Dagli scarti dell’olio nuovi ingredienti per la cosmetica naturale: la sfida di Fenòlea

Trasformare uno scarto in una risorsa ad alto valore aggiunto. Fenòlea nasce con questo obiettivo, partendo da un sottoprodotto della filiera olivicola: le acque di vegetazione. Il progetto lavora sulla loro valorizzazione sostenibile, combinando ingegneria, ricerca scientifica e attenzione al mercato della cosmetica naturale.

A raccontare il percorso è Camilla Carbone, ingegnere biomedico industriale, nell’intervista realizzata in occasione dell’Investor Day del Biodiversity Gateway dell’Università degli Studi di Palermo.

Un progetto che nasce dalla filiera olearia

Fenòlea si inserisce in un contesto produttivo centrale per il Mediterraneo e per la Sicilia, quello della filiera olivicola–olearia, affrontandone uno dei nodi ambientali più rilevanti. Le acque di vegetazione, oggi prevalentemente uno scarto, rappresentano un problema di gestione per i frantoi, ma al tempo stesso contengono polifenoli, molecole ad alto valore funzionale.

Il progetto punta a ribaltare questa prospettiva: non più rifiuto da smaltire, ma risorsa da valorizzare, riducendo l’impatto ambientale e creando nuove opportunità economiche.

Dalla ricerca una risposta per il mercato cosmetico

Il mercato della cosmetica naturale è sempre più orientato verso ingredienti di origine naturale, tracciabili e dall’efficacia dimostrata. Fenòlea risponde a questa domanda con un approccio tecnologico che opera su due livelli.

Da un lato, lo sviluppo di un impianto in grado di filtrare le acque di vegetazione, restituendo acqua pulita ai frantoi. Dall’altro, l’estrazione dei polifenoli, molecole con proprietà antiossidanti e funzionali particolarmente richieste dall’industria cosmetica.

Un modello che coniuga sostenibilità ambientale, applicabilità industriale e coerenza con le esigenze di un mercato in forte crescita, in linea con il programma di Venture Building del Biodiversity Gateway dell’Università di Palermo.

Valorizzare gli scarti, ridurre l’impatto

Il cuore del progetto Fenòlea è la valorizzazione sostenibile dei sottoprodotti, con l’obiettivo di generare soluzioni a elevato valore aggiunto e ridotto impatto ambientale. In questo senso, la tecnologia non è fine a se stessa, ma uno strumento per rendere più efficiente e responsabile una filiera produttiva già esistente.

Il progetto dimostra come l’innovazione possa agire su processi tradizionali, migliorandone la sostenibilità senza snaturarne l’identità.

Un team STEM tutto al femminile

Fenòlea è anche il risultato di un percorso di crescita umana e professionale. Il team nasce durante l’edizione 2025 di EmpowerHer – Formazione imprenditoriale e valorizzazione della ricerca al femminile, iniziativa rivolta a 30 giovani accademiche dell’Ateneo di Palermo.

Queste giovani studiose hanno scelto di unire competenze diverse, dando vita a un team STEM tutto al femminile, capace di affrontare in modo integrato e multidisciplinare le sfide legate alla sostenibilità e all’innovazione.

Dalla formazione all’imprenditorialità accademica

Il percorso di Fenòlea mette in evidenza il ruolo strategico della formazione imprenditoriale e della valorizzazione del capitale umano all’interno dell’università. Sostenere la cultura dell’imprenditorialità accademica e favorire ecosistemi di innovazione capaci di integrare competenze diverse non è più opzionale, ma necessario per affrontare le grandi sfide economiche, sociali e ambientali.

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