STMicroelectronics presenta l’accordo di programma: investimenti miliardari e sviluppo per la Sicilia

Trentatré pagine di slide per definire una traiettoria industriale che guarda al 2034 e che colloca il polo di Catania al centro della strategia europea dei semiconduttori. L’accordo di programma illustrato da Giuseppe Notarnicola, presidente di STMicroelectronics, nella sede dell’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Siciliana segna l’avvio operativo di un progetto industriale tra i più rilevanti in Europa per dimensione e prospettiva tecnologica.

Il piano si inserisce in uno scenario globale caratterizzato dalla crescita della domanda di potenza computazionale, dalla transizione energetica e dalla ridefinizione degli equilibri geopolitici. In questo contesto l’azienda ha già avviato una profonda riorganizzazione interna, unificando ricerca e sviluppo e manufacturing e concentrando le attività sui segmenti tecnologici a maggiore crescita.

Al centro della strategia si colloca il sito di Catania, destinato a rafforzare il proprio ruolo di hub globale per le tecnologie di potenza e per il carburo di silicio, materiale chiave per automotive elettrico, energie rinnovabili, data center e applicazioni industriali avanzate. Il polo integra produzione, ricerca, sviluppo e test, operando in coordinamento con gli altri centri internazionali del gruppo.

Il piano industriale prevede una crescita progressiva della capacità produttiva, con un primo obiettivo di 2.000 wafer a settimana entro il 2027 e un successivo incremento fino a 5.000 nella prima fase di espansione. A regime, nelle fasi successive, la capacità potrà raggiungere le 15.000 unità settimanali, in funzione della domanda di mercato e delle condizioni operative.

Dal punto di vista economico, il progetto mobilita risorse complessive superiori ai 5,8 miliardi di euro. Di questi, circa 5,1 miliardi rientrano nella Decisione della Commissione Europea, mentre una quota pari a 2 miliardi è sostenuta da contributi pubblici, con 1,7 miliardi provenienti dallo Stato e 300 milioni stanziati dalla Regione Siciliana. Ulteriori risorse, pari a circa 730 milioni, sono destinate al progetto substrati nell’ambito del PNRR.

Sul piano occupazionale, l’intervento prevede un impatto significativo, con una stima compresa tra 2.000 e 3.100 nuovi posti di lavoro altamente qualificati. A questi si aggiunge una crescita già registrata di circa 1.000 addetti tra il 2020 e il 2025. L’espansione dell’organico sarà progressiva e collegata allo sviluppo delle diverse fasi produttive.
L’assessore alle Attività produttive Edy Tamajo ha definito l’iniziativa un passaggio fondamentale per l’economia regionale, sottolineando come il governo guidato da Renato Schifani abbia individuato nel progetto un investimento strategico per l’intero Mezzogiorno. Tamajo ha evidenziato la scelta di concentrare su Catania una delle principali operazioni industriali europee nel settore e ha ribadito l’impegno della Regione nel sostegno finanziario e nella costruzione di una visione di sviluppo di lungo periodo.

L’accordo non si limita alla dimensione produttiva ma punta alla costruzione di un ecosistema dell’innovazione, attraverso il rafforzamento delle attività di ricerca, lo sviluppo di nuove tecnologie e la collaborazione con università e centri di ricerca. Tra gli interventi previsti anche la realizzazione di un centro avanzato basato su Digital Twin per la simulazione e lo sviluppo dei processi industriali.
La realizzazione completa del piano resta tuttavia subordinata ad alcune condizioni chiave, tra cui la disponibilità di infrastrutture adeguate, in particolare per l’approvvigionamento idrico, e l’evoluzione della domanda nei mercati di riferimento. In questo quadro, il progetto rappresenta non solo un investimento industriale ma una leva strategica per il riposizionamento della Sicilia nella filiera globale dei semiconduttori.

Questo contenuto è stato scritto da un utente della Community.  Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore.