Bandi FEAMPA per il mare siciliano: scadenze vicine e bisogno di competenze multidisciplinari
Economia del mare - 08/07/2026
di Redazione
Donatella Manzo, Dirigente Responsabile del Servizio Acquacoltura e Interventi di Diversificazione della Pesca del Dipartimento della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana delinea la strategia per trasformare l’acquacoltura in un pilastro della blue economy regionale, grazie ai fondi europei FEAMPA, all’ittiturismo e all’ingresso di nuove competenze multidisciplinari.
I due pilastri dell’acquacoltura e il legame con il territorio
L’acquacoltura rappresenta oggi una delle frontiere più promettenti per l’economia del mare in Sicilia, ma richiede una pianificazione rigorosa che parta da conoscenza tecnica e geografica. Come spiega Manzo, il settore si divide in due grandi colonne portanti: l’acquacoltura marina e l’acquacoltura in acqua dolce. “Se vogliamo contestualizzare questa attività con il territorio, dobbiamo compiere una scelta strategica,” sottolinea la dirigente. Da un lato, l’acquacoltura marina deve adattarsi e seguire le rigide regole ambientali imposte dalla conformazione e dalla morfologia delle coste siciliane. Dall’altro, l’acquacoltura a terra o in acqua dolce deve riuscire a “pilotare” l’allevamento di specie selezionate, a patto che queste siano biologicamente e tecnicamente compatibili con le caratteristiche specifiche del territorio ospitante.
Opportunità FEAMPA: 12 milioni per sostenibilità e acquaponica
Per sostenere questo percorso di modernizzazione, la Regione Siciliana ha messo in campo importanti strumenti finanziari nell’ambito della programmazione comunitaria FEAMPA 2021-2027. Attualmente, sono aperti due bandi di forte impatto per gli operatori siciliani. Il primo, e più corposo, vanta una dotazione finanziaria di 12 milioni di euro ed è destinato a finanziare sia l’insediamento di impianti produttivi di nuova generazione, sia il perfezionamento e il miglioramento tecnologico di quelli già esistenti. “Questo bando è fondamentale perché spinge con decisione sui temi della sostenibilità,” spiega Manzo .
Tra le pratiche maggiormente incentivate figurano: l‘acquacoltura multitrofica integrata: un modello circolare che trova nel territorio siciliano la sua massima espressione ambientale, combinando specie diverse; l’acquaponica: un sistema innovativo in cui i reflui derivanti dalle deiezioni animali dell’impianto ittico vengono recuperati, veicolati e utilizzati come concime naturale per rendere altamente produttive coltivazioni di tipo serricolo. Un connubio perfetto tra impresa acquicola e sostenibilità agricola, naturalmente sempre nel pieno rispetto delle regole FEAMPA.
Diversificazione e Ittiturismo: bandi in scadenza a fine luglio
Accanto agli investimenti strutturali, la programmazione regionale punta con forza sulla diversificazione del reddito per le imprese già attive. Esattamente come avviene per i pescatori con il pescaturismo, anche le aziende di acquacoltura dotate di strutture attive possono oggi ampliare la propria offerta commerciale grazie a bandi specifici che scadranno a fine luglio.
Le opportunità in questo campo sono molteplici e guardano a un turismo esperienziale e sostenibile, che passa attraverso la creazione di percorsi turistici e didattici all’interno degli impianti; lo sviluppo di servizi di degustazione dei prodotti aziendali direttamente sul posto; la realizzazione di piccole case galleggianti dedicate all’alloggio e all’ospitalità dei visitatori. Un’opportunità concreta per valorizzare l’identità costiera e integrare le entrate aziendali in un’ottica multifunzionale.
Fare squadra con competenze multidisciplinari
Gestire un moderno impianto di acquacoltura non è un compito semplice. Richiede una manutenzione costante e un’altissima specializzazione non. Per questa ragione, Donatella Manzo si rivolge direttamente ai giovani e a chi desidera investire in questo settore, offrendo un consiglio cruciale sulla strutturazione delle nuove imprese: non muoversi da soli, ma strutturare realtà con competenze specifiche, che non si esauriscano nella biologia marina, ma includano anche conoscenze di carattere tecnico e impiantistico. Il futuro della blue economy siciliana appartiene a chi saprà coniugare la passione per il mare con una visione imprenditoriale solida, integrata e scientificamente preparata.