirazione dell’opera. L’obiettivo resta la sensibilizzazione: usare il linguaggio del mito per rendere più vicine questioni ambientali complesse.

Una questione di attenzione

Il messaggio centrale del libro riguarda la responsabilità di ciascuno. Secondo Ziino, queste minacce”non derivano dalla cattiveria dell’uomo, ma dalla mancanza di attenzione”. Spesso, osserva, non ci rendiamo conto dell’impatto di gesti quotidiani. Basta pensare ai prodotti usati sotto la doccia: sceglierli biodegradabili conta, perché in un modo o nell’altro finiscono in mare.

Lo stesso vale per la plastica. “La plastica di per sé non è un problema”, sottolinea Ziino, ricordando quanto abbia semplificato la vita quotidiana. “Il problema è la mancanza di un corretto ciclo di riciclo e di riutilizzo”. L’obiettivo è far capire che “ciascuno di noi può effettivamente attraverso piccoli gesti cercare di rispettare maggiormente l’ecosistema”.

In mare, le regole del rispetto

I piccoli gesti valgono anche in navigazione. Quando si noleggia un’imbarcazione, spiega Ziino, è importante rispettare le distanze di sicurezza. Se si ha la fortuna di avvistare dei cetacei, bisogna conoscere le buone pratiche per avvicinarli senza disturbarli. “Ricordiamoci sempre che siamo noi, tra virgolette, gli invasori del loro ecosistema e non il contrario”.

È un richiamo che pesa in particolare nei territori dove turismo e mare sono strettamente legati. Durante l’evento, il biologo marino Franco Andaloro ha ricordato come i cambiamenti stiano già trasformando gli ecosistemi del Mediterraneo. In questo quadro, la tutela dei cetacei passa anche dalla cultura: un racconto può arrivare dove i dati faticano, e trasformare la conoscenza in comportamenti.

Progetto cofinanziato dalla Regione Siciliana, Assessorato per le Attività Produttive, iniziativa “Sicilia che piace” – Capitolo di Bilancio 342525.

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