Costruire l’infrastruttura del futuro: dati, processi e un nuovo polo dell’innovazione in Sicilia

Quando si parla di infrastrutture, il pensiero corre quasi automaticamente a reti, impianti, cavi e centraline. Eppure, spiega Luca Falzone, Marketing Manager di Xenia Progetti, la vera infrastruttura oggi è fatta di dati, software e processi. Lo abbiamo incontrato a Coderful 2026, per parlare di utility digitali, cultura aziendale trasparente, dei limiti dell’intelligenza artificiale e di un nuovo polo innovativo che sorgerà in Sicilia.

Xenia Progetti: quasi 36 anni tra Sicilia, Lecce e Dubai

Xenia Progetti, racconta Falzone, opera nel mondo dell’information technology da più di 35 anni, . Un’azienda radicata nel territorio siciliano, ma che ha sedi anche a Lecce e a Dubai, che sviluppa software in ambiti molto diversi tra loro (dalla sanità ai beni culturali, al mondo delle industrie). Una diversificazione che, come si capirà proseguendo, non riguarda solo i settori di applicazione, ma anche la filosofia con cui l’azienda guarda a innovazione e persone.

Il dato al centro: la vera infrastruttura delle utility

Alla domanda su quanto pesi oggi il digitale nel rendere una utility più efficiente, sicura e pronta al cambiamento, Falzone non ha dubbi: «Oggi sicuramente i dati sono il cuore e sono un anello fondamentale per poter poi tirare fuori dell’uso, dei comportamenti». Attraverso metriche opportune, spiega, «possiamo veramente trarre delle informazioni importanti in qualsiasi ambito». Non impianti più grandi o cavi più veloci, dunque, ma la capacità di leggere correttamente ciò che i dati raccontano.

Trasparenza cercasi: il patto (da rifare) tra aziende e developer

Alla base di un’azienda c’è anzitutto un’organizzazione precisa e trasparente, conferma Falzone. Quando gli chiediamo cosa dovrebbero dirsi prima – e meglio – azienda e developer, risponde: «Ci deve essere un piano trasparente, una direzione, un percorso di crescita e anche di competenze», risponde Falzone. Gli sviluppatori sono spesso mossi da «una fortissima passione» e hanno bisogno di visibilità, di appassionarsi a quello che fanno: «L’azienda sicuramente deve dare supporto alla crescita». Una responsabilità che va nella direzione opposta al solito copione, in cui è il talento a doversi adattare senza troppe domande.

Cosa l’intelligenza artificiale non potrà mai capire

Ed è qui che arriva la battuta più incisiva dell’intervista, quella che meglio riassume il pensiero sul rapporto tra tecnologia e persone: «L’AI si basa sempre su dati, su statistica, su opzioni migliori. A volte le scelte vanno fatte di pancia e di cuore. Credo che l’AI a oggi non possa rispondere a questo modello.»

Una distinzione netta tra ciò che si calcola e ciò che si sente, che Falzone ribadirà più avanti a proposito di un tema molto concreto: le assunzioni.

Il nuovo polo innovativo di Aci Castello

La scelta di Xenia Progetti di sostenere Coderful deriva da una prospettiva precisa, legata alla crescita e ai giovani talenti. L’azienda, infatti, ha presentato proprio durante l’evento la nascita di un polo innovativo, presentato proprio attraverso alcune challenge che ne rappresentano i primi eventi e che hanno l’obiettivo di creare networking e insegnare a lavorare insieme.

Il nuovo polo firmato Xenia Progetti sorgerà ad Aci Castello e aprirà le porte, con buona probabilità, a settembre: aree tematiche con forte focus su AI e cybersecurity, pensate per diventare un punto di riferimento per l’innovazione nel territorio e un supporto concreto per i giovani che hanno bisogno di una guida e di un confronto.

Assunzioni, CV e l’aspetto umano che nessun algoritmo vede

Rimanendo in tema lavoro, ma tornando al rapporto tra AI e decisioni, Falzone porta un esempio molto pratico: quello delle assunzioni. «Alcune scelte vengono dettate dall’esperienza e dai rapporti umani», afferma, ribadendo che l’AI può muoversi solo «su base statistica» e non «sulle sensazioni». Se una decisione di assunzione fosse guidata solo da un curriculum che «decanta ottime capacità», avverte, si rischierebbe di perdere di vista l’aspetto umano, che resta invece imprescindibile da valutare.

Tra dati che diventano infrastruttura, developer in cerca di un percorso chiaro e un’intelligenza artificiale che, per quanto sofisticata, non sa ancora decidere «di pancia», l’intervista a Luca Falzone racconta una realtà siciliana che guarda al futuro senza perdere di vista le persone.

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