Intervista video di Sabrina Morelli a Marcello Scurria


Economia Sistemica o Non Lineare vol.III e vol. IV
L’ormai lungo e variegato cammino di ricerca e di conoscenza di Marcello Scurria ha il segno della libertà creativa, del rifiuto di ogni ingabbiante dogmaticità, di una visione fortunatamente ed intellettualmente perseguita non-lineare che intreccia e coniuga la sua verità di linguaggio verso sempre nuovo approdi, scoperte, invenzioni. Ricco di un bagaglio di letture e di studi veramente ampi (dalla letteratura alla giurisprudenza, dalla filosofia alla storia, dalla fisica alla politica, dall’economia alla simmetria) cioè il bagaglio delle scienze umane che Scurria con questo saggio ricompone e ci fa partecipi della sua idea della Natura e sulla Natura violentata e derisa nella sua essenza, ci ricorda senza schermi e senza veli la violenza sull’uomo, la tracotanza criminale della mafia e delle sue radici tentacolari, planando dalla cronaca alla metafisica, dalla fisica all’auspicio di una società planetaria nuova e diversa.

Scurria ripercorre così tutto il suo personalissimo ed originale percorso intellettuale che si è misurato nel tempo fra vicende esistenziali complesse (che l’utile biografia del Nostro fa ben intuire, come direbbe Bergson) e produzione culturale e le teorie sempre all’insegna di uno scavo veritativo (la sua verità!) che si è misurata con le asprezze e le pulsioni del pensiero che si è fatto e si fa parola spesso incandescente, inattuale e ricercata, costruendo nel frammento, una unità che non presuppone una logica “lineare” quanto una conseguente apertura alle più impervie vie che portano alla vetta, più che fermarsi per calcolo o prudenza, a metà del cammino.

La vertigine del pensare senza pregiudizi le ingegnerizzazioni sistemiche, come possiamo analizzare in questo testo di Marcello Scurria, può provocare nel lettore sbandamenti concettuali ed equivoci interpretativi; ma, in realtà, Scurria prosegue con costanza una strategia argomentativa che declina positivamente una unità che si fonda – ora nella teoricità e scientificità – e si manifesta vitalmente interrogante, a volte provocatoria, spesso riflessiva o invitante a non indulgere nei luoghi comuni, nel politicamente corretto, nelle formule stantie.

L’aforisma spesso inventato da Scurria, come si può leggere ripetutamente sulle sue pagine, è uno strumento linguistico e quindi di pensiero essenziale, proposto per incidere, per ribadire ed esporre in toni e cromaticità diversificate, il proprio punto di vista. Una inversione-immersione che tiene conto dei naturalissimi stati molteplici della propria individualità, ricorrendo alla storia e alla cronaca e ricordando – ed è un altro merito dell’Autore – e citando Autori a volte assai diversi eppure tanto necessari allo svolgimento della trama di pensiero di Scurria, del suo libero arbitrio. Il principio cardine è la “sostenibilità” che per l’Autore è “entropia del nostro Macrocosmo Economico lungimirante”, che si oppone e sostituisce, attraverso l’economia sistemica o non-lineare, “alla immorale crescita di un andazzo economico che distrugge e devasta senza pietà”, a cominciare dall’equilibrio naturale e umano, interlocutorio necessario, imprescindibile per il dialogo con l’Economia.

Ecco allora la Nuova Alleanza con la Natura che Scurria argomenta necessaria, “agli antipodi del principio di res extensa cartesiana”, rifacendosi ad un principio estetico che va oltre ogni fede, interesse e denaro. La bellezza, afferma Scurria, “è un modo d’essere della Natura”, è “un filo conduttore che non ha bisogno d’essere spiegato, va semplicemente vissuto e goduto” come sinonimo di felicità “dato che la felicità è uno stato della mente, né esclusivamente del corpo e neanche un poco del portafoglio; e quando si ama la Natura, sei contemporaneamente amato dalla sua bellezza pensante, quando la vedi sei visto, quando la tocchi sei riconosciuto.” Parole e concetti di alta astrazione concettuale e di vigore letterario, dove ancora si afferma che “la bellezza non è fonte di nessun rancore” fino a pervenire dalla “sezione” alla “Dimensione Aurea” più generale, che si iscrive nell’ Anima Mundi, ovviamente onnipresente. Le pagine dedicate a Botticelli sono iscritte in questa dimensione, perché “nella bellezza non c’è nulla di volgare, nulla è diabolico”. Ed è in tale contesto l’elogio del Libero Arbitrio che traccia Scurria, che egli definisce “una postura del pensiero che si muove con noi” a testimoniare la libertà autentica e non quella della globalizzazione che, dice, “incarna il burattinaio senza essere minimamente sostenibile”. E, ancora, “il Libero Arbitrio è nel decidere se distruggere o non distruggere Madre Natura e tutte le forme di vita nate dall’imparzialità di Dio”.

Altro elemento da evidenziare è la perfettibilità della perfezione; laddove si afferma che “la perfettibilità è costantemente in itinere, è sempre in fieri, finché il Sole splenderà sul sistema solare. Aggiunge, Scurria, a ulteriore determinazione del suo pensiero, che “le emozioni, le sensazioni, le congetture, le idee di bellezza sono idee che derivano dagli stimoli ricevuti dall’osservazione-immedesimazione nel mondo di cui facciamo parte, cogliendo nel durante dell’osservazione l’ in-sè che interagisce con la Natura”. Si configura chiaro il quadro che Scurria ci propone, anche ricorrendo alla poesia per affermare che “la sostenibilità è un simbionte della qualità”, in una “complessità che non è sinonimo di complicazione”.

Ne consegue la necessità di “cambiare il modo di pensare e di fare economia” con dimostrazioni matematico-argomentative “pionieristiche”come egli stesso le definisce, per me realtà da ricostruire” “imitando i processi della Natura, nel fondamento che è il “diritto alla vita”, in una società contra naturam e oggi schizofrenica, come sottolinea l’Autore che propone “nuovi paradigmi delle Reciprocità Sistemiche”, verso quell’ “Economia Sistemica o Non-Lineare” che è “l’economia rivoluzionaria che all’interesse di pochissimi preferisce e sostituisce il benessere di moltissimi” , indicando nella “Politica del Bene Comune” quell’orizzonte di senso e di valore che “insegnando la sostenibilità proietta anzitutto ecologicamente, la coscienza e la libertà di ricerca dei singoli e delle comunità pensanti.

Seguendo a grandi linee il pensiero-argomentante di Marcello Scurria, abbiamo cercato di individuarne i punti-luce, i centri nevralgici. Certo, molto altro il testo propone, ma come detto all’inizio, il metodo che Scurria propone è carico di indicazioni, prospettive e domande che dal tessuto delle sue idee, possano giungere anzitutto al cuore, per una nuova consapevolezza, per costruire una giustizia fra gli uomini e un patto rinnovato con la Natura, appunto senza formule incatenanti, sistematiche, alienanti oltre le strettoie del debole pensiero, oltre il conformismo dei pavidi. (…Come mi conosce il Prof. Tommaso Romano, forse soltanto io.)TOMMASO ROMANO Palermo, febbraio 2020

Artista: scrittore . economista . sistemico

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