Dentro Coderful 2026: una giornata a pieno ritmo tra AI, codice e connessioni umane

Una giornata in single track con interventi tra talk e sessioni interattive, incentrati sul rapporto tra AI e sviluppo software: l’edizione 2026 di Coderful si è conclusa, confermandolo un appuntamento in continua evoluzione, ma sempre fedele alla sua visione originaria. Il titolo scelto per quest’anno non lasciava dubbi: “AI Edition“, intelligenza artificiale in tutte le sue declinazioni, dall’architettura dei modelli ai sistemi multi-agente, dal ragionamento complesso all’etica.

La location dell’evento si è riempita a partire dal welcome coffee e non si è svuotata fino alla chiusura. Gli organizzatori hanno costruito negli anni un format volutamente diverso dai grandi eventi di settore: dimensione contenuta, attenzione all’esperienza dei partecipanti, nessuna velleità fieristica.

Come ha spiegato Claudio Cocuzza, co-founder di Coderful e founder di ADD Design: «Questo evento ha adesso un sapore di boutique conference. Un evento tagliato su misura di un gruppo di persone, professionisti e appassionati, che ha una dimensione umana e lascia ancora spazio all’esperienza e allo scambio. Una full day experience che ti fa entrare a mani vuote e ti fa tornare a casa con la borsa piena di contatti, formazione e tantissimi gadget».

La risposta del pubblico ha dato ragione a questa visione. Francesco Sciuti, CEO di Devmy e co-founder dell’iniziativa, ha sintetizzato così l’obiettivo di fondo: «Siamo nati per stringere rapporti e vivere insieme, scambiando esperienze e stringendo relazioni. In un’era dominata da rapporti intangibili, è fondamentale vedersi negli occhi dal vivo».

Un’edizione costruita attorno all’AI

La giornata ha preso avvio con l’apertura, per poi entrare nel vivo con un calendario fitto e senza sovrapposizioni. Un ritmo serrato, veloce e preciso, con tanti contributi che, insieme, hanno restituito una fotografia aggiornata e attuale di un mondo in continua evoluzione.

Alberto Massidda, Senior SRE di NVIDIA, ha aperto i lavori con un talk sulla distruzione come componente inevitabile dell’innovazione tecnologica. Enzo Lombardi di Cleafy ha affrontato il lavoro pratico con gli LLM al di là della superficie, smontando alcune semplificazioni diffuse sul loro funzionamento reale. Simone Scardapane, professore associato alla Sapienza di Roma, ha introdotto il tema della differenziazione automatica, strumento matematico alla base dell’apprendimento automatico moderno.

Il pomeriggio ha portato sul palco Onofrio Petragallo, Customer Engineer AI Specialist di Google, con un intervento sull’intelligenza multimodale e il ragionamento complesso, e Zelda Ailine Luconi di Datwave, che ha esplorato il passaggio dai bot monolitici ai sistemi multi-agente. Stefano Maestri di IBM ha raccontato l’addestramento di un robot fisico attraverso reinforcement learning e tecniche sim-to-real, mentre Riccardo Erra, Developer Advocate di Figma, ha ragionato sul ruolo della collaborazione nell’era in cui chiunque può generare codice. A chiudere la giornata è stato Salvatore Sanfilippo – creatore di Redis – con un intervento sulle trasformazioni portate dall’AI al mondo dell’open source, tra opportunità e criticità.

Lightning talk e sessioni interattive

Accanto ai talk principali, il programma ha incluso tre lightning talk. Eugenio Petullà di Regolo.ai ha condiviso le lezioni apprese lavorando con modelli tra 8 e 250 miliardi di parametri; Bogdan Skutkiewicz, CEO di Magic Engineering, ha difeso il valore del pensiero artigianale in un contesto di automazione crescente; Silvio Romano di Nexum ha affrontato la gestione di team ibridi, composti da professionisti umani e agenti AI.

Spazio anche a un formato più partecipativo: Serena Sensini e Paolo Caressa hanno condotto una sessione interattiva intitolata Cosa si prova ad essere un’IA, invitando i presenti a ragionare sull’esperienza interna di un sistema artificiale.

Un ecosistema, non solo una conferenza

Andrea Ortis, CTO di Devmy e co-founder di Coderful, ha descritto così l’atmosfera che si respira durante l’evento: «A Coderful è facilissimo fare rete perché c’è un’atmosfera che ti trascina. Il calore del sud da noi non è solo una questione di meteo, è un’attitudine, è un modo di accogliere le persone e curare i dettagli. È un’energia contagiosa».

Un’energia che nasce anche dalla coesione del team organizzativo, frutto della collaborazione tra Devmy e ADD Design. «Mettere insieme due aziende diverse per organizzare un evento del genere non è assolutamente una cosa scontata. La verità è che siamo uno staff molto coeso, dietro le quinte ci divertiamo. Credo che questa sia la nostra vera arma segreta», ha detto Ortis.

Coderful si è evoluto nel tempo da singolo appuntamento annuale a un ciclo di iniziative distribuite nell’arco dell’anno – workshop, meetup, attività con gli sponsor – che gli organizzatori definiscono Year-Round Together. Per Emanuele Fontana, Creative Director di ADD Design e co-founder, la sfida è sempre stata la stessa: «Tenere insieme autorevolezza e leggerezza: essere credibili nei contenuti, ma accessibili nel modo in cui ci raccontiamo. Oggi non è più solo una conferenza, sta diventando un ecosistema di incontri, workshop e relazioni, ma deve continuare ad avere quella stessa energia iniziale: quella di un progetto indipendente, curato, umano».

I prossimi contenuti su Innovation Island

Innovation Island ha seguito Coderful 2026 come main media partner. Nelle prossime settimane saranno pubblicati su questo sito interviste e approfondimenti con tutti i protagonisti dell’edizione: speaker, organizzatori e aziende che hanno animato la giornata. Un’occasione per entrare nel dettaglio dei temi trattati e raccogliere direttamente le voci di chi ha fatto Coderful 2026.

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