Progetti

Innovazione e arte senza barriere, un museo tattile per non vedenti in Sicilia

Uno dei progetti candidati al Premio Innovazione Sicilia è il Museo/Laboratorio di Arte Moderna, destinato agli ipovedenti e a chi soffre di cecità, presentato nell’ambito della Strategia regionale S3 “Turismo, cultura e beni culturali”. Il museo/laboratorio candidato ha l’obiettivo di creare inclusione e guidare il visitatore ipovedente durante la visita, accompagnandolo nel contatto con le mani sulle opere. Al termine del percorso i visitatori saranno chiamati a esprimere le proprie emozioni e realizzare un’opera pittorica ispirata a ciò che hanno percepito durante la visita della mostra. Ne abbiamo parlato con la sua ideatrice Nicoletta Militello, maestra d’arte, pittrice e titolare di un laboratorio di nome Artes a Palermo, dove si tengono già corsi di disegno e tecniche pittoriche. “Da diversi anni svolgo vari corsi di disegno, di pittura e soprattutto ho scelto di occuparmi di ragazzi disabili e normodotati. Il progetto presentato si rivolge soprattutto alle persone che hanno difficoltà nel vedere i quadri come gli ipovedenti e i ciechi. Siccome ho fatto delle mostre con delle persone che erano ipovedenti, c'è stata per me una sorta di folgorazione perché mi sono chiesta ‘ma come fanno loro a vedere le nostre opere?’. E allora ho pensato di realizzare delle opere materiche, cioè tridimensionali, in modo tale da poter toccare e capire la materia e il colore e attraverso la nostra voce riuscire a capire ciò che stanno toccando”. “Qualche anno fa – ha spiegato Nicoletta Militello – siccome a sud non ci sono questi spazi dedicati a questi ragazzi e a queste persone ipovedenti o cieche e quindi io ho pensato di realizzare una mostra con i miei quadri o in collaborazione con altri artisti che hanno a cuore questa fetta di società, che viene emarginata e di creare quindi una sorta di mostra tridimensionale dove i ragazzi e gli adulti normodotati non vedenti possano toccare durante la visita e creare al termine della visita un corso per far realizzare loro delle opere, in modo tale da dare spazio alle loro emozioni e sentirsi integrati”. Il progetto contrariamente al sentire comune, secondo cui un’opera d’arte va sempre ammirata e osservata a distanza, con la costante raccomandazione “non toccare” e non “fotografare”, introduce il concetto di accostarsi a un quadro attraverso il tatto, e quindi di un’arte meno eterea, ma altrettanto comunicativa e ricca di emozioni. “La mostra è un modo per integrare questi ragazzi all'interno della società attraverso l'arte, perché l'arte è terapeutica e arriva proprio al cuore, all'anima delle persone, sia alle persone ipovedenti, sia alle persone che sono sensibili a questa tematica”. “Il progetto – spiega Militello – è originale perché al Sud non esistono questi tipi di corsi ed è realizzabile perché io ho un laboratorio molto ampio dove potrei dare vita a questa mostra con i miei quadri o insieme ad altri artisti e creare questa mostra aperta a tutti, anche se è dedicata soprattutto a loro perché devono assolutamente capire cosa c'è dietro un quadro e la sua lavorazione e riuscire loro stessi a realizzarlo. È un progetto che ho a cuore da diversi anni, perché purtroppo la nostra società tende a emarginare tantissimo le persone, che hanno delle disabilità e sono molto sensibile a questo tipo di tematica”.

“Sanità, Innovazione, Digitalizzazione”, il blog siciliano che parla di e-Health e AI

