Da Ortigia parte il piano di Confindustria per valorizzare il capitale umano
News - 22/10/2025
di Antonio Giordano
Riccardo Di Stefano, delegato del presidente di Confindustria per Education e Open Innovation, lancia un appello chiaro dalle colonne de Il Sole 24 Ore: “Dobbiamo far risaltare talento, conoscenza, tecnologia e produttività”.
Il punto di partenza è il dato demografico che più preoccupa: entro il 2050, in Italia, i giovani sotto i 14 anni rappresenteranno appena l’11,2% della popolazione. “Un numero che tutti noi, imprese, comunità e politica, dobbiamo scolpire in memoria”, spiega Di Stefano.
“Significa meno giovani, meno innovazione, meno capacità di investire nel futuro. Serve una reazione che rimetta al centro il capitale umano”.
Il Forum di Ortigia: 11,2 obiettivi per un nuovo patto generazionale
È da questa consapevolezza che nasce il Forum di Ortigia (23 e 24 ottobre), dedicato a Education e Open Innovation. L’obiettivo è presentare “11,2 obiettivi per un futuro ancora da scrivere”: un piano di proposte per costruire un nuovo patto generazionale, con un’“alleanza di cittadinanza” tra imprese e istituzioni.
“Dobbiamo superare una visione catastrofista” – afferma Di Stefano – “e passare a un approccio costruttivo: la sfida demografica non è solo un problema, ma anche una leva di cambiamento per welfare, scuola, impresa e innovazione”.
Competenze, formazione continua e ruolo delle imprese
Al centro del progetto c’è la valorizzazione del talento: “Serve trattenere e attrarre competenze, formare i giovani con percorsi adeguati, rafforzare la partecipazione femminile e orientare meglio le scelte formative”. Le imprese, secondo Di Stefano, devono essere in prima linea: “Il futuro richiede nuovi equilibri. L’automazione non sostituirà l’uomo, ma creerà nuove competenze. Imprese, istituzioni e scuole devono diventare laboratori di produttività, dove la formazione continua sia parte della quotidianità”.
Il nodo principale è quello della formazione permanente: in Italia solo il 6,6% degli adulti partecipa a percorsi di aggiornamento, contro una media europea molto più alta. “Così si riduce non solo la produttività, ma anche la capacità di reagire al cambiamento tecnologico. Dobbiamo generare nuove competenze digitali e favorire la collaborazione tra pubblico e privato”.
Capitale umano e politiche industriali: la sfida è europea
Di Stefano sottolinea anche il ruolo dell’Europa e delle politiche industriali: “Siamo di fronte a una sfida di scala continentale. Solo un Paese che investe nel sapere e nella conoscenza può essere competitivo”.
Per questo, aggiunge, “è fondamentale passare dalle parole ai fatti: abbiamo un grande capitale umano, ma servono percorsi di crescita condivisi e una visione di sistema”.
Il Forum di Ortigia sarà dunque un’occasione per definire strategie comuni su educazione, innovazione e capitale umano, coinvolgendo imprese, università, istituzioni e giovani. “Il futuro — conclude Di Stefano — non si eredita, si costruisce. E possiamo farlo solo investendo nelle persone”.
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