Genetica delle malattie autoimmuni, 1,3 milioni di Starting Grant al ricercatore Zito di UniPa

Il dott. Antonino Zito, ricercatore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche, Chimiche e Farmaceutiche (STEBICEF) dell’Università di Palermo, ha ottenuto uno Starting Grant nell’ambito della call nazionale FIS3Fondo Italiano per la Scienza dedicata al sostegno di scienziati impegnati in ricerche altamente innovative.

Il suo progetto, intitolato “Immune cell type-specific Dysregulation in X-linked gene dosages as an Etiological factor of Autoimmune diseases“, durerà cinque anni ed è stato finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca con circa 1,3 milioni di euro. L’obiettivo è studiare le basi molecolari delle differenze nel rischio di malatte autoimmuni tra i due sessi.

La disparità di genere nelle patologie autoimmuni

“Le malattie autoimmuni (MA) – spiega il dott. Antonino Zito – sono patologie complesse e clinicamente molto eterogenee, causate da alterazioni dei meccanismi molecolari di autotolleranza immunologica, con conseguenti risposte immunitarie dirette contro il proprio organismo. Rispetto ai maschi, gli individui di sesso femminile sono a rischio significativamente più alto di sviluppare MA. Per esempio, 9 su 10 pazienti con lupus eritematoso sono di sesso femminile”.

Il ruolo centrale del cromosoma X

Il cromosoma X è emerso come un fattore chiave nel rischio di MA. È un cromosoma sessuale, uno dei cromosomi più grandi nel genoma umano, e contiene oltre 800 geni. “Il cromosoma X – illustra Zito – ha un pattern di ereditarietà particolare: tipicamente, i maschi ereditano soltanto il cromosoma X materno, mentre le femmine ne ereditano anche uno paterno. Il cromosoma X è molto ricco di geni coinvolti nella regolazione del sistema immunitario. Diverse ricerche evidenziano un’associazione positiva tra dosaggio dell’X e predisposizione alle MA. Ad oggi, nonostante queste intuizioni, la natura esatta delle alterazioni legate al cromosoma X alla base della disparità di genere nelle MA rimane largamente ignota”.

Un traguardo per l’ateneo e il territorio

L’assegnazione dello Starting Grant al dott. Zito rappresenta un alto riconoscimento per la sua attività di ricerca: “Un traguardo – commenta il Direttore del Dipartimento STEBICEF, prof. Antonio Palumbo Piccionello – che evidenzia l’alto valore competitivo della ricerca condotta dal dott. Zito e l’importanza del rientro di giovani talenti per l’innovazione scientifica territoriale”.

Nuove tecnologie e medicina personalizzata di genere

Antonino Zito, Principal Investigator e Direttore Scientifico del progetto, si impegnerà a identificare i fattori genetici ed epigenetici, legati al cromosoma X, che influenzano la differente predisposizione alle MA tra i due sessi.

“Utilizzerò il finanziamento per avviare un laboratorio di genetica di nuova generazione e creare un team di ricerca specializzato – spiega Zito – Condurremo sperimentazioni molecolari su modelli murini e cellule, e analisi computazionali avanzate che prevedono anche approcci di intelligenza artificiale, con collaborazioni nazionali, tra cui con il Lab della prof.ssa Laura Lentini di UniPa, e internazionali. La precisa caratterizzazione molecolare di tali fattori è di cruciale importanza per comprendere il legame causale e funzionale tra alterazioni in tipi cellulari specifici e l’alto rischio di patologie autoimmuni nelle donne, aprendo la strada a nuovi potenziali approcci immuno-terapeutici di medicina personalizzata di genere“.

Il profilo scientifico del principal investigator

Antonino Zito ha conseguito la laurea triennale e magistrale in Biotecnologie per l’Industria e la Ricerca Scientifica all’Università di Palermo nel 2012 e nel 2015, entrambe con il massimo dei voti. Nel 2014 e 2015 ha svolto attività di ricerca presso l’Istituto Oncologico della Svizzera Italiana. Dal 2015 al 2019 ha conseguito il Dottorato in Genetica e Medicina Molecolare presso il King’s College di Londra (Inghilterra), ricevendo vari riconoscimenti, tra i quali dalla Genetics Society e la selezione alla Leena Peltonen School of Human Genomics. Nei successivi 4 anni (2020-2023) ha lavorato presso il Massachusetts General Hospital e la Harvard Medical School negli USA.

Dal 2024 al 2026 ha ricoperto il ruolo di Bioinformatico e Genetista Computazionale Senior nel settore biotecnologico privato Svizzero. Nel 2024 ha ricevuto il titolo di Cultore della Materia in Genetica dall’Università di Palermo. A maggio 2026 riceve la chiamata diretta come ricercatore in Tenure-Track Professoriale presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche, Chimiche e Farmaceutiche – STEBICEF di UniPa. È coinvolto in vari progetti internazionali ed è membro dell’Associazione Genetica Italiana e della Genetics Society in Gran Bretagna.

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