Uno dei progetti candidati al Premio Innovazione Sicilia nell’ambito della Strategia regionale S3 “Scienze della vita” è il blog "Sanità, Innovazione, Digitalizzazione", un progetto editoriale significativo pensato per informare il pubblico su tematiche cruciali come la sanità digitale, l'intelligenza artificiale in medicina e il Piano Nazionale per la Salute. Ne abbiamo parlato con Remo Pulcini, ideatore del blog e dirigente delle professioni sanitarie: “Mi occupo di tutte le attività sanitarie, di quello che ruota intorno alla sanità nazionale e siciliana e di consulenza. Mi è venuta l'idea di creare questo blog dove si parla di innovazione sanitaria e di tutte le tecnologie innovative per le varie specialità mediche e in particolare di intelligenza artificiale applicata alla radiologia e ai laboratori. Nello stesso tempo mi occupo di tutta la normativa sanitaria. Per questo motivo ho creato un sito di divulgazione sostanzialmente scientifica, dove sono presenti interviste ad attori in ambito sanitario e si parla di attività sanitarie con una specifica sezione dedicata alla Regione Siciliana. Qui di fatto emergono tutte le esigenze che partendo dall'assessorato regionale passano poi alle ASP”. Allo stato attuale il sito si occupa di sanità digitale, con le ultime tendenze nel settore, dall’uso dei dati alla telemedicina; intelligenza artificiale in medicina, in particolare nella diagnosi, prevenzione e trattamento delle malattie; Piano Nazionale per la Salute – PNRR 6, tenendo il pubblico informato su come queste politiche influiscano sulla loro salute e benessere; notizie istituzionali provenienti da enti come l’OMS e nazionali come il Ministero della Salute e l’Agenas e sanità regionale, esplorando iniziative locali e i progressi nel settore, senza mai trascurare altre regioni italiane. “L'idea – ci spiega Remo Pulcini – è quella di strutturare un progetto editoriale con dei giovani esperti in ambito sanitario, per dare contenuti informativi alla cittadinanza. Un ulteriore passo sarebbe quello di inserire all'interno di questo progetto anche la possibilità di elaborare queste informazioni. Per questo servono risorse finanziarie e un algoritmo basato sull'intelligenza artificiale con il quale rintracciare rapidamente tutte le informazioni, legate sostanzialmente ai vari ambiti regionali e della sanità. Non sarebbe più così una semplice raccolta di dati, ma qualcosa di più specifico, realizzato appunto attraverso l'intelligenza artificiale”. “Il progetto è originale. L’originalità è dovuta al fatto non ci sono molti siti non istituzionali che trattano di innovazione e intelligenza artificiale in ambito sanitario. Forse ce ne saranno, oltre al mio, al massimo due o tre, perché a parlare di questi temi sono sempre aziende che trattano prodotti basati su queste tecnologie o direttamente qualche sito istituzionale. L'esclusività e l'originalità sta nel fatto che in questo momento il blog rappresenta uno dei pochi progetti sanitari basati sull'innovazione e sulle tecnologie emergenti”. In definitiva, il blog "Sanità, Innovazione e Digitalizzazione" rappresenta una fonte affidabile e informativa per l'innovazione sanitaria, sia a livello nazionale che internazionale, che può suscitare l’interesse del pubblico e grazie al supporto dei social può raggiungere un pubblico sempre più ampio, contribuendo sul lungo periodo all'accelerazione dell'innovazione sanitaria in Italia ed in Sicilia.

