STEP-OL, Italia e Tunisia unite per un’olivicoltura resiliente tra innovazione e citizen science

Con il progetto transfrontaliero STEP-OL, Italia e Tunisia uniscono ricerca scientifica, agricoltura di precisione e partecipazione civica per affrontare la crisi climatica e guidare un cambiamento culturale nel Mediterraneo, rafforzando la resilienza della filiera dell’ulivo.

Cooperazione mediterranea per una nuova olivicoltura

Una nuova agricoltura è possibile. Più resiliente, tecnologica, consapevole e cooperativa. È il messaggio di STEP-OL, progetto di cooperazione transfrontaliera tra Italia e Tunisia che punta a costruire un modello di olivicoltura mediterranea innovativa e sostenibile, che si inserisce nel programma Interreg NEXT Italie-Tunisie, con il cofinanziamento dell’Unione Europea. L’obiettivo è affrontare le sfide sistemiche poste dal cambiamento climatico attraverso strumenti scientifici avanzati e un forte coinvolgimento territoriale.

L’iniziativa, che in questi giorni è stata presentata in Sicilia, si fonda anche sulla Citizen Science, definita come una frontiera innovativa dell’attività di ricerca scientifica in cui il pubblico svolge un ruolo attivo nella raccolta e nell’analisi dei dati. Non è solo una strategia partecipativa. È un metodo efficace per affrontare sfide ambientali e sociali, migliorare l’apprendimento scientifico e collegare le evidenze ai processi decisionali

Tecnologie avanzate per la diagnosi precoce

Tra i temi centrali emersi del progetto, la diagnosi precoce delle fitopatie tramite droni e sensoristica avanzata. Dispositivi multispettrali e software predittivi consentono di individuare alterazioni fisiologiche invisibili all’occhio umano.

Alcuni strumenti già esistenti, sono stati riadattati dal Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria (CREA) per il monitoraggio delle piante. Questo adattamento dimostra come l’innovazione tecnologica possa essere trasferita da un ambito sanitario a quello agricolo.

Secondo i tecnici del progetto, un intervento tempestivo può ridurre fino al 30% le perdite di prodotto vendibile. Il risultato incide direttamente sulla redditività delle aziende e sulla sostenibilità complessiva del sistema produttivo.

Aziende pilota e protocolli replicabili

Le soluzioni sviluppate saranno testate in aziende pilota in Sicilia e Tunisia, selezionate per rappresentare diverse condizioni climatiche e strutturali. Il CREA coordinerà le attività di sperimentazione sul campo. L’obiettivo è validare protocolli operativi replicabili. Le ricadute attese riguardano l’aumento dell’efficienza delle pratiche colturali, l’ottimizzazione delle risorse idriche e il miglioramento della qualità del prodotto.

Un partenariato per l’impatto di lungo periodo

Il progetto STEP-OL si fonda su un partenariato articolato. Capofila è la Società Cooperativa Produttori Olivicoli – APO. Partecipano CREA DC – Centro Difesa e Certificazione, SVI.MED. ETS – Centro Euromediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile, i partner tunisini INAT (Institut National Agronomique de Tunisie) e SMBSA (Société Mutuelle de Base des Services Agricoles). Partner associati sono CIA Sicilia e l’Institut de l’Olivier de Sousse.

L’ambizione è costruire un ecosistema di cooperazione agroecologica capace di generare impatto strutturale e duraturo.

Clima e Mediterraneo: una sfida sistemica

La cornice scientifica è chiara. Secondo i dati pubblicati da WWF e MedECC, il bacino del Mediterraneo si riscalda del 20% più rapidamente rispetto alla media globale. Entro il 2050 si prevede una riduzione tra il 12 e il 22% delle rese agricole, una diminuzione fino al 15% della disponibilità di acqua dolce e una perdita di biodiversità che può colpire il 20% delle specie.

Gli impatti economici stimati ammontano a decine di miliardi di euro ogni anno, con effetti diretti su agricoltura, turismo e pesca. In questo scenario, progetti come STEP-OL non rappresentano solo innovazione tecnica. Sono strumenti di adattamento climatico e di trasformazione culturale.

STEP-OL propone un cambio di paradigma. L’olio extravergine diventa prodotto nutraceutico, tracciabile, certificato. L’olivicoltura assume una dimensione strategica nella costruzione di una narrazione mediterranea fondata su qualità, benessere e sostenibilità.

La cooperazione Italia-Tunisia assume così un valore politico e culturale oltre che agricolo. Ricerca, agricoltura di precisione e partecipazione civica convergono in un modello che punta a rafforzare la resilienza del territorio e a guidare un cambiamento strutturale nel Mediterraneo.

L’obiettivo è chiaro: migliorare il monitoraggio delle piante, prevenire patologie e contrastare fenomeni di stress idrico, con un impatto diretto sulla qualità e sulla sostenibilità della produzione olivicola. Rafforzare la resilienza degli oliveti attraverso strumenti innovativi di partecipazione pubblica.

I dieci principi europei della scienza partecipativa

Il progetto STEP-OL si richiama ai 10 principi della European Association for Citizen Science (ECSA, 2015). Tra i punti chiave:

  • il coinvolgimento attivo dei cittadini in processi scientifici che generano nuove conoscenze;
  • il contributo concreto alla scienza e alle politiche ambientali;
  • il beneficio reciproco tra ricercatori e partecipanti;
  • l’accesso aperto ai dati e la pubblicazione dei risultati in formato open access;
  • l’attenzione a questioni legali ed etiche, come copyright, proprietà intellettuale e tutela dei dati.

I progetti vengono valutati non solo per la qualità scientifica, ma anche per l’impatto sulla società e sulle politiche pubbliche. Questo elemento è centrale in un settore strategico come l’olivicoltura mediterranea, esposta a cambiamenti climatici, fitopatie e pressione sui mercati.

STEP-OL: cittadini e olivicoltori in prima linea
Nel contesto del progetto, la Citizen Science assume una dimensione operativa. Consumatori, cittadini e proprietari di oliveti sono coinvolti nel monitoraggio diretto delle piante. Le azioni previste includono:

  1. l’organizzazione di un open day per presentare il progetto e attivare la partecipazione pubblica;
  2. la creazione di una community digitale, ad esempio tramite un canale Telegram, per condividere segnalazioni e fotografie di piante sospette;
  3. la partecipazione attiva alla raccolta dei dati;
  4. il coinvolgimento nelle fasi di sperimentazione previste dagli obiettivi progettuali.

Il monitoraggio collaborativo consente di intercettare precocemente segnali di malattie o carenze idriche. Questo modello rafforza la prevenzione e favorisce una gestione più tempestiva degli oliveti.

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