L’innovazione non nasce da sola: come costruire un ecosistema in continua evoluzione

L’innovazione è un atto di fede, un paradigma da custodire, un risultato collaborativo che i suoi protagonisti costruiscono, un elemento dopo l’altro. E proprio le “Voci che costruiscono” hanno raccontato dal palco del Premio Innovazione Sicilia 2025 le traiettorie di un ecosistema in continua evoluzione, che non può fare a meno di pratiche collaborative e condivise.

Gli interventi di Elita Scillaci (consigliera delegata all’Open Innovation, Università degli Studi di Catania), Emanuele Spampinato (CEO Harmonic Innovation Group) e Vincenzo Tanania (Partner Digital Innovation PwC Italia), moderati da Nino Amadore, hanno mostrato come percorsi ed esperienze differenti possano ritrovarsi in un’unica visione: la visione di chi crede fermamente nell’innovazione e nel potenziale dei territori.

Bisogna credere nel potere delle sfide

Quel verbo, “credere“, non è casuale: “Bisogna credere nel potere delle sfide – ha detto Elita Schillaci – perché ogni cambiamento deriva da un atto di fede. Qualunque progetto di impresa, implica di credere in qualcosa. Il potere è la capacità di modificare le cose, e tra le fonti del potere ci sono il talento e la conoscenza”.

Che cosa è innovazione, dunque? “È un atto di fiducia che si basa sulla potenza della tua capacità di cambiare le cose. Questa è la Sicilia su cui noi stiamo lavorando, senza smettere di crederci”. L’intervento di Emanuele Spampinato, ha seguito la stessa traiettoria, portando la visione oltre i confini dell’isola. I percorsi di maturazione degli ecosistemi hanno bisogno di senso, di fiducia, di tempo e di evoluzione. Magari di nuove generazioni che raccolgano un testimone. Harmonic Innovation Group ha sviluppato iniziative in territori diversi, che si sono trovati uniti per un progetto comune con una base concettuale forte, cioè l’innovazione armonica.

Dialogando con Vincenzo Tanania, Nino Amadore ha sottolineato come la visione di un grande ecosistema meridionale, pur presentando un elevato potenziale, comporti anche un rischio: trasformare l’identità territoriale in ego e narcisismo. Tanania ha posto l’accento sul valore di due elementi fondanti dell’innovazione: intelligenza collettiva e collaborazione. La collaborazione è una pratica che fa fiorire le società, ma non deve essere un fatto episodico: deve essere una prassi diffusa e quotidiana. “Fare ecosistema, fare sistema, è una pratica complessa, che necessita di apertura: noi siciliani abbiamo questa possibilità, ma dobbiamo farlo in un’ottica di apertura”, ha concluso.

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