Packaging semiotico multisensoriale: l’innovazione che risveglia i sensi

Tra i progetti candidati al Premio Innovazione Sicilia c’è anche una nuova metodologia di packaging per l’agroalimentare, denominata “Packaging semiotic full sensorials combinations”. Il suo ideatore Vittorio Torresi ci ha spiegato il suo progetto presentato nell’ambito della Strategia regionale S3 “Agroalimentare”. “Io sono un esperto di invenzioni e innovazione e sono stato invitato dieci anni fa e per cinque anni consecutivi a Bruxelles al concorso nazionale Eureka. La mia innovazione – ci spiega Torresi – riguarda il campo del confezionamento del packaging”. Si tratta di un "packaging semiotico multi-sensoriale", che combina tutti e cinque i sensi e offre infinite combinazioni. “Sebbene il nome possa sembrare complesso il concetto è semplice: si tratta di confezioni semiotiche, che coinvolgono tutti i sensi per migliorare l'esperienza del consumatore”. Oggi, il packaging non è solo un contenitore, ma un potente strumento di comunicazione e marketing, capace di influenzare le emozioni e le scelte d'acquisto dei consumatori. Un buon packaging può distinguersi per il colore, il messaggio e la sua capacità di emozionare, giocando un ruolo cruciale nel mercato moderno, dove i consumatori sono sempre più esigenti e alla ricerca di novità. Nato inizialmente per contenere merci, il packaging si è evoluto fino a diventare una vera e propria arte. L’innovazione specifica riguarda un packaging progettato per contenere prodotti alimentari con due gusti o prodotti di profumeria e detergenza con due profumazioni. È un packaging “specifico per confezionare tutti i prodotti di largo consumo, ma specificatamente food, beverage, dolciario e così via. Il prodotto interno deve sempre contenere due gusti o due fragranze. C’è un solo metodo e poi tutte le possibili combinazioni e con queste combinazioni, che sono in numero illimitato, è possibile realizzare tantissimi packaging”. Ad esempio, per un gelato con due gusti, come rosa e mirtillo nero, il packaging sarà a due colori (rosa e nero) e avrà il nome "rosanero" in rilievo, coinvolgendo così anche il tatto. Questo packaging, oltre a essere esteticamente attraente, ha una forte carica semiotica, evocando la città di Palermo e la sua squadra di calcio. In questo modo "un'azienda invece di rivolgersi al grafico avrà già dei magazzini pronti, con prodotti che si vanno a via via a creare perché poi alla fine il packaging rimane lo stesso. Questi prodotti di tipo local possono così anche diventare global”. Questa idea può essere, infatti, adattata a diverse città e prodotti, a patto che abbiano due gusti o due profumazioni, offrendo infinite combinazioni possibili e rendendo il packaging non solo funzionale, ma anche un mezzo di comunicazione emozionale ed efficace. "Il progetto presentato – conclude Torresi  – soddisfa il criterio dell’originalità perché non si è mai visto niente del genere ed è possibile realizzare un’infinità di combinazioni. Si tratta, poi, di un packaging creativo, realizzabile e sostenibile anche da un punto di vista ambientale. Dal punto di vista dell’impatto sociale il prodotto stimola il senso di appartenenza alla propria città, a un territorio e alle proprie radici".

La ‘Città della Gioia Universale’: un distretto creativo per la Sicilia

