Sicurezza e logistica: il porto di Palermo apre all’era dei droni

Il porto di Palermo apre ufficialmente all’utilizzo dei droni nelle attività operative. È stato sottoscritto il Protocollo d’intesa tra l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, rappresentata dalla presidente Annalisa Tardino, e STRADAai, rappresentata dall’amministratore delegato Giulio Segurini.

L’intesa punta allo sviluppo e all’integrazione di operazioni con droni all’interno delle attività portuali, segnando una nuova fase di evoluzione tecnologica per lo scalo palermitano.

Palermo guarda al futuro

L’accordo rappresenta un passaggio strategico nel percorso di trasformazione del porto di Palermo, che punta a consolidarsi come riferimento per l’innovazione portuale nell’intero bacino del Mediterraneo.

L’iniziativa prevede la sperimentazione e l’integrazione di tecnologie UAS e dei sistemi U-Space, servizi digitali pensati per organizzare e regolamentare il traffico dei droni a bassa quota, in modo analogo a quanto avviene per il traffico aereo tradizionale.

L’implementazione dello U-Space consentirà una convivenza sicura ed efficiente tra i droni e le attività operative portuali, riducendo il rischio di interferenze e migliorando il coordinamento delle operazioni. L’obiettivo è rafforzare sicurezza, resilienza, monitoraggio delle infrastrutture e capacità operativa, in linea con la normativa europea e nazionale sulla mobilità aerea avanzata.

Le applicazioni operative dei droni

Grazie alla collaborazione con STRADAai, startup italiana specializzata nel settore dell’intelligenza artificiale applicata alla mobilità, l’Autorità portuale intende avviare un programma strutturato dedicato all’utilizzo dei droni.

Le principali applicazioni previste riguardano il monitoraggio delle infrastrutture portuali, il supporto alla security, l’ispezione di banchine e navi, il monitoraggio ambientale, la gestione delle emergenze e lo sviluppo di nuovi servizi logistici e tecnico-nautici.

La richiesta per lo U-space

Il primo passaggio operativo sarà la presentazione della richiesta di istituzione dello U-Space alle autorità competenti. Un passaggio ritenuto cruciale non solo per il futuro dello scalo palermitano, ma per l’intero sistema portuale mediterraneo.

L’attivazione di questo spazio aereo regolamentato permetterà di integrare in modo sicuro e conforme le operazioni con droni, aprendo nuove prospettive per la sicurezza, la logistica, il monitoraggio ambientale e l’ottimizzazione dell’efficienza operativa.

Formazione e nuove competenze

Un aspetto centrale del protocollo riguarda la formazione degli operatori portuali locali e dei barcaioli. L’obiettivo è fare in modo che l’introduzione dei droni non rappresenti soltanto un salto tecnologico, ma anche un’opportunità di crescita professionale e di sviluppo di nuove competenze specialistiche nel sistema portuale di Palermo.

Parallelamente, il piano prevede workshop tecnici, attività di capacity building, analisi di fattibilità per nuovi servizi basati sui droni, mappatura delle Zone Geografiche UAS nell’area portuale e l’avvio di almeno un progetto pilota.

Le dichiarazioni dei protagonisti

“Con questo protocollo – ha dichiarato Annalisa Tardino – il porto di Palermo compie un passo concreto verso un modello portuale più sicuro, digitale e resiliente. L’utilizzo dei droni e dei sistemi U-space può rappresentare un importante strumento di supporto alle attività operative, alla sorveglianza, al monitoraggio delle infrastrutture e alla gestione delle emergenze, rafforzando il ruolo strategico del nostro scalo nel Mediterraneo”.

STRADAai è orgogliosa di affiancare l’Autorità di Sistema Portuale in questo percorso – ha dichiarato Giulio Segurini –. Palermo possiede tutte le caratteristiche per diventare un hub mediterraneo dell’innovazione portuale basata sui droni. Il nostro obiettivo è mettere a disposizione competenze tecnologiche, regolatorie e operative per costruire un modello sicuro, sostenibile e replicabile in altri porti italiani ed europei”.

Il progetto Droneport Sicily

A rafforzare la dimensione strategica dell’iniziativa c’è anche il progetto Droneport Sicily, con cui STRADAai, insieme a Poliedra Sanità, è stata selezionata per la Fase 2 del programma europeo Strategic Technologies for Europe Platform.

Il progetto è focalizzato sulla continuità territoriale tra porti e isole attraverso il trasporto sanitario con droni, con al centro proprio l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale.

Un’intesa triennale

Il protocollo avrà una durata di tre anni e si configura come un quadro di cooperazione istituzionale e tecnica, privo di obblighi finanziari vincolanti tra le parti.

L’obiettivo è creare le condizioni necessarie per avviare progettualità operative e sperimentali nel porto di Palermo, confermando la volontà dell’Autorità portuale di investire su innovazione, sicurezza e competitività, con l’ambizione di trasformare lo scalo in un modello di riferimento per l’integrazione dei droni nelle attività portuali del Mediterraneo.

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