SEWAT – energia dalle onde frangenti

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Quando le onde del mare si infrangono, una gigantesca quantità di energia va incontro a una naturale e rapida dissipazione. Questo fenomeno porta con sé un impatto distruttivo ben visibile: l’erosione costiera, vera e propria testimone dell’imponente spreco, seppur invisibile, di una risorsa preziosa. Da sempre, la risposta tradizionale a questa criticità è consistita unicamente nel favorire la dissipazione dell’energia del moto ondoso (barriere frangiflutti di varia geometria), cercando di attenuarla prima che potesse impattare sulla costa. Ancora oggi ci sono eminenti centri di ricerca che studiano, sperimentano e impiegano molte risorse per concepire nuove soluzioni, ma sempre sulla scia della stessa e unica scuola di pensiero.

In questo scenario, SEWAT si propone come una vera e propria tecnologia di rottura, ponendosi in totale antitesi rispetto ai metodi del passato. Anziché limitarsi a subire o smorzare passivamente l’azione del mare dissipando l’energia delle onde, la soluzione SEWAT intercetta, recupera e ricicla tutto il cascame energetico dell’intero fronte delle onde frangenti prima che si dissipi. Pur essendo concettualmente molto semplice, SEWAT risulta altamente produttivo poiché, in definitiva, agisce come un collettore che replica in modo ordinato lo scenario naturale, captando tutta l’acqua e tutta l’energia dell’onda per tutta la sua lunghezza.

In estrema sintesi, il sistema è costituito da una vasca che può trovare collocazione sul lato esposto alle onde dei frangiflutti, delle dighe foranee o posizionata al posto delle difese costiere. Il lato della vasca esposto alle onde è attrezzato per intrappolare l’acqua dell’onda che si infrange all’interno della struttura. L’energia si ottiene sfruttando molteplici vettori: il flusso di travaso in mare dell’acqua intrappolata, il movimento degli organi captanti, il “colpo d’ariete” residuo che si genera nella vasca e la continua variazione del livello dell’acqua al suo interno.

Da questa intuizione derivano molteplici benefici integrati. Da un lato si ottiene la protezione attiva della costa dall’erosione, riducendo l’impatto sulla linea di costa; dall’altro si genera energia sostenibile e pulita direttamente dal moto ondoso. Inoltre, la struttura e le modalità operative di SEWAT offrono un valido presidio ambientale: il sistema consente infatti di catturare rifiuti e plastiche galleggianti responsabili dell’inquinamento marino, permettendo al contempo la cattura momentanea e il monitoraggio delle specie ittiche prima del loro sicuro rilascio in acqua.

Il tutto avviene nel pieno rispetto dell’ambiente, senza la produzione di scorie o emissioni di CO2. L’energia ottenuta non è sottratta ad altri ecosistemi e il sistema è intrinsecamente sicuro nei confronti della popolazione e dell’ambiente. SEWAT rappresenta così un modello concreto di economia circolare, unendo la lotta allo spreco alla tutela degli ecosistemi e all’uso razionale delle risorse naturali, creando anche condizioni favorevoli per lo sviluppo di attività indotte in ambito marittimo (itticoltura, diporto, balneazione, cantieristica, ecc.).

A conferma della validità della tecnologia, abbiamo già svolto test approfonditi su modelli e su un prototipo installato in mare in condizioni reali, interamente finanziati con fondi propri. Le prove hanno dimostrato sul campo che il sistema funziona efficacemente. Oggi siamo alla ricerca di partner strategici e industriali per condividere il progetto e costituire un consorzio finalizzato a partecipare ai bandi di finanziamento per proseguire lo sviluppo e lo scaling-up della tecnologia

Luogo: Mare, ViaGallipoli , 71, BRINDISI, BRINDISI, PUGLIA

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