“Magic” Bogdan Skutkiewicz: “L’AI rivoluziona tutto, ma criterio e giudizio restano nostri”

Dopo averlo sentito parlare sul palco del Premio Innovazione Sicilia, la community di Innovation Island ha dato a Bogdan Skutkiewicz un soprannome: Magic Bogdan. E lui, CEO di Magic Engineering, lo accoglie sorridendo, come un segno del destino: proprio trent’anni fa, il 2 marzo 1996, scelse il nome Magic come insegna del proprio percorso, partendo da un’idea precisa – ogni tecnologia incomprensibile sembra una magia. In occasione di Coderful 2026, di cui siamo stati main media partner, lo abbiamo intervistato per parlare di intelligenza artificiale, responsabilità e di un’azienda che, dalla provincia di Palermo, ha raggiunto i mercati globali.

«L’AI non garantisce il risultato, garantisce una risposta plausibile»

Alla domanda su cosa, da CEO, ritenga di dover proteggere maggiormente nell’epoca dell’accelerazione AI, Skutkiewicz parte da una distinzione netta tra questa rivoluzione e tutte quelle precedenti: «Questa dell’AI è un’ennesima rivoluzione dopo la rivoluzione industriale, dopo la scoperta della ruota, dopo automobili e aeromobili», sottolinea, spiegando però che ci sono delle differenze fondamentali. Quei mezzi, infatti, offrono una soluzione, permettono di andare da un punto A a un punto B.

Quando si parla di intelligenza artificiale, invece, bisogna avere un approccio diverso: «L’AI Non ci garantisce il risultato, ci garantisce una risposta plausibile», ed è per questo che non bisogna lanciarsi in un utilizzo non consapevole. In Magic Engineering, racconta, la cautela è metodo: «Stiamo studiando, stiamo valutando bene per non perdere le due cose che sono più importanti nel lavoro: criterio e giudizio. Queste sono cose che secondo me non sono delegabili a nessuna macchina».

Dalla provincia di Palermo ai mercati internazionali, senza confini

Skutkiewicz ha costruito in Sicilia un’azienda che oggi è presente su mercati geograficamente lontani tra loro. Alla domanda su cosa sia più difficile far viaggiare oltre i confini – un prodotto, una visione o un modo di lavorare – risponde in un modo tanto semplice, quanto pragmatico: «Io, personalmente, non vedo delle limitazioni geografiche. Da sempre dico che mi dicono “Perché hai scelto la Sicilia?” e all’inizio rispondevo “Potrei anche lavorare dal Tibet o dal Monte Everest”».

Quindi ribadisce: «Non vedo limiti geografici, né culturali, anzi, riesco a cogliere tutto quello che è più bello dalla cultura, specialmente dalla cultura siciliana, che secondo me è una cosa spettacolare, storica, che aiuta a mantenere l’umanità del pensiero».

Il “ci pensiamo domani” che ha bilanciato un workaholic

Cosa lo ha colpito di più arrivando in Sicilia? La risposta è sorprendentemente personale. Skutkiewicz racconta di essere arrivato a un livello di workaholism estremo – diciotto ore e mezza di lavoro al giorno – e di aver cercato in Sicilia un modo per staccare: «Scontrarsi con questa cultura del “ci pensiamo domani”, all’inizio per me era una cosa importante, che mi ha aiutato a bilanciare». Ovviamente non è stato un cambiamento radicale ma, spiega, questo approccio lo ha aiutato a gestire meglio il suo tempo, dividendolo tra lavoro, famiglia e tempo libero.

Coderful e la metafora del “Grillo parlante”

Per descrivere Coderful in una parola, Skutkiewicz scegli un’immagine quasi fiabesca: «Grillo parlante». E spiega perché: nella corsa frenetica a sfruttare le tecnologie prima degli altri, eventi come questo lanciano un segnale importante, cioè usare cautela, comprendere se si hanno gli strumenti per usare quelle tecnologie.

Una metafora che riassume bene il suo approccio all’intelligenza artificiale: uno strumento potente, da usare con direzione e consapevolezza, senza paura ma anche senza perdere il controllo.

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