Tra i progetti presentati al Premio Innovazione Sicilia nell’ambito della Strategia S3 “Smart cities & communities” c’è anche la "Città della Gioia Universale”. Il progetto nasce con l’obiettivo di offrire al variegato e universale mondo degli operatori artistici, dei collezionisti e degli appassionati di arte, un’idea della Sicilia intesa come “luogo ideale di produzione e divulgazione artistico-culturale”, capace di favorire l’interscambio e la coesione tra gli stessi operatori, e tra questi e le istituzioni, per lo sviluppo e la diffusione della loro produzione artistica nel mondo, prediligendo e valorizzando la qualità certificata e l’eccellenza. Ne abbiamo parlato con il suo ideatore Piero Franco Spaticchia, docente di Storia dell’arte e disegno e giornalista pubblicista, originario di Capo d’Orlando. “Io sono impegnato sul territorio in senso sociale, artistico e culturale e da tempo ho elaborato un piano di sviluppo territoriale con il quale sarebbe possibile poter mettere insieme, integrare 42 comuni dell’Area Territoriale Tirreno-Nebrodi. Si tratterebbe di un progetto pilota, che partendo da questi 42 comuni, omogenei per identità, cultura, tradizioni, consentirebbe di creare una vera e propria armonia tra i produttori di arte e cultura e il patrimonio culturale artistico già esistente, che in questo modo non sarebbe solo tutelato, ma anche promosso, valorizzato e ricondotto su una dimensione di sviluppo e di produttività e anche verso una possibile internazionalizzazione”. “Questo progetto di sviluppo – prosegue Spaticchia – tiene conto di vari ambiti, ma noi ne abbiamo estrapolato soltanto uno quello del distretto creativo 1. Praticamente con questo distretto creativo noi abbiamo la possibilità, attraverso la firma di un protocollo d'intesa fra i vari Comuni di poter sollecitare e stimolare tutti i produttori e giovani e artisti e creativi che fanno parte di un circuito digitale e informatico e poter creare in Sicilia quell’humus ideale per poter poi esportare anche l'arte e la produzione artistica, chiaramente con specifici protocolli di qualità, in modo tale che questa garanzia possa sostenere una possibile domanda di arte e di cultura che in Sicilia potrà essere arricchita non solo dalla creatività, ma anche da un valore aggiunto: la nostra capacità di interazione, di integrazione e di sostegno”. Secondo Spaticchia non si tratta di immaginare l’idea solo da un punto di vista economico, ma intenderla come una “proposta culturale a base identitaria che parte dalla Sicilia e si può diffondere in tutto il mondo con i mezzi che abbiamo. E per questo motivo io ho chiamato l'idea ‘Città della Gioia Universale’, perché produrre gioia significa produrre bellezza e la bellezza è necessaria al mondo intero”. “Per farlo ho iniziato creando queste città e questa 'Città Universale della Gioia', prima sui social, con 20 pagine su Facebook e Instagram, con l’obiettivo di sviluppare in futuro il progetto a livello territoriale, potendo contare sulle necessarie risorse. I 42 Comuni in questo modo diventerebbero distretto città. Il progetto sarebbe così innovativo non soltanto per la metodologia, ma anche dal punto di vista strutturale e potrebbe offrire ai giovani diverse possibilità, sogni e nuovi input", nel territorio in cui sono nati e cresciuti. “Il progetto è originale per la sua metodologia e l'impatto che potrebbe avere sulla società, ma anche sostenibile dal punto di vista sociale. Coinvolgerebbe infatti le popolazioni di questi 42 territori (parliamo di 120.000 abitanti)”. Infine, dal punto di vista della realizzabilità – conclude Spaticchia – sarebbe solo da implementare, correggere e rendere più e professionale per la sua effettiva realizzazione. Bisogna crederci e far comprendere alle istituzioni l’importanza di questo progetto di sviluppo territoriale”.

Cube Selection, un viaggio sensoriale alla scoperta dei sapori della Sicilia

Cube Selection è uno dei progetti candidati al Premio Innovazione Sicilia nell’ambito della Strategia S3 “Agroalimentare”, un’idea innovativa che consiste nel racchiudere in un box un paesaggio, un’atmosfera, un’ambientazione unica di ispirazione siciliana. Al momento sono stati ideati 8 cubi, Bronte, Etna, Favignana, Marzamemi, Modica, Pantelleria, Taormina e Trapani, pensati come oggetti sostenibili che, una volta utilizzati, possono essere esposti e magari collezionati, in quanto riescono a rievocare la bellezza e la magia della Sicilia stimolando contemporaneamente tutti i sensi. Non si tratta, infatti, solo di cibo ma di una vera e propria esperienza. Ne abbiamo parlato insieme a Michele Sabatino, titolare della società che porta lo stesso nome del progetto: “Il mio nome è Michele Sabatino e nella vita faccio tante cose nella vita, come dedicarmi all’insegnamento all'Università di Potenza, anche se sono di Enna. Ho insegnato per tanti anni politica economica e oggi faccio il manager e seguo il progetto ‘Cube selection’". In particolare, "Cube Selection s.r.l." è una "società del settore food, una microsocietà in realtà. Il nome dell'azienda deriva dall'idea, che consiste nel mettere in un box a forma di cubo il meglio che la Sicilia può offrire in termini di food. Chiaramente parliamo di prodotti non deteriorabili almeno in questo primo step”. “I cubi – ci spiega Sabatino – sono personalizzati. In questo momento ce ne sono otto, a seconda del sound del territorio scelto, quindi, l'Etna dà il senso del vulcano e quindi c'è il peperoncino, nel cubo di Pantelleria troviamo, invece, il pesce, mentre in quello di Bronte il pistacchio. Da 8 se ne potrebbero riproporre 88. Al momento siamo ancora in una fase di elaborazione". L’obiettivo è quello di "vendere online tramite la piattaforma Cube Selection, ma anche offline. Ci stiamo sperimentando anche su tutto ciò che richiama il turismo in Sicilia. Il turista arriva in un hotel, vede il cubo e se lo porta a casa. Poi ritorna il desiderio del sound della Sicilia, degli odori, dei sapori ed ecco che compra il cubo online online sfruttando la nostra piattaforma e-commerce, già operativa. L'ambizione è quella di andare oltre i confini della Sicilia”.   “L'idea nasce da lontano – prosegue Sabatino – da diversi contatti ed esperienze. Il cubo ha fatto tanti percorsi essendo stata un'idea trasferita, discussa e oggi, in effetti, abbiamo avuto la possibilità di avere un finanziamento da parte della Regione Siciliana, che ci ha consentito di trasformare un'idea in progetto che stiamo implementando, che è sostenibile e che si vende. Il progetto in termini di start up ha visto un investimento da parte dei nostri soci e della Regione, rientrando in un programma di finanziamento ed è un progetto sostenibile perché chiaramente è un prodotto, che si vende e speriamo di farlo sempre di più e quindi di avere un feedback dell'investimento”. Il progetto è anche originale. “L’originalità sta nel mettere in un cubo un’isola, un territorio. Ci sono esperienze simili, ma non nel settore food, non c'è un cubo sulla Sicilia e sui prodotti della Sicilia. Speriamo che l’impatto sulla società sia sconvolgente e che le persone si possano innamorare di questo prodotto, per cui l'impatto lo valuteremo in corso d'opera. Per onestà professionale devo dire che l'impatto ad oggi sicuramente c’è. Noi l'abbiamo proposto a degli albergatori, adesso siamo su alcuni alberghi di Taormina e Cube Selection ha avuto un impatto positivo. Molte persone lo vedono e addirittura lo propongono per il matrimonio come regalo da dare ai partecipanti all'evento”. I cubi si prestano ad infinite occasioni d’uso, sono un regalo perfetto per un'occasione speciale come una festa o una cena tra amici, un'idea innovativa che sostituisce la classica bomboniera ai matrimoni, un perfetto cadeau da consegnare ai relatori di un convegno o di un meeting aziendale e un souvenir da portarsi dietro dopo un viaggio in Sicilia. “Oggi – conclude Sabatino – noi abbiamo bisogno di essere sostenuti e per noi un premio come questo è anche un modo di riconoscere un progetto che è pronto a decollare. La piattaforma è già visibile online e il cubo è acquistabile. Tra questi c’è l’Etna, Favignana, Bronte, Pantelleria, Taormina e Trapani e via dicendo. Stiamo lavorando anche al cubo di Enna e speriamo che il premio possa aiutare un'idea, che è sicuramente un'impresa, che ha una vocazione di business e che può generare un impatto positivo sulla nostra terra”.

