Sicilia 2024-2029: la sfida dell’AI e il “collo di bottiglia” delle competenze digitali

I dati analizzati dal prof. Giuseppe Italiano (in foto), tracciano il quadro del contesto attuale.

Il contesto economico: crescita record e fragilità strutturali. Nel 2024, l’economia della Sicilia ha mostrato una vitalità superiore alla media nazionale, con una crescita del PIL stimata all’1,3% e un incremento record degli occupati del +5,2%, posizionando la regione ai primi posti in Italia per dinamismo del mercato del lavoro. Tuttavia, questa espansione è minacciata da una debolezza strutturale: la produttività del lavoro ha subito una contrazione del 2% tra il 2022 e il 2024 a livello nazionale, rendendo l’adozione delle tecnologie digitali non più opzionale, ma vitale per la tenuta del sistema.

La domanda di innovazione: l’IA al centro delle strategie aziendali. Le imprese siciliane dimostrano una forte propensione all’innovazione: oltre il 40% considera la trasformazione digitale una priorità strategica (contro il 35% della media nazionale). Il mercato digitale in Sicilia ha un valore di circa 2,6 miliardi di euro, evidenziando una domanda forte che non viene soddisfatta dall’offerta formativa attuale. L’Intelligenza Artificiale (IA) emerge come il principale driver: sebbene oggi solo il 5% delle aziende siciliane la utilizzi correntemente, ben il 23% ha pianificato investimenti specifici in IA entro il 2025.

Il “collo di bottiglia”: un mismatch che costa miliardi. Il principale ostacolo alla crescita è il divario tra domanda e offerta di competenze (mismatch).

  • Difficoltà di reperimento: Il 60,1% delle imprese italiane segnala difficoltà nel trovare profili digitali adeguati, principalmente per mancanza di candidati (36,9%) o competenze inadeguate (23,3%). Le imprese siciliane incontrano significative difficoltà nel reperire profili con competenze digitali avanzate. Per le tecnologie 4.0, incluse l’intelligenza artificiale e l’analisi dei dati, la difficoltà di reperimento sfiora o supera il 39-40%.
  • Impatto economico: A livello nazionale, questo disallineamento ha generato nel 2022 una perdita di valore aggiunto stimata in circa 38 miliardi di euro.
  • Tempi di attesa: Per reperire uno specialista ICT (Information and Communication Technology), un’azienda siciliana impiega in media 4,1 mesi. Le figure più ricercate sono specialisti in AI, data analyst, esperti di cybersecurity e tecnici specializzati nella gestione di sistemi digitali integrati.

La risposta formativa: Eccellenze accademiche e ITS Academy. Il sistema formativo siciliano sta reagendo con percorsi ad alta specializzazione:

  • Università: Gli atenei di Palermo, Catania, Messina ed Enna hanno attivato corsi magistrali e Master in Data Science, Applied AI e Cybersecurity per formare gli “AI Specialist” richiesti dal mercato.
  • ITS Academy: Gli Istituti Tecnologici Superiori (come Steve Jobs Academy, ITS Volta, ITS Demos, Its Madonie) registrano tassi di occupabilità superiori al 90% grazie a una didattica pratica dove il 90% dei docenti proviene dal mondo aziendale.

Tuttavia, la sfida rimane quella di attrarre un numero sufficiente di studenti verso queste discipline tecnico-scientifiche (STEM) per colmare il divario quantitativo segnalato dalle imprese.

Politiche attive e PNRR: 78 milioni per il re-skilling. Per colmare il gap, la Regione Siciliana ha messo in campo il Programma GOL (Garanzia Occupabilità dei Lavoratori), finanziato dal PNRR con oltre 78 milioni di euro (Avviso 6/2025). Il piano prevede di formare oltre 35.000 cittadini siciliani, garantendo a ogni partecipante almeno 40 ore di formazione obbligatoria sulle competenze digitali avanzate (DigComp 2.2). Parallelamente, il Piano Triennale della Transizione Digitale 2024-2026 della Regione punta a digitalizzare sanità e beni culturali attraverso l’uso di Big Data e IA.

Prospettive 2025-2029: verso una nuova complessità. Entro il 2029, il mercato del lavoro richiederà tra 3,3 e 3,7 milioni di occupati a livello nazionale. La domanda sarà polarizzata: il 37% dei fabbisogni riguarderà laureati STEM e diplomati ITS, mentre la richiesta di bassa scolarizzazione scenderà drasticamente al 12%. L’IA non sostituirà il lavoro, ma ne aumenterà la complessità: il “fattore umano” resterà decisivo per governare la tecnologia e recuperare la produttività perduta.

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