Venture capital in Italia, focus su Pre-seed e Seed tra dinamiche e prospettive
News - 29/04/2026
di Redazione
Il mercato del Venture Capital in Italia apre il 2026 con una contrazione marcata nelle fasi iniziali. Il calo degli investimenti Pre-seed e Seed riporta al centro il tema degli incentivi fiscali e della stabilità normativa.
Forte frenata degli investimenti early stage
Il primo trimestre del 2026 segna una battuta d’arresto per il Venture Capital italiano, in particolare nelle fasi iniziali di sviluppo delle startup. A evidenziarlo è InnovUp, l’associazione che rappresenta un punto di riferimento per l’ecosistema dell’innovazione, insieme a diversi gruppi di Business Angel italiani – tra cui Angels4Impact, Angels4Women, BAN, Doorway e IAB – che chiedono un intervento rapido da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il rinnovo degli incentivi fiscali.
Secondo queste realtà, la mancata proroga delle agevolazioni, scadute alla fine del 2025, ha generato un clima di incertezza normativa che ha inciso direttamente sulla dinamica degli investimenti, soprattutto nelle fasi più delicate per la nascita di nuove imprese innovative.
I numeri del calo: operazioni dimezzate e capitali ridotti
Il confronto tra il primo trimestre del 2025 e quello del 2026 restituisce un quadro netto. I dati diffusi da Italian Tech Alliance mostrano una contrazione significativa proprio nei round Pre-seed e Seed.
Il numero di operazioni è sceso del 48,3%, passando da 60 a 31. Ancora più marcata la riduzione del volume degli investimenti, che cala del 78,8%, da 99 milioni di euro a 21 milioni.
Anche l’intensità media dei round registra una diminuzione rilevante: da 1,65 milioni a 0,68 milioni di euro, con una flessione del 58,8%. Un dato che incide direttamente sulla capacità del sistema di generare nuova imprenditorialità e trasformare ricerca e competenze in aziende scalabili.
Il ruolo degli incentivi fiscali
Negli anni precedenti, gli incentivi – in particolare le detrazioni e deduzioni del 30% per investimenti in startup e PMI innovative – avevano contribuito a ridurre il rischio percepito dagli investitori nelle fasi iniziali. Questo meccanismo aveva favorito un flusso costante di capitale, sia informale sia professionale, verso progetti in fase di avvio.
La loro assenza, sottolineano InnovUp e i gruppi di Business Angel, rischia ora di compromettere l’attrattività del mercato italiano rispetto ad altri contesti europei, dove la regolazione appare più stabile e prevedibile.
Il rischio per l’intero ecosistema dell’innovazione
Il rallentamento delle fasi iniziali non rappresenta solo un dato congiunturale. Ha implicazioni strutturali sull’intera filiera dell’innovazione.
“Il calo degli investimenti early stage non è solo una fotografia congiunturale: quando si riducono Seed e Pre-seed, si riduce l’ossigeno che alimenta l’intera filiera dell’innovazione nei prossimi anni. In questa fase, in cui il capitale dei Business Angel è decisivo, l’incertezza normativa pesa tantissimo: il mancato rinnovo degli incentivi fiscali scaduti a fine 2025, ha tolto un elemento che per molti investitori e per la stabilità della crescita della filiera era determinante. Se non si interviene rapidamente per ripristinare un quadro chiaro e prevedibile, il rischio è di vedere meno nuove imprese finanziate oggi e, di conseguenza, meno scaleup, meno round successivi e meno attrattività complessiva del mercato italiano domani.” ha commentato Giorgio Ciron, Direttore di InnovUp.
Questo contenuto è stato scritto da un utente della Community. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore.