Serre intelligenti e smart glasses: a Ragusa il futuro dell’orticoltura mediterranea
Agroalimentare - 09/07/2026
di Redazione
Ragusa è stata per tre giorni il centro di un confronto internazionale sull’innovazione tecnologica applicata alla serricoltura mediterranea. Si è concluso il Sicily Camp PROTECHMED, iniziativa dedicata alla transizione ecologica e digitale del comparto orticolo, con il workshop “Co-design of technological solutions for sustainable horticulture in the Mediterranean region”, ospitato nell’Aula Magna del Consorzio Universitario di Ragusa Ibla. L’appuntamento, coordinato da Svi.Med. ETS in collaborazione con l’Università di Catania, si inserisce nel progetto europeo PROTECHMED – Promoting innovative solutions for the Technological Transition of the Mediterranean horticultural sector, cofinanziato dal programma Interreg NEXT MED 2021/2027.
Al centro dei lavori, il futuro delle colture protette nel Mediterraneo: gestione intelligente delle risorse, riduzione degli sprechi, tecnologie digitali, agrivoltaico, idroponica, biologico, sistemi IoT e nuove forme di assistenza tecnica da remoto.
Il Mediterraneo come laboratorio agritech
Il Sicily Camp ha coinvolto partner istituzionali, centri di ricerca, imprese e organizzazioni provenienti da Italia, Grecia, Tunisia, Turchia, Libano e Malta, con l’obiettivo di condividere soluzioni e buone pratiche per rendere l’orticoltura mediterranea più sostenibile, efficiente e resiliente. La Sicilia sud-orientale, e in particolare il territorio ragusano, si conferma così un laboratorio naturale per l’innovazione agricola. Qui convivono produzioni in ambiente protetto, imprese specializzate, sperimentazioni su coltivazioni fuori suolo, sistemi di monitoraggio e nuove tecnologie per la gestione dell’acqua, dell’energia e dei nutrienti.
Ad aprire i lavori conclusivi è stato il professor Pierluigi Catalfo, presidente del Corso di Laurea in Management delle Imprese per l’Economia Sostenibile dell’Università di Catania a Ragusa, che ha sottolineato il valore culturale e manageriale dell’iniziativa. Secondo Catalfo, progetti come PROTECHMED rappresentano un campo di prova importante per le colture mediterranee protette, ma anche un’occasione di collaborazione tra Paesi, competenze e modelli di sviluppo.
AGROVISION, gli smart glasses per la serra del futuro
Uno dei momenti più significativi del Sicily Camp è stato il debutto ufficiale di AGROVISION, un sistema di smart glasses pensato per l’assistenza tecnica a distanza e il monitoraggio avanzato delle serre. Il funzionamento integra sensori, centraline e piattaforme digitali. I dispositivi installati in serra raccolgono dati ambientali e agronomici, come temperatura, umidità, irrigazione e altri parametri utili alla gestione delle colture. Le informazioni vengono elaborate da una piattaforma software e rese disponibili attraverso una dashboard. L’operatore in serra, indossando gli smart glasses, può visualizzare i dati in tempo reale e interagire con la piattaforma. Allo stesso tempo può ricevere supporto da tecnici o agronomi collegati da remoto, anche in sessioni multicall. La tecnologia consente inoltre la generazione automatica di report digitali in PDF, completi di immagini e annotazioni, migliorando tracciabilità e qualità dell’intervento tecnico.
Per Giovanni Iacono, presidente di Svi.Med. ETS, si tratta di un progetto capace di cambiare il modo in cui vengono gestite le colture. L’assistenza da remoto può permettere a un tecnico fitosanitario o a un agronomo di valutare lo stato delle piante senza essere fisicamente sul posto, individuando criticità e patologie in tempi più rapidi. La traduzione automatica integrata contribuisce inoltre a superare le barriere linguistiche tra partner internazionali.
Le visite nelle aziende: aeroponica, IoT, idroponica e agrivoltaico
I primi due giorni del Sicily Camp sono stati dedicati alle visite tecniche in aziende del territorio che stanno sperimentando soluzioni avanzate per l’agricoltura mediterranea. Il percorso è iniziato a Ispica, con la visita alla serra aeroponica del progetto INTESA presso Moncada OP, ed è proseguito a Donnalucata, nell’azienda Causarano, dove i partecipanti hanno potuto osservare applicazioni basate su sensori e Internet of Things. La seconda giornata ha portato i partner a Vittoria, nell’azienda agricola Isolagrande srl, specializzata in coltivazioni idroponiche, poi nell’area di Punta Braccetto per conoscere le serre agrivoltaiche di Serra Archimede di REGRAN, e infine presso l’azienda agricola Alba Bio, impegnata nelle coltivazioni biologiche.
Le visite hanno permesso di mettere a confronto approcci diversi: biologico, fuori suolo, idroponica, sensoristica, agrivoltaico e sistemi digitali di gestione. Un’occasione concreta di trasferimento di know-how, utile a costruire collaborazioni tra imprese, ricerca e istituzioni.
Living Lab e co-progettazione
La giornata conclusiva si è sviluppata attorno alla metodologia del Living Lab, con gruppi di lavoro paralleli dedicati a cinque ambiti di innovazione.
I partecipanti si sono confrontati su digitalizzazione e sistemi fuori suolo, assistenza remota tramite smart glasses, sensori avanzati, vertical farming, gestione intelligente dell’acqua attraverso piattaforme IoT e sistemi di supporto alle decisioni, biologico e gestione avanzata dei nutrienti.
Ampio spazio è stato riservato anche agli incontri B2B, pensati per trasformare le osservazioni emerse durante le visite in campo in possibili piani operativi. I temi più discussi hanno riguardato l’ottimizzazione delle performance produttive, la riduzione degli sprechi, l’efficienza energetica, la gestione integrata dei parassiti e l’economia circolare.
Innovazione agricola, territorio e sostenibilità
Il progetto ha confermato la centralità della cosiddetta quadrupla elica: mondo accademico, imprese, pubbliche amministrazioni e società civile. L’obiettivo non è soltanto introdurre nuove tecnologie, ma adattarle ai bisogni reali dei territori e delle aziende.
Una rete che continua
Il Sicily Camp non si esaurisce con la tre giorni ragusana. PROTECHMED ha attivato anche un gruppo Telegram dedicato, pensato per mantenere viva la rete di attori interessati ai temi del progetto e favorire la continuità del confronto tra partner, imprese e stakeholder. Il messaggio che arriva da Ragusa è chiaro: l’agricoltura mediterranea del futuro sarà sempre più digitale, sostenibile e collaborativa. E la Sicilia può giocare un ruolo da protagonista, mettendo a sistema competenze, imprese, ricerca e tecnologie capaci di generare valore reale nei territori.