Pesca del tonno in Sicilia: dalla memoria delle tonnare a nuove opportunità di crescita

Memoria collettiva, lavoro, saperi tramandati: in Sicilia la pesca del tonno tiene insieme tutto questo e può diventare una leva di sviluppo per le comunità costiere. È la prospettiva indicata da Leonardo Catagnano, Dirigente Responsabile Sviluppo Locale e Identità Culturale del Dipartimento della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana, intervenuto a Fishtuna 2026.

La settima edizione dell’International Art Tourism Food Festival si è svolta a Favignana dall’11 al 13 settembre. Catagnano ha preso parte alla sessione “Mare, sostenibilità e identità territoriale – Tonno di Favignana: regole, sostenibilità e nuove prospettive per la pesca del futuro“, ospitata all’Ex Stabilimento Florio.

Un simbolo che racconta l’identità del mare

Per Catagnano il tonno ha un valore iconico. È una specie capace di raccontare una storia anche quando la risorsa non è più quella di un tempo, perché attorno alla sua pesca si è costruita una parte importante della cultura marinara siciliana.

È un patrimonio che vive soprattutto nella sua dimensione immateriale: tecniche, linguaggi, tradizioni e modi di vivere che continuano a segnare il carattere di tante località costiere, molto più delle poche testimonianze materiali rimaste.

Dal valore simbolico a quello economico

Questa identità ha anche un peso economico. In molte località, osserva Catagnano, la cultura del mare è un richiamo per i visitatori e diventa una risorsa per l’intero territorio. Il tonno, in questo quadro, è l’elemento più riconoscibile: un simbolo in grado di dare forza al racconto di un luogo e di sostenere l’economia che ruota attorno al mare.

Le condizioni per far ripartire le tonnare

Le tonnare fisse sono il luogo in cui questa storia ha preso forma. Con il calo della risorsa e l’introduzione delle quote hanno perso il ruolo economico di un tempo, ma per Catagnano la loro storia non è necessariamente chiusa. Rimetterle in funzione richiede però condizioni precise. Serve un’impresa che se ne faccia carico, servono investimenti adeguati e serve una quota di tonno sufficiente a coprire i costi e a sostenere anche altre attività. Per questo, spiega, sia il Dipartimento che l’amministrazione Regionale sono al lavoro per il recupero della tradizione, in un’ottica di valorizzazione e sviluppo.

Regole e sostenibilità per la pesca del futuro

Il tema scelto per la sessione di Fishtuna, tra regole, sostenibilità e nuove prospettive, riassume bene la sfida. Il valore della pesca del tonno non dipende soltanto dalla quantità di pescato, ma dalla capacità di inserirla in un modello che tenga insieme la tutela della risorsa, la sostenibilità economica delle imprese e la valorizzazione dell’identità dei luoghi.

È qui che le regole, a partire dal sistema delle quote, incontrano le scelte dei territori: le prime definiscono il perimetro entro cui muoversi, le seconde possono trasformare una tradizione in un’occasione di crescita.

Un valore da raccontare e da custodire

Per Catagnano è fondamentale continuare a parlare dell’identità marinara, a mostrarla e a raccontarla, preservandone anche le componenti immateriali. Un’attenzione che diventa ancora più importante quando la domanda turistica cresce: più aumenta la pressione, avverte, più si corre il rischio di snaturare ciò che rende un luogo unico.

La pesca del tonno, in questa prospettiva, è un ponte tra memoria ed economia del mare. Raccontarla con cura significa custodire un’eredità e, allo stesso tempo, offrire alle comunità costiere siciliane una base solida su cui costruire nuove opportunità.

Progetto cofinanziato dalla Regione Siciliana, Assessorato per le Attività Produttive, iniziativa “Sicilia che piace” – Capitolo di Bilancio 342525.