Moda e innovazione sociale: Uzitausi, lo stile che fa la differenza

Uno dei progetti candidati al Premio Innovazione Sicilia, nell’ambito della Strategia regionale S3 “Turismo, cultura e beni culturali” è il marchio di moda Uzitausi Afrika, che deriva da una parola swahili. "Uzi" significa filati, mentre “Tausi” pavone. Due parole che stanno ad indicare da un lato la grande varietà di filati, dimensioni e funzionalità utilizzati per la realizzazione dei capi e dall’altro la splendida palette di colori sgargianti, simbolo di unicità e diversità insieme. Ne abbiamo parlato con la sue ideatrice Laura Bonfante e la stilista africana Raynor Amondi Kaburu, che ci hanno spiegato nel dettaglio il progetto. Il marchio, nato in Africa, ha l’obiettivo di realizzare dei capi sartoriali, mettendo al servizio le conoscenze e le competenze della stilista al servizio dell’intera comunità e creando opportunità per tutto il territorio. Uzitausi è un marchio che dà alle giovani donne e ai giovani uomini un senso di orgoglio, proprietà e reddito sostenibile. Attraverso ago e filo Uzitausi crea un senso di appartenenza e genera anche reddito. “Uzitausi, un marchio di moda fondato nel 2019 con l'obiettivo di esplorare i nostri talenti e creare una piattaforma per i giovani stilisti. L’obiettivo è dare un impatto, ispirare la nostra comunità, fornendo anche lavoro e formazione sartoriale, che a sua volta a me dà un senso di appartenenza e identità. Si tratta di un marchio di moda di abiti di lusso in stile afro e italiano, che mescola entrambe le nostre tradizioni. La fabbrica, nata in Africa è molto originale, propone capi 100% cotone, abiti meravigliosi di cui è possibile seguire il processo di creazione, dalla produzione fino alle passerelle e alla vendita in negozio”, ci racconta Raynor Kaburu. Il progetto mira ad avere un “forte impatto sulla società, perché siamo audaci innovatori”, ma anche a “creare un network per dare vita a opportunità di lavoro e sviluppare capacità sartoriali”. Gli obiettivi di sviluppo sociale di Uzitausi, del resto, sono ambiziosi e includono “assenza di povertà, fame zero, istruzione di qualità, uguaglianza di genere, salario dignitoso, crescita economica, innovazione industriale e infrastrutture”. Si tratta di un progetto originale perché combina diverse texture, ma anche sostenibile, grazie alla vendita online, ai tessuti ecologici e all’utilizzo della stampa 3D che riduce gli sprechi e aumenta la produttività. L’atelier di Raynor Kaburu è nato in Africa, che da tre mesi si trova a Palermo per portare il progetto anche in Italia. La stilista utilizza dei materiali ecologici puntando più sulla qualità che sulla quantità e il suo stile oggi sembra piacere molto agli italiani. “Mi assicuro che i clienti ricevano i capi unici e su misura comodi, alla moda e lussuosi, sia che si tratti di qualcosa da indossare per una serata, una cena formale, un matrimonio o qualsiasi altra occasione, che siano pronti da indossare e realizzati secondo standard elevati. “Sono una sognatrice e costruire questo marchio ha dato a me e alla mia comunità un forte senso di scopo e identità. La mia più profonda speranza – conclude Raynor – è che un giorno, quando la gente penserà ai marchi di lusso di fama internazionale, Uzitausi Afrika possa classificarsi tra i primi 5, se non al primo posto”. Per maggiori informazioni è possibile seguire l'account Instagram @Raynorkaburu

