Magnisi Club AI: il potere della Conversation Intelligence con Andrea Di Foggia
News - 15/06/2026
di Luisa Cassarà
Proseguono le attività del Magnisi Club AI, il format nato per guidare manager, imprenditori e professionisti nell’applicazione dell’intelligenza artificiale nel business. Dopo gli incontri dedicati alla creazione di agenti digitali con Andrea Tomasello e all’ottimizzazione della finanza agevolata tramite i “bandi intelligenti” di Gabriele Troisi, il club ha dedicato una nuova sessione all’analisi dei dati aziendali non strutturati.
L’incontro, dal titolo “Conversation Intelligence: come creare un sistema automatico con n8n che analizza le conversazioni aziendali”, ha visto come protagonista Andrea Di Foggia (founder e CEO Zero Remote Farm). In linea con l’approccio dichiaratamente operativo del club – strutturato attorno ai concetti di comprendere, applicare e decidere – Di Foggia ha illustrato come l’AI stia trasformando la gestione delle informazioni interne.
Dall’automazione 1.0 alla digitalizzazione della voce
Con un background accademico in ambito economico e manageriale, Di Foggia opera da nell’ambito delle automazioni volte a migliorare i processi e l’esperienza di clienti e utenti. Durante l’incontro ha spiegato come il passaggio verso un’“automazione 2.0”, spinta dai nuovi motori di intelligenza artificiale, sia stato un’evoluzione del tutto naturale per il settore.
Il cuore dell’intervento si è concentrato su come strutturare dei workflow (flussi di automazione) capaci di individuare informazioni preziose per le aziende partendo dall’analisi di semplici file o registrazioni audio e video. Un’esigenza che Di Foggia ha trasformato in una missione aziendale, prima con la società di consulenza Zero Remote Farm e oggi con AskMentor, un progetto AI cresto per analizzare le conversazioni di vendita e le interazioni interne.
“Se prima avevamo tutto su carta, ad oggi possiamo digitalizzare tutta la conoscenza aziendale”, ha affermato Di Foggia. Il patrimonio più prezioso di un’impresa, infatti, si nasconde spesso nel “parlato”: nei ragionamenti, negli annunci di un manager ai propri collaboratori o nelle dinamiche di negoziazione.
L’AI come alleata per la velocità di pensiero
Clara Ambrosi (operation manager Zero Remote Farm), ha condiviso il suo percorso trasversale: nata professionalmente come social media manager, è passata poi al marketing fino a lanciare un business basato sull’intelligenza artificiale. Ha evidenziato come tutte queste anime siano oggi profondamente collegate e come la tecnologia intervenga per colmare un divario strategico e operativo importante.

Ambrosi ha messo in guardia da un errore comune: “Oggi guardare all’AI come un nemico è il modo per mettersi i bastoni tra le ruote“. Al contrario, l’intelligenza artificiale va considerata come una “grandissima alleata” nel lavoro quotidiano. Secondo Ambrosi, l’AI garantisce un salto di qualità perché potenzia “la velocità di pensiero, la ricerca di ispirazioni, la possibilità di ottenere in brevissimo tempo degli input utili”, consolidando ulteriormente quel vantaggio competitivo ricercato dalle aziende.
Un ciclo virtuoso tra i reparti
L’intelligenza artificiale assume il ruolo di analista: ascolta, legge e restituisce report dettagliati e insight su ciò che funziona e ciò che necessita di correzioni. Questo processo, ha spiegato Di Foggia, innesca un vero e proprio ciclo virtuoso all’interno delle organizzazioni. Ad esempio, le informazioni raccolte dalle conversazioni del reparto sales possono essere trasferite direttamente al marketing, evidenziando criticità reali e permettendo aggiustamenti rapidi.
La capacità di estrapolare valore dal parlato aziendale si allinea all’obiettivo primario del Magnisi Club AI: spostare il focus dalla teoria all’implementazione. Fornire alla community strumenti in grado di automatizzare l’analisi dei dati complessi significa ridurre il tempo dedicato alle attività ripetitive, migliorare la velocità decisionale e, in ultima istanza, costruire vantaggi competitivi sostenibili nel panorama attuale.
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