Oscar di Bilancio Ferpi: la sostenibilità si misura, si governa e si comunica

L’Oscar di Bilancio arriva in Sicilia con una domanda molto pratica per le imprese dell’isola: come trasformare i dati che ogni azienda già produce in uno strumento per decidere, ottenere credito e dialogare con il territorio. Il 21 ottobre la sede di Confindustria Siracusa ha ospitato la tappa siciliana del Road Show nazionale legato alla 62ª edizione del premio. Il premio è promosso da FERPI – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana insieme a Borsa Italiana e Università Bocconi.

Il titolo scelto per l’incontro è «Tracciare il futuro – Il reporting al centro della Twin Transition». Relazioni pubbliche, commercialisti, imprese e mondo accademico hanno confrontato i rispettivi punti di vista sul bilancio di sostenibilità. La tesi condivisa è che possa diventare uno strumento di gestione anche per le piccole e medie imprese, e non soltanto un obbligo formale.

L’appuntamento è stato organizzato dalla Delegazione regionale di FERPI, con i patrocini di Confindustria Siracusa, che quest’anno compie cento anni, e dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Siracusa. Dopo Torino e Napoli, il Road Show porta così nell’isola il lavoro sulla cultura della rendicontazione che FERPI, Borsa Italiana e Università Bocconi portano avanti ogni anno.

Gian Piero Reale, presidente di Confindustria Siracusa, ha aperto i lavori con i saluti istituzionali. Per l’Ordine dei commercialisti ha parlato Cristina Messina, segretario e consigliere, a nome del presidente Massimo Conigliaro. La moderazione era affidata a Elisa Toscano, delegata FERPI Sicilia.

Il punto di partenza: quante imprese rendicontano oggi

Il presidente FERPI Filippo Nani ha richiamato il filo conduttore dell’intero Road Show partendo da un dato. Una ricerca presentata al kick-off in Università Bocconi ha analizzato 2.285 imprese non quotate della Città metropolitana di Milano. Di queste, il 4,6% pubblica un report di sostenibilità e un ulteriore 8,2% rientra in un report di gruppo.

Filippo Nani

Per Filippo Nani la questione riguarda la tenuta stessa della transizione. «Una transizione che non rafforza la capacità delle imprese di stare sul mercato, di attrarre investimenti, di innovare e di creare occupazione difficilmente sarà una transizione duratura», ha dichiarato il presidente FERPI. Il bilancio di sostenibilità, nella sua lettura, è sempre più anche «uno strumento di governo dell’impresa, perché aiuta a capire chi sei e dove vuoi andare».

La sfida, secondo Nani, è allargare la platea. In un Paese in cui oltre il 90% delle imprese è piccolo o medio, il report deve servire anche fuori dalle organizzazioni più strutturate, per governare i rischi, orientare gli investimenti e attrarre talenti. Nani ha anche precisato che FERPI non è un sindacato e che il suo obiettivo è diffondere la cultura della rendicontazione e della sostenibilità, anche quando parlarne «può sembrare andare controvento».

Dai dati alle decisioni: la lettura dell’economia aziendale

Elisa Ferrari, professoressa di Economia Aziendale all’Università degli Studi di Enna “Kore”, ha dedicato il suo intervento al valore del sistema informativo aziendale a supporto della Twin Transition. La docente ha collocato la sostenibilità nella tradizione dell’economia aziendale italiana, richiamando il concetto di “perdurabilità” di Gino Zappa. Ha poi osservato che affrontare la doppia transizione richiede sia padronanza della teoria sia competenza sul campo.

«Ogni azienda ha già nelle sue mani un sistema informativo: una grande quantità di dati che vanno trasformati in informazioni utili a chi deve decidere», ha spiegato Elisa Ferrari. Secondo la docente, misurare e rappresentare i propri fatti di gestione avvia un circolo virtuoso. Costringe infatti a formalizzare i processi e a conoscere davvero la propria organizzazione, a patto di non viverlo come un semplice adempimento di legge.

Credito, appalti e filiere: dove il mercato chiede numeri ESG

Sul piano operativo è intervenuto Gaetano Vassallo, dottore commercialista e revisore legale. Vassallo ha spiegato come i criteri ESG entrino già nella valutazione del merito creditizio, nei criteri premiali degli appalti pubblici e nelle richieste che arrivano dalle filiere. Per la quasi totalità delle imprese del territorio non c’è un obbligo di legge: secondo Vassallo è il mercato a chiedere un modo diverso di fare impresa.

«Banche, assicurazioni e grandi clienti danno già un prezzo a questi fattori, e se non li misuriamo noi lo faranno altri», ha affermato Gaetano Vassallo. Per lui un questionario ESG è un’occasione per farsi domande. Spesso porta alla luce pratiche che le imprese già adottano senza valorizzarle, dal risparmio energetico alla gestione dei consumi fino alle iniziative per i dipendenti. Il passo successivo, ha aggiunto, è saperle comunicare.

Misurare per costruire relazioni

«Il mestiere del relatore pubblico si confronta ogni giorno con la difficoltà di rendere tangibile ciò che è intangibile: il valore, l’impatto, le relazioni e il dialogo con la comunità e con i portatori di interesse», ha sottolineato Elisa Toscano. Per la delegata FERPI Sicilia la rendicontazione parte dal dato e permette di raccontare cosa si fa e come. Per questo la misurazione dei risultati fa parte di ogni piano di relazioni pubbliche. Toscano ha anche ricordato che la responsabilità va oltre la dimensione green e comprende il valore sociale e l’impatto sul territorio.

Le conclusioni sono state affidate a Santina Giannone, segretaria generale FERPI, che ha legato il tema della misura alla storia della città e alla figura di Archimede. «Per FERPI la misura non serve a stilare una classifica, ma a creare e nutrire la relazione con gli stakeholder», ha dichiarato Santina Giannone. Giannone ha indicato nel report, di qualunque tipo, il cuore dello stakeholder engagement. Ha poi ricordato che Siracusa conosce da vicino la Twin Transition, tra una lunga storia industriale e un grande patrimonio storico e artistico. Infine ha offerto FERPI come partner del percorso per la città e per l’isola.

Candidature aperte fino al 26 ottobre

L’Oscar di Bilancio prevede categorie per grandi, medie e piccole imprese, oltre che per organizzazioni no profit ed enti pubblici. Le candidature alla 62ª edizione restano aperte fino al 26 ottobre e la premiazione è in programma il 10 dicembre a Milano. Le informazioni sono disponibili sulla pagina ufficiale del premio.

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