Blue Sicily, il mare che innova: confronto su filiere, competenze e futuro della blue economy siciliana

Oltre 80 persone registrate, una platea composta da operatori, imprese, professionisti, startupper e rappresentanti del mondo istituzionale, e un confronto denso sul futuro dell’economia del mare in Sicilia. Si è concluso con una partecipazione qualificata l’appuntamento “Blue Sicily – Il mare che innova”, nuovo incontro del format Connessioni Digitali promosso da Innovation Island, dedicato alla capacità della Sicilia di trasformare il mare in valore, sviluppo, impresa e innovazione.

Il mare come ecosistema economico

L’incontro, moderato da Nino Amadore, ha messo al centro una domanda di fondo: come può la Sicilia passare da una lettura tradizionale del mare, inteso solo come risorsa naturale o settore produttivo, a una visione più ampia, capace di considerarlo come ecosistema economico, culturale e sociale? Il punto di partenza del confronto è stato chiaro: la sfida non è semplicemente pescare di più. Anzi. La vera sfida è aumentare il valore generato attorno alla risorsa mare, rafforzando filiere, competenze, trasformazione, sostenibilità, tracciabilità, reputazione e capacità progettuale.

La cornice economica di Sebastiano Bavetta

Ad aprire i lavori, nella conversazione con Amadore, è stato Sebastiano Bavetta, economista tra i fondatori della Fondazione Innovation Island, che ha offerto una cornice di scenario utile a orientare l’intero confronto. Il suo intervento ha posto l’accento sul passaggio dalla pesca come attività primaria alla costruzione di una vera filiera del valore. Il mare siciliano, è emerso, non può essere letto soltanto come settore produttivo, ma come piattaforma economica complessa, nella quale tradizione, innovazione, capitale umano, istituzioni e mercati devono imparare a dialogare.

La strategia regionale e il ruolo delle politiche pubbliche

Il confronto è poi entrato nel vivo con l’intervento di Giovanni Cucchiara, Dirigente generale del Dipartimento Pesca Mediterranea, che ha illustrato la visione istituzionale e la strategia regionale a sostegno della blue economy. Al centro del suo contributo il ruolo della programmazione FEAMPA 2021-2027, le opportunità per gli operatori della pesca, dell’acquacoltura e della filiera, ma anche la necessità di accompagnare imprese e territori nella trasformazione delle risorse disponibili in progetti solidi, sostenibili e realmente capaci di incidere sul sistema produttivo. Uno dei temi più rilevanti emersi è stato quello dell’accesso all’innovazione da parte delle piccole imprese, dei pescatori e delle comunità costiere. La sfida è evitare che le opportunità siano intercettate soltanto dagli operatori più strutturati, lasciando indietro chi rappresenta ancora oggi una parte essenziale dell’identità produttiva e sociale del mare siciliano.

Acquacoltura, trasformazione ed identità

Donatella Manzo, del Servizio Acquacoltura e Interventi di Diversificazione della Pesca, ha richiamato le opportunità legate ad acquacoltura, pescaturismo, ittiturismo e diversificazione delle attività connesse alla pesca. Un percorso che può rafforzare la sostenibilità economica del comparto e aprire nuovi spazi di lavoro, servizi e competenze attorno alla risorsa mare. Giacomo Tommaso Fascetto, del Servizio Trasformazione Ittica e Interventi Strutturali della Pesca, ha affrontato il tema della trasformazione e del rafforzamento della filiera. Il valore del prodotto ittico dipende anche dalla capacità di conservarlo, trasformarlo, qualificarlo e portarlo al mercato in modo efficace, anche attraverso infrastrutture, logistica, filiera corta e strumenti digitali per tracciabilità e accesso ai mercati. Leonardo Catagnano, del Servizio Sviluppo Locale e Identità Culturale, ha posto l’attenzione sul rapporto tra mare, comunità costiere e identità territoriale.

Il networking di Connessioni Digitali

L’incontro si è concluso con la consueta attività di networking, davanti a un buon bicchiere di vino, trasformando il dibattito in occasione concreta di relazione, scambio e nuove connessioni. Il senso più profondo di Blue Sicily è emerso proprio da qui: il mare siciliano può innovare se diventa sistema. Non una cartolina, non solo una risorsa da sfruttare, ma un ecosistema da organizzare, accompagnare e raccontare. Una strategia capace di generare valore per le imprese, per i territori, per i giovani e per le comunità costiere. Come di consueto, i contenuti dell’incontro sono stati registrati secondo il format Connessioni Digitali e saranno pubblicati nei prossimi giorni sui canali della community. La densità della discussione e la ricchezza degli spunti emersi renderanno infatti necessari ulteriori approfondimenti per gli utenti di Innovation Island, con contenuti video, estratti tematici e materiali editoriali dedicati.

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