FEAMPA, 116 milioni per la Sicilia: la Regione chiama imprese e pescatori alla sfida dell’innovazione

Il mare rappresenta da sempre il cuore pulsante dell’economia, della cultura e dell’identità della Sicilia. Tuttavia, il settore ittico si trova oggi di fronte a un bivio storico in cui le sfide globali del cambiamento climatico, le trasformazioni tecnologiche e le normative europee impongono una profonda evoluzione. Proprio attorno a queste tematiche si è sviluppato il talk “Blue Sicily – Il mare che innova”, evento del format Connessioni Digitali promosso da Innovation Island in collaborazione con il Dipartimento della Pesca Mediterranea. L’incontro ha voluto ribaltare la narrativa tradizionale del settore.

La vera sfida per la Sicilia non consiste semplicemente nel “pescare di più”, bensì nell’aumentare il valore generato attorno alla risorsa mare, integrando in un unico ecosistema economico filiere, sostenibilità, competenze e tracciabilità digitale. Al centro di questa visione si colloca la strategia regionale presentata da Giovanni Cucchiara, Dirigente Generale del Dipartimento, le cui dichiarazioni nella nostra intervista video delineano gli strumenti operativi e finanziari per compiere questo salto di qualità.

La sinergia istituzionale come chiave di volta

Per affrontare i cambiamenti strutturali e climatici in corso, secondo Cucchiara, non è più possibile procedere per compartimenti stagni. La sostenibilità deve smettere di essere vissuta come un vincolo e deve essere trasformata in un’opportunità di crescita e sviluppo reale. È fondamentale creare sinergie tra istituzioni e attori che praticano attività sul mare: dalle imprese alle amministrazioni locali, dalle Capitanerie di porto al mondo della ricerca. Solo attraverso un dialogo costante e un’azione collaborativa sarà possibile “equilibrare e livellare” i molteplici fattori in gioco – inclusi gli impatti ambientali e le esigenze economiche – garantendo una visione di sistema che protegga e valorizzi il patrimonio marittimo nell’ambito del suo reale contesto territoriale, sottolinea il Dirigente Generale.

I numeri del FEAMPA: 116 milioni di euro per la Sicilia

Il principale motore finanziario di questa transizione è rappresentato dal piano nazionale FEAMPA, cioè il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura, per la programmazione 2021-2027. Cucchiara ha illustrato l’architettura di questo fondo, evidenziandone la natura, cofinanziata al 50% da risorse provenienti dai fondi europei e al 35% da stanziamenti nazionali, cui si aggiunge un 15% di cofinanziamento diretto sul bilancio della Regione Siciliana.

Se l’autorità di gestione del Piano è centralizzata a livello ministeriale, le Regioni operano attivamente come organismi intermedi. In questa ripartizione, la Sicilia gioca un ruolo da assoluta protagonista: in quanto regione con il maggior numero di marinerie, un’elevata concentrazione di imbarcazioni e notevoli chilometri di coste, l’isola si è aggiudicata ben il 20% dell’intera dotazione finanziaria nazionale. Questo si traduce in risorse complessive pari a 116 milioni di euro dedicate allo sviluppo del territorio nel periodo di programmazione corrente.

Le priorità strategiche: dalla piccola pesca all’acquacoltura

I 116 milioni di euro del FEAMPA vanno a finanziare un ventaglio articolato di obiettivi strategici, mirati ad ammodernare l’intera filiera ittica siciliana. Tra le priorità indicate da Cucchiara figurano: sostegno diretto alle imprese, con aiuti mirati sia per la flotta costiera artigianale (piccola pesca) sia per le imbarcazioni più grandi della flotta siciliana; interventi strutturali per migliorare le condizioni e la sicurezza dei luoghi di sbarco del pescato; finanziamenti per potenziare la conservazione, la trasformazione ittica e la logistica di filiera corta, garantendo maggiore valore aggiunto sul territorio; supporto per l’acquacoltura, un settore che, pur avendo faticato a decollare in Sicilia, rappresenta un pilastro fondamentale per il futuro su cui l’amministrazione regionale sta ponendo massima attenzione. Cucchiara lancia però un monito chiaro agli operatori: Le risorse economiche da sole non bastano. È indispensabile che vengano presentati progetti di qualità, ben strutturati e inseriti in una coerente logica d’insieme.

Innovazione inclusiva: supportare i piccoli pescatori

Uno degli interessi principali del Dipartimento è fare in modo che l’innovazione tecnologica e i fondi europei non rimangano un privilegio esclusivo dei grandi operatori industriali, lasciando indietro la piccola pesca tradizionale che costituisce l’anima delle comunità costiere e dell’identità siciliana. I piccoli pescatori soffrono spesso a causa di un’“architettura burocratica” comunitaria estremamente rigida, stringente e complessa da decifrare.

Per abbattere queste barriere all’ingresso, il Dipartimento della Pesca Mediterranea ha attivato una strategia di supporto attivo, attraverso il presidio del territorio (accompagnamento e assistenza diretta alle piccole imprese di pesca nella fase di progettazione e partecipazione ai bandi, grazie alla rete delle Unità Operative Territoriali dislocate localmente) e attività mirate di formazione (attivazione di specifici corsi di formazione per gli addetti ai lavori incentrati sulla progettazione europea, per renderli autonomi e competitivi nell’accesso alle risorse UE).

Verso una Blue Economy integrata

L’economia del mare in Sicilia ha tutte le potenzialità per diventare un autentico laboratorio d’eccellenza nel Mediterraneo. Per raggiungere questo traguardo è tuttavia indispensabile completare il passaggio “da settore a sistema“, integrando la pesca tradizionale con la tutela della biodiversità, lo sviluppo locale, l’innovazione digitale e la diversificazione delle attività (come l’ittiturismo e il pescaturismo). Solo così la Sicilia potrà guidare la transizione verso una Blue Economy equa, sostenibile e di respiro europeo.