Informazione infrastruttura dell’innovazione: quando i contenuti diventano sistema

Non è solo un mezzo. Non è più soltanto un prodotto. L’informazione, oggi, è una vera infrastruttura dell’innovazione. È da questa consapevolezza che ha preso forma il panel “L’informazione come infrastruttura dell’innovazione”, del Premio Innovazione Sicilia 2025: un confronto che ha messo al centro il ruolo dei contenuti come flusso vivo, continuo, capace di connettere ricerca, impresa e società.

Un’idea che Innovation Island pratica ogni giorno e che, durante il panel, è stata osservata da più angolazioni: tecnologica, editoriale, istituzionale. Con una domanda di fondo tutt’altro che scontata: come si costruisce oggi un ecosistema informativo che non si limiti a raccontare l’innovazione, ma la renda operativa?

Community: quando l’ecosistema smette di essere astratto

Il punto di partenza è chiaro: senza informazione non esiste ecosistema. Ma non basta produrre notizie – o contenuti. Serve creare contesti, spazi, relazioni. Serve un’infrastruttura capace di trasformare l’utente da lettore passivo ad attore partecipativo.

È in questo spazio che si colloca Community, la piattaforma proprietaria sviluppata dalla tech company Digitrend: non un social, non un gestionale, bensì un “motore” di connessioni.

A spiegarne la visione è stato Gianni Messina, CTO di Digitrend. La sua è una lettura che parte dall’editoria digitale, ma va ben oltre. Community è in grado di intercetta l’utente per accompagnarlo dentro un ecosistema, costruendo attorno a lui servizi, esperienze e occasioni di partecipazione.

La piattaforma nasce osservando le dinamiche dei social network, ma ne ribalta la logica. Le replica in uno spazio protetto, intenzionale, progettato sui bisogni reali delle persone. Qui l’utente non scorre: vive molteplici esperienze. Può diventare autore e lettore consapevole, partecipare a un evento, costruire relazioni, accedere a percorsi formativi.

Il principio è semplice, ma difficile da realizzare: mettere l’utente al centro. Non come target, ma come nodo attivo. Attorno a lui si aggregano servizi, contenuti, opportunità. Un modello che parte dai giornali online e arriva agli eventi, dalla narrazione all’azione.

Giornalismo e tecnologia: un’osmosi necessaria

A sottolineare il valore dei contenuti è stato il giornalista Nino Amadore, che ha moderato il panel: la tecnologia è uno strumento potente, ma non è neutro. Può essere un criterio, una leva, ma impone una riflessione profonda sulla produzione dell’informazione.

Il rischio, altrimenti, è quello di confondere velocità con qualità. O connessione con senso. In un ecosistema dell’innovazione, l’informazione deve mantenere una funzione ordinatrice, capace di dare contesto e profondità.

Ed è su questo punto che è intervenuto Roberto Gueli, vicedirettore TGR Rai, con un’esperienza che attraversa quarant’anni di professione giornalistica. Un percorso iniziato in un’epoca senza le tecnologie attuali, ma che oggi non si chiude alla loro evoluzione.

La tecnologia, ha spiegato, è la linfa dell’attualità e del futuro. Cambia la fruizione della notizia, la rende immediata, pervasiva. Respingere questo processo significa perdere il contatto con la realtà. Ma accoglierlo senza regole espone a un altro rischio: quello delle fake news, costruite o amplificate.

Il nodo, allora, è trovare una strada comune. Un’osmosi tra giornalismo e tecnologia che consenta di stare al passo con i tempi, senza rinunciare a etica, regole e responsabilità. È qui che l’infrastruttura informativa diventa decisiva.

Il ruolo delle istituzioni: il Fondo per l’Editoria

A completare il quadro è stato l’intervento di Alessandro Dagnino, Assessore dell’Economia della Regione Siciliana, che ha richiamato l’attenzione sul Fondo per l’Editoria della Regione Siciliana. Un segnale istituzionale importante, che riconosce il valore strategico dell’informazione come asset pubblico, soprattutto in territori che vogliono costruire un futuro basato su competenze, innovazione e partecipazione.

La misura mette in campo oltre 4 milioni di euro l’anno per il triennio 2026-2028 e si rivolge a un perimetro ampio di soggetti, che include imprese editoriali cartacee e digitali, emittenti radiofoniche e televisive locali, agenzie di stampa e operatori dell’editoria libraria legata alla cultura siciliana.

Informazione come infrastruttura viva

Il panel ha restituito un messaggio netto: l’informazione non è un elemento accessorio dell’innovazione. È la sua infrastruttura invisibile. Quella che connette mondi diversi, che rende leggibili i processi, che trasforma le comunità in ecosistemi.

Community ha dato una forma concreta a questa visione: non limitarsi a raccontare l’innovazione, ma crearne le condizioni; non sommare utenti, ma costruire relazioni; non produrre rumore, ma senso.

È una sfida aperta. E, come emerso dal palco del Premio Innovazione Sicilia 2025, è una sfida che passa inevitabilmente dall’informazione. Quando smette di essere solo contenuto e diventa sistema.

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