Water4Future, università europee unite per il progetto dedicato ad acqua e innovazione
News - 06/02/2026
di Redazione
All‘Università di Palermo prende avvio Water4Future, progetto europeo che punta a formare nuove competenze sulla gestione sostenibile dell’acqua, integrando innovazione tecnologica, economia circolare e cooperazione accademica internazionale.
Il kick-off meeting allo Steri
Il kick-off meeting del progetto europeo Water4Future – Sustainable Water Engineering and Management ha segnato l’avvio ufficiale di un’iniziativa strategica dedicata alla formazione avanzata nel campo della gestione sostenibile del ciclo idrico, dell’economia circolare applicata alle risorse idriche e della digitalizzazione dei sistemi idrici. Il progetto si inserisce nel quadro delle politiche europee per la transizione ecologica e per l’innovazione nei servizi pubblici essenziali.
Un corso di laurea magistrale internazionale
Finanziato attraverso il programma Erasmus Mundus Design Measures, Water4Future porterà alla creazione di un Corso di Laurea Magistrale Internazionale caratterizzato da un modello di mobilità integrata. Il percorso formativo coinvolgerà sei Atenei europei: Università di Palermo, Università di Salerno, Cranfield University (Regno Unito), Ghent University (Belgio), Universitat Autònoma de Barcelona (Spagna) e Politechnika Gdańska (Polonia). Un network accademico che riflette l’ambizione del progetto di costruire competenze condivise a livello europeo.
Il coordinamento scientifico di UniPa
Il coordinamento scientifico per l’Università di Palermo è affidato al prof. Giorgio Mannina, Ordinario di Ingegneria Sanitaria-Ambientale presso il Dipartimento di Ingegneria di UniPa. Mannina è riconosciuto come una delle figure di riferimento a livello nazionale nel settore del trattamento delle acque reflue e del recupero di risorse, ambiti centrali per la sostenibilità dei sistemi idrici urbani.
Il ruolo del WRRF-UNIPA
Il prof. Mannina è anche Direttore del Water Resource Recovery Facility (WRRF-UNIPA), il dimostrativo avanzato realizzato nel Campus di Viale delle Scienze e inaugurato nel 2022. La struttura è dedicata al recupero di nutrienti, biopolimeri e acqua depurata, oltre alla riduzione delle emissioni climalteranti attraverso l’adozione di tecnologie innovative “water-smart”. Il WRRF rappresenta un’infrastruttura chiave per connettere ricerca, didattica e sperimentazione industriale.
La nascita dell’Alleanza per l’Acqua
Durante il kick-off meeting è stata presentata la firma del Memorandum of Understanding (MOU) per l’avvio della Alleanza per l’Acqua. Si tratta di un tavolo collaborativo che coinvolgerà le Università partner di Water4Future, Enti di ricerca nazionali e internazionali, Autorità idriche regionali, stakeholder del settore idrico e dell’economia circolare, oltre a soggetti industriali impegnati nell’innovazione tecnologica per il trattamento delle acque.
Le parole del coordinatore scientifico
“L’Alleanza per l’Acqua – spiega il prof. Mannina – nasce con l’obiettivo di consolidare sinergie sui temi strategici promossi dal progetto, quali riuso idrico, digital water, riduzione delle emissioni climalteranti, rimozione dei contaminanti emergenti e recupero delle risorse, in coerenza con le richieste della Direttiva Europea 3019/2024 sulla depurazione delle acque reflue urbane. L’acqua – conclude il docente – è un motore di sostenibilità e innovazione e questa Alleanza ci permetterà di unire competenze e visioni diverse per guidare la transizione verso sistemi idrici circolari, resilienti e digitalizzati”.
I temi chiave di Water4Future
Il programma Water4Future affronterà una serie di ambiti strategici per il futuro della gestione idrica in Europa. Tra questi figurano il trattamento avanzato delle acque e il recupero di risorse, il digital water e il controllo data-driven dei sistemi, la mitigazione dei gas climalteranti, la rimozione dei contaminanti emergenti, oltre ai temi della governance e delle normative europee. Il progetto si muove in coerenza con la nuova direttiva europea, che introduce obblighi più stringenti su riuso, riduzione degli sprechi e limiti più severi per nutrienti e microinquinanti.
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