Casa della musica e della Liuteria, un patrimonio musicale antico da riscoprire

Tra i progetti presentati durante la prima edizione del Premio Innovazione Sicilia, nell'ambito della Strategia S3 "Turismo, cultura e beni culturali" anche la “Casa della musica e della liuteria”, nata a Randazzo (Catania) nel 2010, dove è possibile visitare dall’interno una casa medievale di civile abitazione, un laboratorio artigianale dove si costruiscono strumenti musicali a corde antichi, osservare i legni, le vernici, le colle e scoprire le tecniche tradizionali di lavorazione. La parte più innovativa del progetto consiste nella particolare sala della musica dove si possono ascoltare dal vivo gli strumenti ricostruiti, dai flauti e dai corni della preistoria alle cetre greco-romane, a tanti curiosi strumenti medievali a plettro, ad arco, a martelli, a ruota. Proprio questa è l’esperienza sorprendente e insostituibile che cattura i visitatori che per la prima volta scoprono la possibilità di ascoltare in modo diretto i suoni degli strumenti antichi e, attraverso delle semplici spiegazioni, comprendere il significato della musica nella lunga storia dell’Umanità. Ne abbiamo parlato con il suo ideatore Giuseppe Antonio Severini: “Io opero nell'ambito dell'arte della cultura, sono un liutaio e faccio parte anche di una associazione che si chiama “Secoli Bui”. È un'associazione che si occupa delle arti dello spettacolo nel Medioevo”. Il progetto presentato si chiama “Casa della Musica e della liuteria”, ed è costituito da due aspetti, uno è quello realizzato fin qua e che ha funzionato benissimo negli ultimi dieci anni e che èaprire al pubblico un laboratorio di costruzione di strumenti musicali e fare vedere in una stanza di 40 posti in cui mi trovo in questo momento, far ascoltare gli strumenti, i suoni di questi strumenti dalla preistoria all'epoca greca, all'epoca medievale. Questo è l'aspetto più sociale. Ma poi c'è anche un aspetto artigianale che è la costruzione di alcuni strumenti che sono tratti dalla Cappella Palatina di Palermo e dalla Cattedrale di Cefalù, che sono questi strumenti musicali del XII secolo che attestano una particolare liuteria siciliana di quell'epoca. Oggi l’accento è posto proprio su questa ricerca estremamente innovativa: lo studio e la ricostruzione degli strumenti musicali a corde dei dipinti della Cappella Palatina di Palermo e della cattedrale di Cefalù. Si tratta dei documenti più importanti disponibili ad oggi sulla liuteria siciliana medievale, unici in Europa ed essenziali per l’identificazione del nostro patrimonio storico-musicale. “L’obiettivo della Casa della musica – prosegue Severini – è quello di fare fruire la cultura musicale direttamente alle persone attraverso quello che è un incontro diretto, non tramite appunto video social, ma direttamente e la ricostruzione degli strumenti della Cappella Palatina è importantissima perché non è mai stata fatta in modo coerente e in modo completo". "Io sto cercando di ricostruire gli strumenti a corde, per esempio, questi liuti che erano degli strumenti molto usati all'epoca e che sono particolarmente significativi, perché sono diversi da quelli che si usavano nel Mediterraneo a quell'epoca. Hanno delle particolarità che sono simili, ma hanno delle cose che si trovano solo alla Cappella Palatina, per esempio, questa fascia metallica decorativa oppure sto provando a farli con legno di palma, che è una pianta che si vede raffigurata nei dei dipinti oppure facendo le casse e degli strumenti in ceramica, con la tastiera in olivo e questa piastra metallica ornamentale. E sono tutti dettagli che si vedono in queste pitture anche a Cefalù ma soprattutto alla Cappella Palatina”. Per Severini tra i criteri del Premio Innovazione Sicilia il progetto risponde al criterio dell'originalità, sostenibilità e realizzabilità. Il progetto è originale perché “è una cosa che nessuno ha mai fatto, questa ricostruzione da questi documenti, che sono tra l'altro unici in Europa, perché no non ci sono altre pitture così belle e così importanti in Europa per il XII secolo”, è sostenibile perché “è tutto fatto con elementi naturali, mentre per quanto riguarda la fruizione sociale è una cosa che piace alle persone. Alle persone piace venire qua, ascoltare i suoni”. “Per l’aspetto della fattibilità – conclude Severini – in questi anni abbiamo dimostrato che si possono fare queste ricostruzioni si possono studiare queste cose e realizzare spazi di ascolto diretto come questo. Qua in un paese piccolo come Randazzo siamo riusciti con questa semplice proposta ad attirare un sacco di persone dall'estero e da tutta la Sicilia”.

Innovazione e stampa 3d: la sfida sostenibile di Pint3rD

La stampa 3d è una delle principali leve dell’innovazione, capace di incoraggiare la creatività e promuovere al contempo la sostenibilità. Pint3rD, uno dei progetti candidati al Premio Innovazione Sicilia, nell’ambito della strategia regionale S3 “Ambiente, risorse naturali e sviluppo sostenibile”, realizza prototipi e oggetti tramite l’uso dell’additive manufacturing, una tecnologia innovativa, che sta rivoluzionando il modo in cui produciamo oggetti. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Caruso, CEO di Pint3rD: “Il mio piccolo progetto nasce nell'entroterra siciliano a Leonforte, nella provincia di Enna. Tutto è nato da una passione, da una sfida che mi sono posto, che è quella di far conoscere il manufacturing, cioè i processi di produzione di oggetti o comunque componenti mediante stampanti 3D. Tra i banchi di scuola dove ho studiato meccanica ho iniziato i primi piccoli progetti e pian piano mi sono appassionato a questo metodo di produzione. Ho incominciato a creare vari oggetti per motoveicoli e autoveicoli e non solo, vista la potenzialità di queste macchine che ci permette di creare qualsiasi cosa”. Durante la pandemia Caruso ha deciso di acquistare una stampante semiprofessionale e ha iniziato a sviluppare i suoi progetti, acquisendo via via sempre maggiore esperienza e iniziando ad apportare modifiche struturali e funzionali. "Il mio progetto – ha continuato Caruso – consiste semplicemente nel dare grazie a queste macchine una nuova vita a dei materiali, che hanno una vita finita, riciclando tutte queste plastiche che non si possono più utilizzare e creando degli oggetti utili per la vita umana o che possano dare benefici alla vita in generale dell'uomo e all'ambiente che ci circonda”. L'obiettivo è quello di "sensibilizzare le persone all’uso di queste macchine e apportare dei benefici all’umanità e alla vita in generale, soprattutto all’ambiente" con una produzione efficiente e rispettosa dell'ambiente, per non parlare poi – conclude Giuseppe Caruso – della produzione di massa perché oggi si tende sempre a standardizzare le cose e non si ha un proprio design. Quindi per distinguersi anche dalla massa con le stampanti 3d è possibile creare dei modelli personalizzati”.

