Regione Siciliana e UniPa (DSEAS), la riforma della PA passa dalle competenze

Innovare la Pubblica Amministrazione non significa soltanto digitalizzare procedure o introdurre nuove piattaforme. Significa soprattutto mettere le persone nelle condizioni di utilizzare nuovi strumenti, comprendere nuove regole e modificare concretamente i processi di lavoro. È da questa prospettiva che va letto l’accordo sottoscritto tra il Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche (SEAS) dell’Università degli Studi di Palermo e l’Assessorato regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica della Regione Siciliana. L’intesa prevede un percorso di formazione dedicato ai dipendenti dell’Amministrazione regionale sui principi della contabilità Accrual, il nuovo sistema di contabilità economico-patrimoniale verso il quale si sta muovendo la Pubblica Amministrazione italiana. La formazione sarà affidata ai docenti del Dipartimento SEAS.

Una riforma che riguarda tutta la PA

Il passaggio all’Accrual non nasce in Sicilia. Fa parte della Riforma 1.15 del PNRR, finalizzata a dotare le Pubbliche Amministrazioni italiane di un sistema unico di contabilità economico-patrimoniale. La Ragioneria Generale dello Stato ha definito un quadro composto da principi comuni, 18 standard contabili ITAS e un piano dei conti multidimensionale. L’obiettivo è costruire informazioni economiche e patrimoniali maggiormente omogenee e confrontabili tra le diverse amministrazioni pubbliche. La fase pilota ha già coinvolto Regioni, Province autonome, grandi Comuni, università, enti del Servizio sanitario nazionale, Camere di commercio, Autorità portuali e numerose altre amministrazioni nella predisposizione degli schemi relativi all’esercizio 2025. Non si tratta dunque soltanto di imparare nuove procedure contabili. Cambia il modo in cui l’amministrazione rappresenta economicamente la propria attività, il patrimonio, i costi e le obbligazioni. Ed è proprio qui che entra in gioco il tema delle competenze.

Il vero problema dell’innovazione pubblica

Le trasformazioni della PA vengono spesso raccontate attraverso norme, investimenti e tecnologie. Molto meno attraverso la capacità delle organizzazioni di assorbirle. Ma tra l’approvazione di una riforma e la sua applicazione esiste uno spazio decisivo: quello del capacity building. Significa costruire all’interno delle amministrazioni conoscenze, competenze professionali e capacità organizzative sufficienti a rendere effettivo un cambiamento. Il rischio, altrimenti, è conosciuto: introdurre strumenti nuovi continuando a lavorare con logiche vecchie. L’accordo tra Regione Siciliana e Università di Palermo assume quindi un significato che supera il singolo corso. Mette in relazione la produzione di conoscenza dell’università con un bisogno operativo dell’amministrazione pubblica. Alla firma hanno partecipato il direttore del Dipartimento SEAS Marcantonio Ruisi, l’assessore regionale alle Autonomie Locali e alla Funzione Pubblica Elisa Maria Lucia Ingala e il dirigente generale del Dipartimento della Funzione Pubblica e del Personale Salvatrice Rizzo.

Università e amministrazione, il trasferimento di conoscenza diventa operativo

Il punto interessante è proprio il modello di collaborazione. L’università non interviene soltanto come luogo nel quale si produce ricerca, ma come soggetto capace di trasferire competenze all’interno delle istituzioni. La Regione, dall’altra parte, riconosce che una trasformazione organizzativa richiede un investimento sulle persone chiamate ad attuarla. «Questa collaborazione conferma il ruolo dell’Università degli Studi di Palermo, per il tramite del Dipartimento SEAS, come partner strategico delle istituzioni nel promuovere l’innovazione, la formazione continua e il trasferimento delle conoscenze al servizio del territorio e della Pubblica Amministrazione», ha spiegato Ruisi presentando l’accordo. È un terreno sul quale si misura una parte importante della capacità innovativa della Sicilia. Perché una Pubblica Amministrazione più moderna non nasce semplicemente dall’acquisto di tecnologia né dalla produzione di nuove norme. Nasce quando competenze, organizzazione e strumenti riescono a cambiare insieme. Ed è forse questa la lezione più interessante dell’accordo tra UniPa e Regione: l’innovazione istituzionale comincia quando la conoscenza diventa capacità di agire.