Arealchemy, quando la realtà aumentata incontra l’enoturismo

Tra i progetti presentati durante la prima edizione del Premio Innovazione Sicilia, nell’ambito della Strategia S3 “Agroalimentare”, c’è anche Arealchemy, un progetto innovativo, che mira a promuovere e valorizzare l’immenso patrimonio di cantine e territori ad alta vocazione vitivinicola attraverso i sistemi di realtà aumentata. Ne abbiamo parlato con Gianfranco Cinardi, esperto di enologia ed enoturismo, che ci ha raccontato il suo progetto innovativo, al centro di un protocollo di intesa, sottoscritto a Sambuca di Sicilia dal Presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino, Dottor Angelo Radica e dalla Uno@Uno. Il protocollo propone di attuare strategie innovative di comunicazione e realtà aumentata per un salto verso il futuro nella comunicazione dei prodotti vinicoli e dell'enoturismo. “Io sono un funzionario della Regione Siciliana, ma sono anche un blogger e un creativo. Mi occupo di marketing, comunicazione ed eventi. Ho avuto l’incarico di seguire un blog per il Direttore generale del Dipartimento e ho avuto l’occasione di collaborare con l'Istituto regionale del vino e dell’olio, un'istituzione regionale dove ci sono enologi, agronomi e scienziati e insieme a loro ho fatto dei progetti per la valorizzazione delle eccellenze siciliane”. Da qui l’idea di applicare le nuove tecniche della realtà aumentata al settore vitivinicolo. Del resto, dietro una bottiglia di vino c’è il racconto di un territorio, una storia da scoprire e grazie alla realtà aumentata senza l’uso di visori o caschi, ma semplicemente inquadrando l’etichetta, è possibile accedere a una serie di informazioni che una semplice etichetta cartacea ovviamente non potrebbe contenere. Inquadrare l’etichetta permetterà di accedere a informazioni sul vino e sulle sue caratteristiche, in linea con le nuove normative europee destinate alle aziende vitivinicole che prevedono l’obbligo, entro la fine del 2023, di far conoscere ai consumatori le caratteristiche nutrizionali del vino. Si tratta di un uso della realtà aumentata che non sostituisce, ma al contrario amplifica le emozioni che i clienti stanno vivendo. Una sorta di guida per scoprire al meglio la tradizione vitivinicola nostrana. Il progetto candidato al Premio Innovazione Sicilia è un "progetto innovativo, ecosostenibile ed ecocompatibile, un progetto pilota, che grazie al recente protocollo sarà diffuso attraverso i comuni e nelle aziende vinicole e sarà utile sia per il territorio che per l’utente finale". Con l’etichetta in AR si potrà inoltre accedere a informazioni su promozioni ed eventi legati al marchio, conoscere abbinamenti vino-cibo e scoprire informazioni, itinerari e percorsi immersivi nel territorio che consentano all’enoturista di vivere l’esperienza all’aperto nei vigneti, ma anche all’interno delle cantine. Un modo unico per promuovere l’enoturismo anche nei mesi solitamente non destinati a questa attività e creando sinergie con altre realtà del territorio. Grazie alla realtà aumentata è possibile vivere o rivivere, “l’esperienza” di luoghi e situazioni capaci di regalare sensazioni vive e dare slancio alle piccole e medie imprese locali.